Per tutta la sua vita Satoshi era sempre stato abituato a svegliarsi con il suono di una sveglia e questo, per quanto potesse essere fastidioso, non era mai stato un problema per lui. Ovviamente c'erano state anche volte, come ad esempio durante le vacanze, in cui si svegliava da solo, solitamente intorno alle nove o alle dieci, o altre volte ancora erano stati i suoi genitori a svegliarlo, magari quando sembrava che avesse davvero tutta l'intenzione di rimanere sotto le coperte a vita. Quello che ebbe quella mattina, però, fu in assoluto il risveglio più improvviso, inquietante e spaventoso che ebbe in tutta la sua vita.
L'urlo acuto e raccapricciante di una bambina.
Il biondo si alzò a sedere di scatto quando quel grido gli perforò le orecchie e, con gli occhi sbarrati e ancora leggermente offuscati dal sonno, si allungò per raggiungere l'interruttore della lampada posta sul comodino.
Solo che quello che toccò allungando la mano verso sinistra non un fu il legno del mobile, ma qualcosa di soffice e setoso. Rimase a testarlo per alcuni istanti, la fronte corrugata, chiedendosi di cosa si trattasse.
- Se fossi davvero un gatto starei già facendo le fusa. - Commentò con la voce impastata dal sonno una voce ben conosciuta.
All'inizio Satoshi rimase interdetto, ma quando si rese conto di cosa stava accadendo sgranò gli occhi dallo stupore svegliandosi completamente.
- Cosa diamine ci fai nel mio letto!? - Esclamò mentre con uno spintone buttava l'altro di sotto.
- Ehi! - Si lamentò Hajime massaggiandosi il capo.
- Che stavi facendo? - Ripeté il biondo mentre l'altro si rialzava lentamente da terra.
- Avevo freddo... - Borbottò.
- Siamo in piena estate! E poi nell'armadio dovrebbero esserci delle coperte, no? -
- Le persone sono la migliore stufa che esista al mondo. - Ribatté sicuro di sé.
- Ma se sei in camera da solo come fai a dirlo? -
- Infatti l'ho imparato questa notte. -
Satoshi stava per ribattere nuovamente quando per la seconda volta si udì quell'urlo straziante.
- Cosa sta succedendo? - Chiese il ragazzo spaventato. - Devo avvertire qualcuno? - Aggiunse poi avvicinando la mano al suo cellulare.
- Ehi, fermo. - Lo bloccò Hajime afferrandogli il braccio. - Non è niente di grave. -
- Ma una bambina ha appena urlato! - Protestò il biondo. - Potrebbe trattarsi di Shinzou o di Haku. -
- Non è nessuna di loro due, fidati. - Ribatté il Cheshire Cat trattenendo a stento una risata.
- Perché ridi? -
- Niente, solo che Shun non sarà affatto felice di sapere che qualcuno ha scambiato la sua voce per quella di una femmina, per giunta per quella di una delle reginette. - Rispose continuando a ridere.
- Oh, non lo sapevo... - Mormorò Satoshi arrossendo leggermente.
- Nessun problema, glielo diciamo sempre tutti che quando urla sembra una femminuccia. - Ribatté Hajime continuando a sorridere.
Di nuovo si udì quell'urlo e questa volta, nonostante il biondo fosse ancora un po' preoccupato, non riuscì a fare a meno di unirsi alla risata nella quale scoppiò subito l'altro.
- Comunque, parlando seriamente adesso: perché sta urlando? -
- Oh, niente di che, probabilmente Akane starà provando di nuovo a farlo fuori. - Rispose alzando le spalle.
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The Cheshire Cat//Yaoi//
RomansaDal testo: - Quindi, si può sapere perché lo chiamate "Cheshire Cat"? - - Allora, ci sono quattro motivi. Il primo è per il cognome. - - Sì, quello era chiaro. Poi? - - Poi per il suo sorriso. Non so te, ma io ogni volta che sorride ho quasi il...
