Sono ormai le sette di sera, decido di alzarmi dal letto cercando di non svegliare John, che si è addormentato mentre stavamo vedendolo un film,
mi alzo divincolandomi dalle sue braccia.
Vado in bagno e inizio a piangere,
non voglio incontrarlo, non voglio sentirmi dire che è solo colpa mia, non voglio piangere davanti a lui, non voglio!
Ma devo andarci, ha chiesto di vedermi e mia madre me lo ha imposto.
E poi gli voglio dire anche le mie di cose, de tipo "Fanculo, fottuti mi hai lasciata da sola nel momento di bisogno e non mi hai pensato per tutti questi anni"
ma non so se avrò mai il coraggio, dopo tutto rimane sempre mio padre.
Dopo aver pianto per svariati minuti decido di entrare in doccia e iniziarmi a lavare,
mi faccio uno schampoo, ne avevo proprio bisogno,
l'acqua calda scivola sul mio corpo rilassando i muscoli, tesi dal nervosismo.
Esco dalla doccia e avvolgo un asciugamano intorno al corpo è un altro lo uso per tamponare i capelli.
Eco dal bagno e mi ritrovo avanti John "Ouh che spavento che mi hai fatto prendere!" esclamo ridendo
"Ti ho fatta spaventare e tu stai ridendo come una matta?" domanda sorpreso,
"Ehm penso siano gli sbalzi d'umore" dico arrabbiata
"Sicuramente saranno quelli" due lui accarezzandomi la schiena
"Ma parliamo del fatto che sei coperta da solo un asciugamano" dice con toni malizioso
"Maiale!"
"Sempre amore mio"
"Ma va a cagare"
detto ciò vado a prendere una camicia rossa e dei shorts dall'armadio.
Indosso i vestiti e le scarpe, penso il telefono, le chiavi e la borsa, quando sto preparando uscire John urla "Ma dove stai andando?"
"Da mio padre ha chiesto di vedermi, e voglio sapere cos'ha da dirmi" dico mettendomi il giubbotto di pelle.
"Allora io vado, ti trovi qua?" domando
"Si non ti preoccupare, e non affaticarti troppo, ma sopra non ti arrabbiare" dice lui
"Ma quanto sei cucciolo, non ti preoccupare.
Mica si vede. He aspetto un bimbo?" "No grazie alla camicia larga" "Okey, a più tardi"
dico uscendo di casa.
******************************
Tornai a casa e andai in camera mia, scoppiai a piangere, ma che cazzo avevo fato di male?
All'improvviso si apri la porta e mi asciugai le lacrime,
mi ero dimenticata che John era a casa.
"Hey piccola cos'è sucesso?" domanda accarezzandomi i capelli
Inizio flashback
"Hey papà" dico guardandolo, è molto invecchiato, me lo ricordo quando aveva i suoi capelli castani scuro ancora tutti di quel colore, me lo ricordo magro, alto con un fisico pazzesco.
Ora in vece i capelli sono quasi tutti bianchi, è ingrassato, però è ancora alto
"Non chiamarmi papà, chiamami con il mio nome" dice in tono freddo
"Va bene allora Morris di cosa mi volevi parlare?" dico sedendomi su una sedia di fronte a lui, quando sono arrivata non mi ha neanche salutato o detto come va? Giusto per sapere visto che non ti vedo da sei anni,
"Ma gurda come ti sei fatta grande, ti sei sviluppata suppongo" dice guardandomi il seno, è vero è molto abbondante però non mi deve guardare come si guarda una puttana.
"Ehmm.....si, tu come stai?" dico chiudendo il giubbotto di pelle
"Ehm che te ne frega?" risponde lui tossendo.
Che me ne frega?
Dopo sei anni è questo quello che mi deve dire?
"Okey, va bene.
Passiamo avanti, come mai qui?"chiedo cercando di rimanere calma
"Te l'ho detto nella lettera" dice bevendo un sorso di birra
"Okey, vedo che hai già ordinato" dico guardando la bottiglia di birra "Si perché non dovevo?" chiede guardandomi male
" Non ho detto questo" dico queste parole mentre chiamo un cameriere "Mi dica signorina cosa le porto?" sorrido è il ragazzo ricambia "Una coca light, per favore" "Subito" dice il ragazzo continuando a guardarmi, ringrazio il ragazzo e torno a parlare con "mio padre"
"Davvero, sei in un locale e prendi una coca cola light?"
"Si, non dimenticare che ho 15 anni, e non posso bere alcolici"
mentre dico ciò mi accarezzo la pancia di nascosto.
Continuiamo a parlare per un po' finché non si fanno le dieci
"È tardi, sarà meglio che vada" dico fingendo uno sbadiglio
"Oh tu non vai da nessuna parte, credi davvero che sia venuto qui solo per vederti o per parlarti" due afferrandomi per un braccio
"Lasciami" cerco di divincolarmi ma lui è più forte di me
"Lasciami" ripeto "Lasciami mi stai facendo male" dico
"Tu fai quello che dico io" dice stringendo di più la presa intorno la mio polso
"Perché dovrei?" chiedo cercando di non piangere a causa del dolore "Perché sono tuo padre!" esclama lui attirandomi a se.
Finalmente riesco a liberarmi e inizio a correre più veloce che posso, ma lui mi raggiunge e mi fa sbattere contro il muro
"Stupida troia, credevo davvero che ti avrei fatta scappare?" chiede iniziando a guardarmi il corpo, vedo il suo sguardo, i suoi occhi sono pieni di odio, desiderio, malizia, ho paura, tanta paura.
"Lasciami!" urlo sputandomi in faccia
"Sei solo una puttana" due e subito dopo mi sbottona la camicetta.
Non può succedere dinuovo, non a me!
Ti prego Dio se mi vuoi bene, non farmi riaccadere questo.
Se non lo vuoi fare per me, fallo per il bambino che porto in grembo ti prego
In mente mia inizio a pregare, non voglio che riaccada!
Sento i suoi baci sul mio collo, le sue mani sui i miei seni, il suo corpo che spinge contro una mia gamba.
Inizio a piangere, le sue labbra scendono sempre più giù, fino ad arrivare alla mia pancia.
Non lo sopporto più, così gli tiro un calcio fra le palle, facendolo inginocchio a terra, gli tiro un altro calcio nello stomaco, in modo che si sdrai, e inizio a correre verso casa mia, non è molto lontano c'è la posso fare!
Dopo dieci minuti di corsa arrivo a casa, entro e vado di sopra..
Fine flashback
Racconto tutto a John, che non ci crede, mi tocca la pancia dicendo
"Ora stai bene?"
"No John, non sto bene! Non sto bene cazzo! Mio padre voleva abusare di me, mio padre!" urlo
"Non urlare che ci sono Kevin e Alexandra che stanno dormendo" dice lui baciandomi
"Non me ne fotte un cazzo, ora voglio urlare ed è quello che sto facendo" le lacrime ormai sono scese a fiumi.
Sto piangendo come una bambina
"Ma che sta succedendo?" chiede mio fratello stropicciandosi gli occhi
"Ecco vedi..." e ora come cazzo glielo dico, quello che è successo?
Ehilà come va?
Non mi uccidete, lo so ultimamente non ho aggiornato, ma capitemi tenevo l'esame da sostenere e non avevo tempo per scrivere.
Spero che mi perdonate e che il capitolo vi piaccia.
Se volete lasciate una stellina è un commento per farmi sapere se la storia vi piace.
STAI LEGGENDO
La vita di una 15enne
RomanceCiao mi chiamo Isabella Stewart ho 15 anni, sono sola a questo mondo, i miei sono separati e non ho amici, a parte Cris e Josh i mie migliori amici, a scuola non sono molto popolare e tutti i miei compagni di classe mi prendono in giro per tante cos...
