Tornammo a casa, la mia casa, la nostra casa. Quanto mi era mancato l'odore di muschio che fluttua nell'aria.
"Sei stata bravissima" dice John chiudendo la porta d'ingresso
"Già, hanno apprezzato" rispondo togliendomi quei tacchi altissimi
"Sembra che non ne sei contenta"
"No sono contenta, ma.."
"Ma?" "Ma vedere li mio padre in mezzo a tutta quella folla, mi ha scombussolata un po'" dico abbassando la testa.
Si, mio padre è venuto alla sfilata ha tentato di avvicinarsi più volte, ma John e Kevin lo hanno fermato in tempo.
Non volevo vederlo, speravo con tutta me stessa che non sarebbe venuto e invece era lì a fissarmi con quei suoi occhi celesti che mi fanno rabbrividire.
"Hey guardami" John mi fa alzare lo sguardo fino a incontrare i suoi occhi
"Non si è avvicinato. Lo so che non volevi vederlo, nessuno lo voleva. Ma non si è avvicinato e questo è l'importante"
"Lo so. Ma quello che non riesco a capire è il perché sia venuto"
"Probabilmente voleva solo rovinarti la serata"
"Già, può essere" e torno a guardare il pavimento
"Basta parlare di cose brutte. Siamo solo noi, io e te, che ne dici di festeggiare insieme il tuo debutto?" finita la frase inizia lasciare caldi e umidi baci sul collo per poi arrivare alla clavicola.
Sotto al suo tocco mi rilasso e chiudo gli occhi e sento il respiro farsi sempre più pesante.
John avvicina la sua schiena alla mia pancia è posso percepire la sua eccitazione premere contro il mio basso ventre, porta una mano sulla mia schiena iniziando a disegnare cerchi immaginari
"Approfittiamo che i tuoi fratelli non ci sono" la sua voce è calda e roca, e mi piace da impazzire e torna a baciarmi il collo ma stavolta lo morde leggermente per poi passare al lingua sullo stesso punto, sento le gambe molli, il cuore battere a mille, il calore diffondersi nel basso ventre e le famose farfalle nello stomaco, che solo lui è in grado di scatenare.
Porto la testa all'indietro lasciandolo lavorare sul mio collo "Allora, che ne dici? Andiamo di sopra?" Sussura al mio orecchio, quella voce roca, mi piace da impazzire e basta quella per mandarmi in tilt il cervello.
"Perché andare di sopra? Abbiamo il divano" dico spingendolo sopra
"Mi piace quando sei autoritaria" "Lo so" mi metto a cavalcioni e ricomincio a baciarlo, gli tiro il labbro inferiore facendolo gemere nella mia bocca, al coltempo muovo il bacino contro il suo "Oh..cazzo piccola" adoro sentirlo così per merito mio, solo mio.
Inizio a spogliarlo lasciando caldi baci dal collo alla clavicola e sempre più giù, fin quando non mi ritrovo inginocchiata tra le sue gambe, gli sbottono i pantaloni facendolo rimanere solo in boxer, dei boxer neri aderenti, dove mi è possibile vedere quanto il suo membro desidera me, passo la mano sul suo rigonfiamento guadagnando un altro suo gemito.
Senza esitare afferrò l'elastico dei boxer e li tiro giù scoprendo il suo membro, il quale esplode in tutta la sua lunghezza davanti ai miei occhi.
Resto a guardarlo per qualche secondo, sento i suoi occhi puntati su di me intenti a studiarmi
"Amore se non sei pronta non ti preoccupare.." ma non lo lascio finire a causa della mia bocca che accoglie il suo sesso, passo la lingua sulla punta strappandogli un gemito, oscillo con la testa su e giù prima lentamente e poi sempre più veloce.
La stanza si riempie del suo respiro affannato e dei suoi gemiti.
È bello sapere che solo io posso fargli queste cose, che solo io posso regalargli questi momenti di piacere.
"Amor..e sto per..per venire" e von un ultimo gemito il suo liquido seminale esplode sulla mia lingua.
Mi rialzo in piedi e mi metto difronte a John
"Cazzo piccola, sei stata fantastica" dice dandomi un bacio su uno dei miei seni nudi, prende l'altro tra una sua mano e inizia a massaggiarlo, è una lenta è piacevole tortura, ma già rimettere a cavalcioni su di lui e ricominciamo a baciarci.
Il nostro momento viene interrotto dalla suoneria del mio cellulare, mi stacco e controllo chi sia che mi vuole a quest'ora
Sconosciuto:
Eri stupenda alla sfilata, i miei complimenti quel vestito ti stava d'incanto.
Ma ti preferisci così nuda e già immagino quelle tue labbra attorno a me
Di scatto spengo il telefono e mi rimetto la maglia
"Hey che c'è?" chiede John abbracciandomi da dietro,
"Niente è solo che sono stanca" non gli dirò mai e poi mai che qualche psicopatico mi manda messaggi anonimi.
"Vado a dormire" dico stampandogli un bacio sulle labbra, lui ancora pensieroso bofonchia un semplice "Va bene".
Vado di sopra e mi metto a letto, vorrei solo sapere chi è questo tizio, mi sento osservata in ogni minuto della giornata e non c'è la faccio più. Sono stanca. Stanca di combattere. Avevi giurato a me stessa che avrei protetto i miei figli ma non so neppure se sono capace di proteggere me stessa e i miei fratelli.
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La vita di una 15enne
RomanceCiao mi chiamo Isabella Stewart ho 15 anni, sono sola a questo mondo, i miei sono separati e non ho amici, a parte Cris e Josh i mie migliori amici, a scuola non sono molto popolare e tutti i miei compagni di classe mi prendono in giro per tante cos...
