Capitolo 22

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Pov's John

Siamo arrivati in ospedale da un quarto d'ora, Bella ha indossato lo stesso i pantaloni con la canotta, senza dare ascolto a ciò che le dicevo, ma per farmi 'contento' ha indossato uno di quei coprispalle lunghi così da coprire il sedere.

Abbiamo dato i nostri nomi alla donna che si trova al banco nella sala d'attesa, ha detto che non c'erano molte persone prima di noi, ma a me sembra un'eternità che stiamo aspettando.

Bella continua a messaggiare con il telefono, mi chiedo chi sia, visto che dovrebbero essere tutti a scuola,
"Piccola con chi stai messaggianodo?" domando cercando di vedere il nome sul display del cellulare
"Mio fratello" risponde lei
"Ma Kevin non dovrebbe essere a scuola?" dico io
"Infatti è a scuola, però come sempre non segue nulla e cazzeggia con il telefono" dice lei al quanto arrabbiata
"Wow, povero piccolo o povera piccola!
Se fai così con tuo fratello, che è più grande di te, credo che sarai peggio con nostro figlio" dico io ridendo.

Alla parola figlio la donna che è seduta accanto a me sbianca.
Ma dico io nessuno le ha insegnato che origliare è da maleducati? Al quanto pare no perché inizia a fissarci.

Lo so che siamo piccoli e che una ragazza di quindici anni sia incinta ma sono anche fatti nostri

"Scusi, ho sentito che avete detto che la ragazza è incinta e che sarete presto genitori" dice la signora avvicinandosi a noi, non sopporto i ficca-naso e non sopporto neanche lei
"Amore non dare fastidio a questi due ragazzi" la rimprovera il marito, o almeno credo, "Lasciami in pace e vammi prendere delle fragole" dice lei "E va bene, ma promettimi che ti farai gli affari tuoi" dice lui baciandole la fronte.

Sento Bella poggiare una mano sulla mia spalla, così mi giro, con gli occhioni da cucciola mi dice "John" "Si" dico io sapendo già quello che vuole "Mi andresti a prendere delle ciambelle o dei cornetti? Anzi tutti e due" dice lei continuando a fare il labbruccio.

Come posso dire di no a quei due bellissimi occhi? Semplicemente non posso "Ma Bella hai fatto mezz'ora fa colazione" dico io cercando di non offenderla
"Mi stai dando della cicciona?" dice lei con gli occhi pieni di rabbia "No non a fatto" dico io alzando le mani in segno di resa
"Allora vammi  a prendere quello che ho chiesto" dice lei incrociando le braccia al petto.

Quando ha le voglie non la sopporto proprio, non le va mai bene niente, non che prima era diverso, ma almeno non mi insultava.

"Amore mio, non credo che prima dei controlli sia opportuno mangiare qualcosa" dico sperando di averlo convinta, spero che ci sia riuscito, in questo periodo mangia tantissimo, più del solito, sembra un pozzo senza fondo, non si sazzia mai,
"Sei un fidanzato di merda. Di che non vuoi andare. Non mi vuoi bene, non mi ami! Ti odio, ti odio, ti odio!", io speravo di averla convinta? Macché la situazione è peggiorata ed è peggiorata anche la sua testarda fine
"Amore ma che dici?! Io ti amo e lo sai benissimo"
"No, non è vero! Se mi amassi mi andresti a prendere quello che ti ho chiesto" dice lei incrociando le braccia al petto e mettendo io broncio
"Va bene, ho capito vado a prenderti i cornetti con le ciambelle" dico con tono scocciato
"Ah....cucciolotto mio, mi vai a prendere anche una Coca-Cola?"
la guardo stranito,
1 perché mi ha chiamato cucciolotto mio? E 2 perché la Coca-Cola? Sul voler bere la
Coca-Cola di prima mattina era una sua abitudine e vedo che non è cambiato nulla su questo.

"Vado. Sarò di ritorno tra cinque minuti" dico baciandole la fronte.

Spero solo he con tutto quello che mi ha chiesto riesca a ritornare prima che tocchi a noi.

Pov's Bella

Finalmente John è andato a prendermi quelle maledette ciambelle  con i cornetti, spero solo che prenda le ciambelle ricoperte con la glassa al cioccolato bianco colorato con gli zuccherini, e i cornetti alla Nutella.

"Scusa se te lo chiedo, ma quanti anni hai?" mi chiede la donna seduta di fianco al posto di John.

"Quindici" rispondo io
"Wow" dice lei, l'espressa che è impressa nel suo volto è al dir poco fantastica e divertente allo stesso tempo.
"Già lo so" rispondo io facendo una faccia buffa
"E mi scusi se continuo con queste domande. Lui invece?"
non trovo che questo donna sia una ficca-naso, come la definirebbe John, anzi trovo solo che vuole capire il perché una ragazza così piccola sia incinta.
"Lui ne ha diciassette" dico io
"Molto piccoli. Scusa per la domanda inappropriata ma perché sei incinta? Nel senso perché visto che hai un'intera vita davanti?"
"Bhe...non l'ho scelto io.....e ne voluto.." non so dalle mie parole la donna cosa abbia capito, ma prima che possa dire qualunque cosa parlo io per prima
"Cioè, ecco lui in questa storia non c'entra nulla, o meglio quando successe non c'entrava nulla." Faccio una lunga pausa e noto che la donna mi guarda per incitarmi a parlare
"Bhe, è successo tutto mentre stavo lavorando.."
racconto tutto alla donna, dallo stupro a quando mi misi insieme a John, le dissi di quando ero incinta alla promessa, di quando litigi con mia madre e infine del fatto che John avesse comprato casa per noi due e il piccolo o piccola che nascerà.
"Ma è fantastico, o dio certo non è bello rimanere incinta dal proprio stupratore, ma è fantastico che lui ti sia stato accanto durante quel periodo.
E poi quando è venuta sapere che il bimbo non era suo e ti ha fatto la promessa che avrebbe accettato il piccolo con il suo nome, è un gesto che  non tutti fanno.
Che sciocca non mi sono neanche presentata e ho solo chiesto di te.
Piacere Claudia" dice stringendo mi la mano "Piacere Isabella, ma tutti mi chiamano Bella" dico io facendomi scappare una risata
"Bhe non hanno tutti i torti nel chiamarti così" dice lei sorridendo.

Passiamo molto tempo a parlare e mi racconta che lei è suo marito, Logan, si sono conosciuti quand'erano piccoli.
I loro genitori erano molto amici e tutte le volte che andavano a trovare i suoi genitori portavano con loro il figlio, che è di quattro anni più grande di lei, da piccoli giocavano insieme ma poi crescendo di odiarono, e dopo svariate litigate, lui la baciò.

Si sono da poco sposati, non erano molto grandi di età, infatti lei aveva 27 anni e lui 31, dice che le ricordavo lei alla mia età.

Rimanemmo a parlare fin quando i nostri uomini non tornarono, con le sue fragole e le mie cose che avevo ordinato.

Mancavano ancora cinque persone prima di noi così iniziai a mangiare le mie cose.

Scusate lo so è da tanto che non aggiorno, spero solo. He con questi cinque capitoli mi sia fatta perdonare.

Scusate, scusate, scusate ancora

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