Capitolo 42

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Sto giocando con le mie bambole, sono felice e spensierata.
Gioco a travestire 
Mrs Lealy, il mio coniglietto di peluche, che è sempre con me e, forse è l'unica  che sa tutto quello che succede.

Mentre faccio finta di pettinare i capelli a Mrs Lealy papà entra dalla porta della
mia cameretta "Hey piccola"
"Ciao papà" dico in un soffio
ad un tratto mi sento fuori luogo,
la mamma ha accompagnato Kevin a scuola di calcio e sono rimasta da sola con papà  "Cosa stai facendo?"
"Gioco con Mrs Lealy" rispondo stringendo il peluche tra le mie braccia.
Papà mi accarezza una guancia, mi sposto come se quel gesto fosse fuoco sulla mia pelle
"Che c'è Bell?" continua ad accarezzarmi il braccio
"Non vuoi stare un po' con il tuo papà?" faccio di no con la testa
"E perché mai?"  "Non mi piacciono le cose che mi fai" dico guardando a terra, la sua mano accarezza la mia schiena con gesti lenti,
"Ma quello che fa il tuo papà sono coccole, devi sentirti fortunata, perché non tutti i papà fanno queste coccole alle proprie figlie" mi da un bacio sul collo e sposta la sua mano fra le mie gambe
"No... Papà.." cerco di togliere il braccio ma non ci riesco
"Shhhh piccola, un giorno ti piacerà" dice continuando a muovere la mano su e giù fra le gambe.

Mi sveglio di soprassalto, sento il mio corpo mandido di sudore, ho la gola secca e temo che fra poco il cuore mi esca dal petto.
Guardo John che dorme beatamente, mi alzo dal letto cercando di non fare rumore.
Passo nella stanza dei bambini per controllare che stiano bene.
Mi sporgo per controllare nella culla, e un senso di tranquillità prende possesso del mio corpo nel vedere che dormono come due angioletti, un sorriso appare spontaneo sulle mie labbra.
L'incubo che ho appena fatto è ancora davanti ai miei occhi, è da tanto che non li facevo, sono tornati quando ho saputo cosa stesse passando la piccola Alexandra.
E sapere che quello che ha fatto a me lo stia facendo anche alla piccola Ale mi fa controcorrente lo stomaco e mi fa innervosire.
Devo trovare un modo per non farla  stare a casa con loro.
Per ora è con Kevin dalla zia, ma quando torneranno dovrà ritornare a casa, e questo non lo permetterò.
Non permetterò che subisca quello che ho subito io.
È una promessa piccolina, riuscirò a farti uscire da quell'inferno.
Ho ancora le mani che tremano, prima seguivo una terapia ma ho smesso quando non facevo più sogni di questo tipo, dovrei ritornarci, ma non voglio. Se lo facessi John verrebbe a conoscenza di questa cosa, e non voglio causargli altri dispiaceri.
Anche se sono le tre del mattino, decido di chiamare Kevin
"Pronto" dice con la voce assonnata
"Hey"  "Bella... cos'è successo? I piccoli stanno bene? Tu stai bene?"
"Si si calma, noi stiamo bene"
"È allora perché mi chiami nel cuore della notte?"
"Volevo parlare di Alexandra. So che non vuoi che veniate a vivere qui, ma non voglio che ritorni in quella casa. Lo capisci vero?"
"Certo che lo capisco. Nemmeno io voglio che torni li dentro, ma non voglio nemmeno che tu ti senta obbligata ad ospitarci"
"Punto primo non mi sento obbligata e credimi farei di tutto per voi, quindi non devi sentirti in colpa per qualcosa che ho deciso io. Punto secondo visto che tu sei testardo peggio di me, che ne dici se vi trovo un appartamento?" chiedo speranzosa di ricevere una risposta affermativa "Credo che vada bene. Ma non voglio che paghi tu" alzo gli occhi al cielo, mi fa piacere che si preoccupi ma alle volte è davvero fastidioso
"Ne parleremo più in la" sento uno sbuffo dall'altro capo del telefono e mi appare spontaneo un sorriso sulle labbra "Notte Kevin"  "Notte piccola". Chiudo la chiamata e poso il cellulare sul tavolino, mi sdraio sul divano e accendo la televisione.
Mi fa piacere che almeno stavolta Kevin sia stato d'accordo con me, vado a prendere il mio computer dal mio studio e mi metto alla ricerca di qualche appartamento o di una casetta per loro. Dopo un po' trovo un paio di appartamenti e una casetta che non distano molto da noi, mi segno tutto su un foglio e appena si sveglierà John ne parleròm9 anche con lui.
Sono le cinque passate e decido di mettere a posto la casa per poi preparare la colazione.
Quando finisco di fare tutto sono le sette del mattino, così decido di portare a John la colazione a letto, vado di sopra e appoggio il vassoio sul comodino, mi avvicino a John  gli bacio la tempia e mi accoccolo a lui.
"Hey piccola"  dice con vice rauca "Giorno" rispondo sorridendo, mi accarezza i capelli stampando un bacio sulla fronte
"Ti ho portato la colazione a letto" prendo il vassoio da sopra al comodino e glielo appoggio sulle ginocchia. John inizia a mangiare e con la bocca piena di cibo dice
"Oggi non devi andare a lavoro?"
"No amore" dico rubandogli un cornetto alla crema, mi guarda torvo
"Oggi vorrei andare a vedere qualche casetta o un appartamento per Kevin e Alex" dico dando un altro morso al cornetto "E i piccoli?"  "Beh oggi è il tuo giorno libero"  "Si beh ecco, oggi dovrei andare ad una riunione di lavoro"  "Cosa? E quando me lo volevi dire?" "Scusa piccola, ma me lo sono completamente scordato" mi alzo durante di rabbia dal letto e scendo di sotto "Bella.... Bella"  "John preparati che farai tardi" sputo acida.
Prepararo il carrozzino per dopo
"Bella ascoltami" mi prende dal braccio e mi fa voltare
"John vai" dico dura e strattono il mio braccio dalla sua presa.
Torno a preparare la borsa con l'occorrente per i bambini, John torna do spira per prepararsi.
Non ci posso credere che non mi abbia detto nulla, e se fossi andata a lavoro oggi, chi li avrebbe guardati o piccoli? John è dalla zia e non abbiamo una baby-sitter, salgo al piano superiore e vado nella stanza dei piccoli per farli mangiare e per prepararli.

Durante il pomeriggio...

Sono appena tornata a casa e ho messo i bambini a dormire, non è stato semplice spostarsi con loro ma ce la abbiamo fatta.
Tutti gli appartamenti che ho visto erano tutti molto carini, in centro, molto spaziosi e luminosi, ma quella che mi ha colpito più di tutti è stato la casetta, grande, molto luminosa, con molte stanze e due bagni ha già i mobili, sul davanti e sul retro ha il giardino, il giardino sul retro ha anche uno scivolo e una altalena che Alex può usare per giocare.
Non ho pagato tanto anzi quella casa vale molto di più ma non fa nulla e ne avrei spesi tutti perché, almeno ora possono stare tranquilli e sapere che Alex è lontana da quei mostri mi fa sentire tranquilla e felice e poi li potrò andare a trovare tutte le volte che voglio.
Chiamo Kevin per dargli la notizia
"Hey piccola"  "Hey"  "Come va?"
"Bene. Devo darti una notizia bomba"
"Spara" "Ho trovato una casetta per te e Alex"  "Bella mica hai pagato tu?" 
"Shhh non è il momento di parlarne. Piuttosto quando tornate?" 
"Domani"  "Bene allora di ad Alex che da domani vivrete in una casa nuova"
"Okay"

Vorrei scusarmi per il terribile ritardo, ma sono successe svariate cose.
Spero che il capitolo vi sia piaciuto.
Al prossimo capitolo

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