Dopo passato l'intero pomeriggio con i ragazzi a chiacchierare su questo incubo che mi perseguita torno a casa. Quando entro decido di prepararmi immediatamente una tisana rilassante di indossare quei felponi enormi di John per stare più comoda, mi butto sul divano e accendo la tv. Vorrei tanto qualcuno qui vicino a me ma devo restare da sola perché John è dovuto andare in ufficio per sbrigare alcune pratiche, vado in cucina per prendere la mia tisana e ritorno al divano, penso un po' a chi posso chiamare e mi rendo conto che è da un pezzo che non vedo la piccola Alexandra cosi prendo il telefono di casa e faccio il numero di telefono di Kevin e dopo un paio di squilli mi risponde "Sorellina" "Hey Kevin come va?" "Bene, te con la gravidanza?"
"Faticoso ma bene, senti e con la piccola come va?" "Beh Alexandra sta subendo tutta la sua ira e non solo la sua, ultimamente papà è venuto a casa e la mamma non ha fatto nessuna scenata" a quella notizia rimango spiazzata.
Papà a casa con la mamma, non può essere vero! "Kevin voglio che Alexandra venga a vivere qua con te"
"Bella non prendere decisioni affrettate" "Kevin non ci devo riflettere! Voglio che veniate a vivere immediatamente a casa mia!"
"Bella, tu hai il tuo lavoro e vivi con John.. " "Non fare obbiezioni e venite qui ora!" chiudo la chiamata e vado a preparare la loro camera poi prendo il telefono e chiamo John ma risponde la segreteria "Hey amore volevo solo avvisarti che verranno Kevin e la piccola stasera poi ti spiego tutto" chiudo la chiamata e ripongo il telefono sul tavolo.
Questa notizia mi ha spiazzata, non riesco a capire il perché sia andato a casa nostra e come mai la mamma non abbia fatto una delle sue scenate, sono seriamente turbata, se è andato là e la mamma non ha detto nulla ci deve essere qualcosa sotto, sono preoccupata per la piccola, proprio lei che non c'entra nulla con tuta questa storia sta scontando le pene dell'inferno, non le è mai stato torto un capello, posso immaginare quello che le stanno facendo e quello che starà provando.
"No papà fermo, non voglio" "Dai Bella fa la brava e ascolta papà" ho paura, siamo nella mia camera al buio, o meglio solo la luce fioca della mia lampada della notte fa vedere qualcosa, sono sul mio letto e ho la camicia da notte sopra all'ombelico, papà ha i pantaloni abbassati e la sua mano i muove fra le mie gambe, "Papà mi fai male.. Basta papà.. ti prego basta" imploro che la finisca in lacrime, ma mi mette una mano sulla bocca "Bella se fa la brava e ascolti papà tutto finirà presto" dice con un ghigno stampato in faccia, mi fa paura. No smetto di piangere e dimenarmi sotto il suo tocco, non so cosa stia facendo ma non mi piace. Quando ha finito di toccarmi stringo forte le gambe e mi rannicchio sul letto, lui alza i pantaloni e se ne va lasciandomi a piangere per tutta la notte.
Sento le guance bagnate, i ricordi di quella notte sono ancora vivi nella mia mente, come vorrei dimenticare tutto, come vorrei che tutto questo non fosse mai successo, ma purtroppo non si più cambiare il passato, ricordo ancora come gli piacesse, ricordo i sui ghigni e ricordo i suoi versi di piacere, il suo sudore che gocciolava su di me, la sua pelle che sfregava contro la mia. Una bambina dovrebbe vivere la sua infanzia serenamente e non essere vittima di un orco, o cosa sta provando Alexandra in questo momento perché l'ho subito anche io alla sua età, essere molestata da tuo padre e prender continue botte da tua madre non è bello, quando ti spogli vedere i continui lividi che hai sulle gambe o sulle braccia frutto di quello che è successo è devastante, sentirti continuamente sporca pur non avendo fatto nulla t distrugge e ti mette a disagio con gli altri bambini.
Mentre penso a tutte queste cose bussano ala porta asciugo in fretta le lacrime e provo ad assumere un aria un po' più normale, Kevin non sa nulla di tutto questo m temo che per convincerlo a rimanere a vivere qui dovrò dirgli tutto. Apro la porta e mi appare una piccolina sorridente, ricambio i sorriso e la faccio entrare
"Hey" "Hey" rispondo "Hai una strana faccia" "Dopo t spiego" faccio entrare anche lui e mentre porta le poche cose che ha preso dalla casa decido di parlare un po' con la piccola "Allora ho saputo che è tornto papà" noto subito i suoi occhi incupirsi e che alla parola papà ha abbassato la testa "Ale è successo qualcosa che devo sapere?" scuote la testa ma non ne sono convinta così insisto "Guarda che me lo puoi dire" non ricevo nessuna risposta "Ale ti ha toccata in un modo strano?" lei ci pensa un attimo su per poi fare di si con la testolina "Ti va di dirmi dove ti ha toccata?" "Mi ha, mi ha toccata fra le gambe e mi ha fatto sedere nuda sul letto e con una mano mi ha fatto toccare in quelle zone, che come dice mamma sono intime" mentre parla singhiozza, "Brava piccola, vedrai che metteremo fine a tutto questo" la rassicuro ed è vero, quell'uomo deve pagare per quello che ha e sta facendo, le accarezzo i capelli e quando Kevin scende di sotto la faccio salire di sopra "Dobbiamo parlare" dico in tono fermo "Di cosa?" "Del fatto che dovete venire a vivere qui" "Ancora con questa storia? Bella.." "Bella un corno Kevin! La cosa è seria, quel mostro sta abusando di lei e quell'altra la picchia di continuo, mi sono accorta dei lividi che ha sulle braccia e che tenta di coprire con la maglia, ma io li ho visti e so anche come si sta sentendo" dico a voce alta "E tu che ne sai?" "Perché alla sua età ho subito anche io le stese cose, papà mi violentava e mamma mi picchiava e non sai quello che succedeva quando erano insieme, mamma aiutava papà a violentarmi e faceva dei filmini da conservare, diceva che erano ricordi di famiglia. Ed ora fanno lo stesso con lei" le lacrime mi scendono come fiumi dai miei occhi
"Cosa stai dicendo?" "Quello che hai sentito Kevin. Ora voi venite a vivere qui perché non voglio che Alexandra passi quello che ho passato io" resta impietrito per qualche minuto ma poi si riprende, "Perché non me lo hai detto?" "Perché avevo vergogna e poi promisi di non dire niente a nessuno" dico abbassando la testa, lui non sa ancora nulla e spero di non dover dire più niente "Kevin mi raccomando non dire nulla a John" "Perché?" "Perché non voglio che sappia altre brutte cose del mio passato, quelle che sa gli bastano" "Ma John non c'è?" domanda la piccola scendendo dalle scale "No piccola è a lavoro. Ma lo vedrai stasera se non prima" "E i miei nipotini come stanno" si avvicina al pancione e appoggia un orecchio "Bene bene" rispondo sorridendo.
La sera..
John è tornato a casa abbastanza presto e ora stiamo cenando. Dopo aver finito di mangiare vado in salotto con John per dirgli come stanno le cose, omettendo il fatto che violentano Ale "Senti amore, vorrei dirti una cosa" "Dimmi" "Ecco vedi vorrei che i miei fratelli venissero a vivere da noi" "E perché mai?" "Beh è andato papà a vivere da loro ed essendo molto violento ho paura che gli possa fare qualcosa e in oltre la mamma la picchia di continuo ho visto dei lividi enormi sule braccia della piccola" rimane a bocca aperta ma quando vede che sono seriamente preoccupata mi abbraccia sussurra "Non ti preoccupare, staranno con noi e non gli accadrà nulla" per poi lasciare un tenero baco fra i miei capelli.
Ciao a tutte ragazze come va?
Abbiamo scoperto un altro pezzo sul passato di Bella, direi anche un po' brutto, secondo me questi "orchi" dovrebbero essere ripagati con la stessa moneta, così forse capirebbero cosa si prova.
Secondo voi quale può essere il motivo che ha spinto il padre di Bella ad andare a casa dalla moglie? E cosa potrebbero avere in mente i due?
Mi raccomando rispondete nei commenti e s vi va lasciate qualche stellina.
Noi ci vediamo al prossimo capitolo, un bacio dalla vostra -solacontroilmondo-
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La vita di una 15enne
RomanceCiao mi chiamo Isabella Stewart ho 15 anni, sono sola a questo mondo, i miei sono separati e non ho amici, a parte Cris e Josh i mie migliori amici, a scuola non sono molto popolare e tutti i miei compagni di classe mi prendono in giro per tante cos...
