se vomito non importa

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Parcheggia la moto e il cuore inizia a rallentare piano fino a riprendere il battito regolare.
Mi guardo attorno, ha parcheggiato la moto davanti a l'entrata di un locale che conosco troppo bene: La discoteca dove vanno sempre Giuli e Noe, a me non piace andarci ma mi obbligano sempre e perciò penso di aver passato tutti i sabati notte lì dentro.
《Ti va?》
Mi guarda in modo speranzoso.
《Non pensavo fossi tipo da discoteca.》
《Non lo sono.》
Scoppiamo a ridere entrambi e con passo svelto raggiungiamo l'entrata.
Il butta fuori che conosco bene mi saluta e mi fa cenno di entrare ma ferma Emanuele sull'entrata.
《È con me.》
Lo brucia con gli occhi e poi lo lascia passare spingendolo verso l'entrata.
《Che aveva?》
《Non lo so, di solito vengo qui con Noe e Giuli, magari si è preoccupato a vedermi con qualcuno di nuovo...》
Il locale è scuro e l'odore di alcool misto al sudore mi fa venire il voltastomaco, che ci facciamo qui? Perché mi ha portato in un posto che non piace a entrambi?
《Che si fa ? 》
《Beviamo?》
Cammino a passo svelto verso il bancone.
《Due bombe blu.》
Il barista con mosse svelte e esperte versa liquidi nel shaker provenienti da bottiglie sparse sul bancone e shakera con movimenti ben studiati, versa il drink finale in un bicchiere di plastica e ce lo passa.
Emanuele lo guarda in modo strano.
《Cosa è sta roba?》
《Bomba blu, ti fa rimanere la lingua blu.》
Lo assaggia e quando scopre che ha un sapore abbastanza amaro arriccia il naso e fa una smorfia buffa.
Assaggio anche io e il calore dell'alcool invade la mia gola e la sensazione è fantastica, mi mancava lasciarmi andare così.
Guardo Emanuele che continua a buttare giù il liquido amaro ma non fa più facce buffe e sembra piacergli.
Arrivato a metà del bicchiere tira fuori la lingua e mi fa vedere che è diventata blu.
《Basta che devo guidare.》
Sta per buttare il drink ma glielo prendo di mano e lo travaso nel mio bicchiere.

《Un altro!!!》
《Alice basta è il terzo drink di seguito che bevi e nelle condizioni in cui eri poco tempo fa non ti fa bene, i farmaci reagiscono male con l'alcool.》
Scoppio in una risata sonora e gli faccio la linguaccia con la lingua blu.
《Sai cosa me ne frega, andiamo a ballare.》
Lo afferro per le mani e lo trascino verso il centro della pista e inizio a fare movimenti che non sapevo di riuscire a fare.
《Ei vacci piano.》
Mi attacco al suo collo e lo trascino verso di me in modo che il suo orecchio sia vicino alla mia bocca.
《Dove mi porti ragazzo misterioso? 》
Lo vedo corrugare il viso ma poi qualcosa si illumina nei suoi occhi, mi tira verso il suo petto e sospiro cercando di catturare il suo odore.
《Oh honey sapessi...》
Passa le sue labbra sul mio collo e il mio corpo a quel contatto rabbrividisce, mi morde il lobo e le sue mani mi tengono i fianchi in modo che io non scappi, ma io non riuscirei comunque a scappare.
《Andiamocene, questo posto fa schifo.》
Annuisco senza riuscire a muovermi.
Mi prende il braccio e andiamo verso l'uscita del locale.
《Buona serata》
Accenna al buttafuori e io ridaccchiando lo saluto.
Mi carica sulla moto e un mal di testa mi trafigge il cranio.
《Ema non sto bene.》
《Che c'è? 》
I suoi occhi entrano in contatto con i miei e con sguardo preoccupato mi passa una mano sulla guancia.
《Vuoi che torniamo in ospedale.》
《NO!》
《Sicura? 》
《Si non voglio ritornare in quel posto.》
Mi da un bacio sulla guancia prima di mettermi il casco, se lo mette pure lui e i suoi occhi verdi spariscono sotto la visiera oscurata.
Parte e l'aria mi fa passare un po' il malditesta e mi fa ritornare la ragione...
Sono le 2 di notte, siamo dove non dovremmo essere e Emanuele ha bevuto anche se poco e sta guidando, la serata secondo me non finirà molto bene, ma voglio godermela in pieno, potrebbe essere anche l'ultima per un po' di tempo.
I miei pensieri vengono bloccati da una mano calda che mi stringe la mia, Emanuele cerca di riscaldarmi e questo è un gesto non da poco per me,chissà perché fa così, in fin dei conti non mi conosce e io non conosco lui ma è come se ci attirassimo.

Il paesaggio si è trasformato e dalla città vuota siamo passati alla campagna e siamo circondati da colline e alberi.
Cerco di capire dove stiamo andando ma tra l'alcool e il fatto che è tutto buio non riconosco la strada.
Si ferma, spegne la moto e mi aiuta a scendere.
《Honey siamo arrivati.》
Riconosco immediatamente il posto e la mia mente viene invasa dai ricordi.

"《Papà, papà!》
《Si tesoro ?》
《Mi fai arrampicare sull'albero? 》"

Il cedro compare alto e maestoso davanti a noi.
《Ti piace ?》
《Mi è sempre piaciuto...》
《Anche a me, dai vieni.》
Mi prende la mano e mi porta fin sotto i rami enormi, il paesaggio è fantastico: siamo in alto e da qui si vedono le vigne e le langhe, si riesce a vedere il cielo stellato e si sentono i grilli cantare.
《 Di notte è fantastico, non ci ero mai venuta a quest'ora.》
《Gia, io abitavo qui vicino e ci venivo spesso quando non dormivo.》
Mi giro a guardarlo e i suoi lineamenti sono illuminati dalla luce della luna e i suoi occhi brillano mentre guarda le stelle.
《Dai.》
Sì sdraia e mi fa cenno di venirgli vicino, mi stendo a qualche centimetro da lui ma in un secondo la azzera stringendomi a se.
《Non ho mai visto qualcosa di così bello.》
《Già le stelle sono bellissime così senza la luce della città.》
《Io non intendevo le stelle...》

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