"Il gioco di sguardi tra sconosciuti rimarrà sempre qualcosa di affascinante"
Anonimo
Claudio
È da stamattina che ripenso alla serata di ieri e, se devo essere sincero, mi sento ancora stravolto ed eccitato per aver conosciuto un qualcosa di così nuovo e magico.
Ho passato la nottata intera a rigirarmi nel letto, a pensare a quanto vorrei mettere su tela ciò che i miei occhi hanno avuto il piacere e l'onore di guardare.
Dietro ad ogni singolo numero c'è indubbiamente un grande lavoro, fatto di anni di esperienza, sudore e dedizione che ti portano ad essere perfetto ed impeccabile.
Nella mia mente continuano a susseguirsi gli sguardi intensi delle tigri ed i ruggiti del leone, la delicatezza degli equilibristi e la maestria degli acrobati, poi il fuoco.
Non pensavo ne sarei rimasto così attratto, devo dire che Paolo ha avuto una buona idea e devo ammettere che forse il mio amico non è poi così folle come sembra.
Continuo a lavorare al mio quadro, mentre rimugino e di tanto in tanto ripenso a quelle fiamme.
Mi impongo di tornare concentrato, non posso distrarmi proprio ora che finalmente, dopo tanto tempo, ho avuto il coraggio di dipingere ciò che sento, ciò che sono.
Lentamente la mia creazione prende forma, ed io non posso fare altro che metterci tutto me stesso per renderla perfetta, reale.
Disgraziatamente però il mio sguardo si perde di nuovo nel vuoto e nella mia mente torna a martellare fisso quel pensiero.
Afferro un cartoncino bianco ed inizio ad abbozzare delle fiamme.
Parto con uno schizzo in grafite per poi aggiungerci a poco a poco il colore, passo dal giallo canarino fino ad arrivare al rosso sangue.
Cerco di ponderare al meglio i colori per dare la giusta quantità di ognuno, per combinarli e sfumarli al meglio.
***
Oggi Verona è bella, se possibile, più del solito.
Amo questa città, è casa in ogni angolo, è quotidianità e storia.
Ogni tanto mi incanto sulla sua bellezza e scopro un nuovo particolare nonostante ormai le sue vie siano per me pane quotidiano.
L'ho osservata, studiata e scrutata in ogni suo minimo aspetto, l'ho disegnata cercandone l'essenza più profonda , l'anima.
"Cla allora come procede in accademia?" Paolo mi desta dai miei pensieri.
Effettivamente è da un po' che non gli racconto cosa faccio e, anche se ci vediamo ogni giorno, spesso non abbiamo modo di entrare nel discorso.
Lui è sempre molto interessato ai miei lavori e, devo ammettere, che il suo giudizio è molto importante per me.
Paolo era molto bravo e non capirò mai perché si sia fatto trascinare nell'azienda di famiglia anziché continuare nel campo che più gli sarebbe calzato addosso.
"Tutto bene, sto lavorando ad un nuovo quadro, impegnativo, ma non ti voglio svelare nulla appena sarà finito te lo mostrerò" sorseggio un po' di spremuta mentre osservo le persone che passeggiano indisturbate affollando le vie del centro.
Non lo tengo sulle spine per cattiveria, ma semplicemente perché non riesco a raccontarlo, come sempre ho bisogno che siano i colori a parlare per me.
"Sempre il misterioso devi fare.." mette su il suo solito broncio di chi non riesce a stare sulle spine.
"Dai Paolo smettila, sai che poi te lo farò vedere e capirai" rubo un pezzo della sua crostata e lo addento.
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Circus
Fanfiction•Opera coperta da COPYRIGHT• "Nessuno stupido si avvicinerebbe al fuoco dopo aver capito che scotta. Nessuno, tranne chi ha un motivo valido per bruciarsi." -Albert Einstein
