Capitolo 34

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"Ma mamma, non voglio la cravatta. Perché Jungkook può non metterla?" Mi dimeno, cercando di scappare da mia madre.

"Perché io non posso decidere per lui. Ma per te si, perciò mettitela".
Alla fine decido di accontentarla, tanto non potrà tenermi d'occhio tutta la sera.

Mi siedo sul divano e aspetto che Jungkook finisca di prepararsi.
Mamma e il padre di Jungkook sono già andati in chiesa, e se Jungkook non si muove saremo in ritardo.

Alla fine sento dei passi che corrono giu per le scale.
Jungkook compare in salone, in tutta la sua bellezza.

Mi mordo il labbro e abbasso la testa, se lo guardo troppo rischierei di saltargli addosso.
Mi alzo per andargli in contro, "sei semplicemente bellissimo" dice lui.
Io arrossisco e lo oltrepasso, andando verso la porta.
Lui però mi blocca per un braccio, "nemmeno un bacio?"  

Avanzo timidamente verso di lui, e a malapena sfioro le mie labbra con le sue.
"È questo cosa sarebbe?" Mi guarda incredulo ed io sorrido.
"Siamo già in ritardo" lo avviso, guardando l'orologio.

Alla fine lui mi lascia andare e corriamo verso il garage.

Per tutto il tragitto sono maledettamente nervoso, e Jungkook mi capisce.
Non ho sul serio nessuna voglia di rivedere Minho. La mamma aveva invitato solo sua madre, visto che sono rimasti in buoni rapporti.
Ma per uno sfortunato caso del destino lui non poteva rimanere a casa da solo per tre giorni, visto che per la distanza tra le due città hanno dovuto sostare in un albergo.

Ripenso alla reazione dei ragazzi, quando pochi giorni fa gli ho detto della sua presenza alle nozze.
"Se solo si avvicina, gli spacco la faccia" sorrido, ricordano l'espressione di Namjoon.
"Avrà solo calci nei coglioni" Jimin è stato molto fine, come al solito.

Jungkook appoggia una mano sulla mia coscia e mi sorride dolcemente.
"Stai tranquillo, okay?" Annuisco e anch'io tento di ricambiare il sorriso, ma mi esce solo una strana smorfia.

"Ti amo" queste due semplici paroline, hanno un grande effetto se uscite dalla sua bocca.
"Ti amo" gli rispondo, stringendo la sua mano più forte.

Almeno per tutta la durata della celebrazione in chiesa sono tranquillo, Minho sarà presente solo dopo, alla festa.
Vedere mia madre sorridere così felice durante le promesse, rende contento anche me.
Jimin si commuove allo scambio degli anelli e il suoi singhiozzi rimbombano per tutta la chiesa.

Mia madre lo guarda sorridendo.
Poi la funzione finisce e tutti si vanno a congratulare con gli sposi.
Jungkook abbraccia mia madre ed io sorrido, felice che vadano d'accordo.

Solitamente uno dei due non accetta l'altro. Ma questa volta entrambi hanno preso bene la faccenda.

Purtroppo però, il mio sorriso viene spento quando noto Yoongi litigare con i suoi genitori.

Yoongi's pov

"Mamma è la mia vita, decido io cosa sia meglio o no per me" cerco di non urlare, non voglio rovinare la giornata ai genitori di Tae e Jungkook.

"Si, ma non con quello lì" mia madre, se così si può chiamare, indica Jimin seduto sugli gradini della scala, appena fuori dalla chiesa.

È rannicchiato su se stesso e ho il sospetto che stia piangendo. Vorrei tanto andare da lui, ma voglio prima risolvere la questione con i miei genitori.

O meglio con mia madre, visto che in tutta questa storia papà non ha praticamente aperto bocca. 

Jin e Namjoon mi passano di fianco e con la coda dell'occhio vedo che vanno verso Jimin.

Stringo i denti, cercando di contenermi.
"Quello lì, come lo chiami tu, ha un nome ed è Jimin. Io lo amo e se tu non riesci ad accettarlo, credo che allora dovrai dirmi addio per sempre".
Vedo che sussulta e pronunciare queste parole fa male anche a me.

Per lo meno sono contento di essermene andato di casa. Non sopportavo più di vivere sotto il suo sguardo critico.
Mi proibiva di vedere Jimin, dicendo che finché vivevo sotto il suo tetto dovevo fare quello che diceva lei.
Io però non l'ascoltavo e trovavo sempre un modo per scappare di casa, e stare assieme a Jimin.

Quando la pressione è stata insopportabile, ho deciso di abbandonare il posto in cui ho vissuto fin dalla mia nascita. Jin mi ha gentilmente ospitato, finché non ho trovato un lavoro che mi ha permesso di prendere in affitto una piccola casa tutta mia.

Alla fine giro le spalle ai miei genitori e vado in direzione di Jimin.
Quando gli arrivo affianco, i miei sospetti sono confermati.
Ha gli occhi pieni di lacrime, mentre altre più numerose corrono sulle sue guance.
"Vi lasciamo soli" Jin prende Namjoon per mano e scompaiono.

"Ei piccolo, perché piangi?" Domando a Jimin, mettendogli un braccio sulle spalle.

Lui scuote la testa e affonda la testa sul mio petto.
Visto che non ne vuole parlare mi limito a coccolarlo, mentre il tempo passa e le ultime persone rimaste ci passano accanto.

Quando Jimin sembra calmarsi un po', faccio in modo che alzi la testa e mi guardi.
"Va meglio adesso?" Chiedo accarezzandogli una guancia.
Lui annuisce e mi rivolge un sorriso timido, poi si sporge per darmi un piccolo bacio sulle labbra.

Poi però sento come se qualcuno ci stesse osservando e mi volto.
In lontananza scorgo mio padre e mia madre, che ci guardano.
Quest'ultima mi rivolge uno sguardo assassino, ha le labbra strette in una linea retta, che esprimono tutta la loro disapprovazione.

L'espressione di mio padre invece non riesco a capirla.
Mi osserva a metà tra il triste e il malinconico.
Quando si accorge che sto guardando proprio lui, mi sorride leggermente.
Io non ricambio e mi volto nuovamente verso Jimin.

Adesso è lui l'unica cosa importante della mia vita.

Paradise ~KookV~Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora