Capitolo 20

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Jimin's pov

Yoongi
Ei piccolo. Ti va di venire a casa mia? 😏

Leggo il messaggio di Yoongi. Visualizzo e non rispondo.
Avrei anche potuto accettare l'invito, ma la faccina che ha messo, mi ha fatto capire che finiremo per forza col fare sesso. Ed io non ci sto, sono stufo di essere usato.

Vorrei almeno un po' di attenzioni, quando finiamo. Invece lui si limita a girarsi dall'altra parte e dormire, oppure ad andarsene, se non siamo a casa sua.
Al massimo, se è in vena di affettuosità, mi abbraccia. Per il resto, le smancerie finiscono li.

E lui non sa quanto ci sto male. Una persona normale, ne parlerebbe con il proprio partner e risolverebbero. Io invece non sono una persona normale, sono un codardo. Un codardo che non ha il coraggio di tirare fuori le palle e parlarne. Sto affrontando la cosa nel peggiore dei modi, ne sono consapevole.

Mentre mi perdo nei mille pensieri, il campanello suona.
Chi mai potrebbe essere? Mamma e papà hanno le chiavi, mio fratello è partito. Non aspetto nessuno.
Sbuffo e mi alzo di malavoglia dal letto.
Striscio i piedi giù per le scale, sbuffando sonoramente. Non ho voglia di vedere nessuno.
Nessuno tranne Yoongi, ma sicuramente non sarà lui.

Apro la porta e, incredibilmente Yoongi è di fronte a me, con un capellino nero e i suoi jeans strappati. Vederlo mi fa accelerare i battiti del cuore, proprio come ogni volta.
"Cosa ci fai qui?" Domando timidamente, ho già le guance in fiamme.
È questo, quello che mi provoca Yoongi.

"Non hai risposto al mio messaggio" dice semplicemente, come se questo giustificasse ogni cosa.
"E allora? Non avevo voglia" forse facendo così, si stancherà di me e mi lascerà in pace.
Faccio per tornare dentro, ma lui mi prende per un polso, proprio quello che mi fa più male.

"Ahi" strillo.
Lui molla immediatamente la presa ed io ho le lacrime agli occhi.

Vedo il suo sguardo saettare dalla mia felpa, al braccio che sto massaggiando.
Vedo che capisce.
Vedo la luce andare via dai suoi occhi.

"Jimin, dimmi che non è quello che penso. Per favore Jimin. Dimmi che non ti stai facendo del male" i suoi occhi si fanno lucidi e in un momento capisco.
Capisco che sono stato uno stupido, come può Yoongi usarmi solo per il sesso?

Lui che è venuto fin qui solo perché non gli ho risposto al messaggio.
Lui che adesso sta piangendo, perché ha capito che mi sto facendo del male.
Lui che non mi ha ancora detto di amarmi, ma me lo dimostra tutti i giorni.
Lui che mi bacia la notte, credendo che dorma, ed io che me lo ricordo solo ora.
Lui che è andato contro i suoi genitori, andando a vivere da solo, pur di stare di con me.

Lo tiro dentro e mi fiondo su di lui. Lo stringo, saltandogli in braccio e nascondo la testa nel suo collo.
"M-mi d-dispiace Y-Yoongi" singhiozzo, stringendolo forte.
"Dio Jimin. Perché?" Domanda. Anche lui ha la voce rotta dalle lacrime.

Lo sento camminare, io ho gli occhi chiusi e ancora la faccia nascosta. Non voglio vedere quanto lo sto facendo soffrire.
Capisco che siamo sul mio letto, una volta che lui mi ci appoggia sopra.
Poi si stende accanto a me, tirandomi contro il suo petto.

"S-scusami Yoongi. S-scusami t-tanto" balbetto, continuando a piangere rumorosamente.
"Shh piccolo. Ci sono io adesso. Basta piangere" dice, accarezzandomi la schiena.
Io alzo la testa e vedo che ha tutta la maglia bagnata, per colpa delle mie lacrime.
"Te l'ho bagnata tutta -indico la sua maglietta- scusa"
"Sai che cazzo me ne frega. Adesso tu sei più importante di qualsiasi cosa".

Sorrido. Sentirmi dire che per lui sono importare, mi ha risollevato un po' il morale.
Faccio per abbracciarlo, ma inavvertitamente striscio il braccio contro il materasso. Gemo dal dolore, però me ne pento subito.
"Fammi vedere" Yoongi prende il mio braccio, ma io cerco di resistere.

"Jimin, fammi vedere!" Dice, a voce più alta. Io li porgo il braccio, e abbasso la testa.
Vedo che alza la manica della mia felpa, lentamente. Come se non volesse vedere cosa c'è sotto.
Quando tutto il mio braccio, fino al gomito, è scoperto, trattiene il respiro.
"Oh mio Dio, Jimin" bisbiglia.

Do anch'io un occhiata al mio braccio, anche se so già com'è ridotto.
I tagli vecchi, sono di un rosso scuro.
I nuovi invece, fatti un'ora prima, sanguinano ancora.
Hanno macchiato tutta la felpa. La pelle è sporca dal sangue sbavato.

Tiro via il braccio dalla mano di Yoongi.
Il movimento però, mi provoca un'altra fitta di dolore.
"Aspetta qui" ordina Yoongi. Si alza e scompare in corridoio.
Lo vedo ritornare dopo qualche secondo, con un asciugamano bagnato, qualche garza e un disinfettante.
Si risiede sul letto.
"Vieni qui" io ubbidisco e mi avvicino a lui, porgendogli il braccio.
Passa l'asciugamano bagnato sui miei tagli, rimuovendo il sangue secco.

Mi mordo il labbro, cercando di non dare a vedere quanto mi brucino.
Lui però se ne accorge, e diventa più delicato possibile.
Quando tutte le tracce di sangue sono scomparse, imbeve di disinfettante l'altra metà di asciugamano, ancora asciutta.
Passa anche quella sui tagli.

"Brucia" mi lamento, con le lacrime agli occhi.
"Ho quasi finito, piccolino" mi accarezza una guancia ed io annuisco.
Pulito anche i tagli, avvolge un po' di garza attorno al mio braccio. Copre tutte le ferite, dopo la fissa con una piccola spilla.
"Ecco fatto. Va meglio?" Chiede, guardandomi preoccupato.

Io annuisco un'altra volta, anche se non è vero. Non voglio farlo impensierire oltre.
"Adesso mi spieghi perché sei arrivato a fare questo" scuoto la testa.
"Se te lo dico, poi ti arrabbi" mormoro, nervoso.
Yoongi mi prende una mano. "Non lo farò Jimin. Promesso" prendo un lungo respiro e inizio a parlare.

"È iniziato tutto più o meno un mese fa. Ogni volta che ci vedevamo, facevamo sesso. A me piaceva, sia chiaro. Però mi era venuto un dubbio -"oh, no. Jimin" dice Yoongi, con un espressione dispiaciuta sul volto-  Ho iniziato a pensare che tu mi stessi usando. La mia teoria si rafforza ogni volta che finivamo di farlo, tu non mi facevi mai delle coccole. Oppure inventavi qualche scusa per andartene. Il fatto che poi non mi avessi mai detto ti amo... Beh ha contribuito molto. Così ho iniziato a tagliarmi, farlo mi aiutava a non pensare al dolore. Ora però ho capito che ho sbagliato. Ho sbagliato tutto dall'inizio, mi sono reso conto che tu non mi hai mai usato e ho capito che quello che ho fatto non ha risolto le cose. Anzi, le ha peggiorate"
Quando finisco di parlare, ho gli occhi lucidi e la gola secca.

"Quanto sei stato stupido, Jimin. Come hai potuto pensare che io ti usassi solo per il sesso? Non ti dimostravo il mio affetto, perché mi vergognavo. Però quando dormivi, ti abbracciavo stretto per tutta la notte. Ecco perché la mattina ci ritrovavamo attaccati. E tu che pensavi ti fossi mosso durante il sonno -ride leggermente ed io con lui-  quando invece me ne andavo, avevo sul serio degli impegni. Le poche volte che non gli avevo, sono rimasto. Sono sicuro che te lo ricordi"
In effetti, ora che faccio mente locale, ricordo che è rimasto almeno una decina di volte.

Finalmente sorrido e lui capisce che anch'io ho capito.
"Non è vero che non ti ho mai detto di amarti, l'ho fatto. Solo che tu dormivi" dice alla fine. Posso vedere quanto sia imbarazzato.
Sentirlo dire che mi ama, anche se indirettamente, mi sta facendo esplodere il cuore di gioia.
Mi fiondo sulle sue labbra, mettendogli le gambe intorno alla vita.
Gli tolgo il capellino, per poter giocare liberamente con i suoi capelli.

Mi stende sul materasso, appoggiandosi su di me.
"Voglio fare l'amore con te, Jimin" mormora, sulle mie labbra.
"Anch'io" dico annuendo.
Ritorna sulle mie labbra, mentre io gli sfilo la maglietta.
Lui fa lo stesso con la mia.
Scende a baciarmi il collo ed io ansimo.
Sento la sua erezione premermi sulla coscia, mentre si muove.

Prende il mio braccio, se lo porta alle labbra e mi bacia il polso fasciato. Sorrido per quella tenerezza inaspettata.
"Ti amo Jimin"
"Ti amo Yoongi".

Paradise ~KookV~Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora