Capitolo 18

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Jimin's pov

Un dolore bruciante al polso, mi fa svegliare.
Sfilo lentamente il braccio dal collo di Yoongi e mi alzo.
Cammino in punta di piedi verso il bagno, per non svegliare i miei genitori.
Mi chiudo dentro e tiro su la manica sinistra, della felpa.

Passo un dito sui tagli in rilievo, che bruciano come non mai.
Alcune lacrime scendono dai miei occhi.
Non avrei mai voluto arrivare a tanto.
Ricordo ancora quando tutto questo è iniziato.

Una settimana fa, ero chiuso in questo stesso bagno. Piangevo, preso dallo sconforto. Ero ormai convinto che Yoongi mi usasse solamente, (ne sono convinto anche adesso) e ho visto la piccola lametta di mia madre, appoggiata sul lavandino.
Mi è ritornato in mente il discorso di una mia compagna di banco, in terza media.
"Tagliarmi mi aiuta a non pensare. Mi fa dimenticare momentaneamente tutti i problemi e mi da un po' di sollievo" aveva detto.

Perciò ho voluto provare se fosse vero, ho spinto la lama lungo il mio polso.
Quando il dolore mi ha colpito, ha fatto in modo che non pensassi più a niente. Contento di essere riuscito a trovare un modo per distrarmi, mi sono procurato altri due tagli.

Ritornando al presente, mi asciugo le poche lacrime e vado verso il cassetto.
Nascosta, sul fondo, trovo la mia ormai fedele compagna. Quella che riesce a darmi più conforto di tutti.

Tolgo il tappo protettivo e vedo la lama tagliente. Ricoperta da qualche goccia secca del mio sangue.
Chiudendo gli occhi, la poso sul piccolo pezzo di pelle, ancora privo di tagli.
Facendomi coraggio, do un colpo secco e sento la pelle lacerarsi.
Mi mordo il labbro, per non urlare dal dolore.

In quel momento la faccia di Yoongi, mi compare davanti agli occhi.
Immagino già la sua espressione delusa, se venisse a sapere quello che sto facendo, a pochi metri da lui.

"Scusami Yoongi" bisbiglio e affondo ancora di più la lametta.

Taehyung's pov

"D-dai Jungkook, t-ti p-prego bast-ta" urlo ridendo.
Sono almeno due minuti buoni, che Jungkook continua a farmi il solletico.
Il tutto, solo per vendicarsi del fatto che gli abbia rubato l'ultimo pezzo di pizza.

"D'accordo, per stavolta te la faccio passare. Ma non farlo mai più, la pizza è sacra" dice, ridendo anche lui.
Si sposta ed io mi rimetto a sedere.

Siamo sul giardino del retro, i cartoni della pizza e la mia lattina di Coca, sono un po' più distanti da noi. Buttati in un angolo.

Vedo Jungkook stendersi nell'erba, mentre si accende una delle sue solite sigarette.
"Tra un meno di un mese e mezzo, saremo ufficialmente fratelli" dice lui, aspirando il fumo.
Io lo guardo sorridendo "fratellastri" preciso e lui ride.
"Già. Ed io non ho ancora detto nulla a mio padre" mormora triste, chiudendo gli occhi.

Immediatamente smetto di sorride. Ancora con questa storia, non voglio che si torturi in questo modo. Gli ho già detto che potrà dire tutto a suo padre, quando sarà pronto.
"Non dico nulla. Sai già come la penso" sputo, un po' innervosito per il fatto che abbia tirato fuori questo argomento, di nuovo.
"Lo so Tae, lo so. Ma io voglio dirglielo, voglio farlo prima del matrimonio. Solo che... Ho troppa paura. Ho paura che non accetterà quello che sono, che tenterà di ostacolare la nostra relazione. Ho troppa paura Taehyung" butta fuori un po' di fumo.

Sospiro e gli accarezzo i cappelli.
"Non potrebbe mai fare una cosa del genere. Sei suo figlio e ti vuole bene.
Però ti capisco, anch'io avevo paura quando ho dovuto dirlo a mia madre e a quello stronzo di mio padre. Ci sono stato male quando lui non mi ha accettato, ma il fatto che invece mia madre l'abbia fatto, ha ricompensato ampiamente.
Comunque adesso non pensarci, non fasciarti la testa prima ancora di cadere"

Jungkook apre gli occhi e mi sorride.
"Non so cosa farei, se non ci fossi tu" dice semplicemente, portandomi su di lui.
Io appoggio la testa sul suo petto, mentre lui mi abbraccia.
Rimaniamo così per ore intere, non vediamo quindi suo padre alla finestra.

Paradise ~KookV~Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora