Romeo e Giulietta

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Scese, evitando di guardarla a lungo, come si fa col sole, ma vedeva lei, come si vede il sole, anche senza guardare.
[Lev Tolstoj]

Il Sunnyside trailer park era illuminato dalla luce tenue dei fuochi, contenuti in barili di ferro ormai ossidati. Le fiamme danzavano nella notte scura, tra una roulotte e l'altra, scaldando i corpi robusti di chi vi si era radunato attorno. Due bambini correvano qua e là, divertendosi a schivare le scintille incandescenti che volavano nell'aria. Jughead si chiese cosa facessero ancora svegli a quell'ora.

Lui, ovviamente, se ne stava in disparte, pensando a quanto quella scena sarebbe stata romantica per una giovane coppia, innamorata e felice.

Immaginava una lei dagli occhi verdissimi, stretta nella giacca di pelle nera di un lui che, per la prima volta, si sentiva abbastanza, abbracciati intorno al fuoco, senza dire una parola, gli sguardi colmi del tempo trascorso insieme, e la mente spoglia da ogni problema. Così simili eppure così diversi, ognuno con le proprie sfumature e sfaccettature.

"Guarda un po' chi ha deciso di farsi vivo!"
Una voce roca ruppe il silenzio della notte. "Mi chiedevo che fine avessi fatto..."

Un uomo alto, con due spalle larghe coperte dalla tipica ghiaccia dei Serpents, iniziò a camminare verso il ragazzo. Barcollava, anche se cercava di non darlo a vedere, e la birra che reggeva nella mano destra lo tradiva più di quanto non facesse il suo equilibrio precario. Strinse Jughead in un goffo abbraccio, quasi senza rendersene conto, con un affetto per niente usuale per lui.

"Ero ad una festa, papà. Tutto qui."

"Non sapevo fossi un tipo da feste..." L'uomo fece una pausa, analizzando suo figlio dalla testa ai piedi. Poi si lasciò sfuggire un sorrisetto compiaciuto: "Come si chiama?"

Jughead lo squadrò di rimando, visibilmente perplesso.

"Chi?"

"La ragazza con cui sei andato."

"Non sono andato con nessuna ragazza..." Tentò di dissimulare il ragazzo, alzando gli occhi al cielo.

"Davvero?" Lo provocò FP, incrociando le braccia al petto. "Perché il luccichio che hai negli occhi, il tuo sorrisetto imbarazzato e il profumo da donna sui tuoi vestiti dicono tutto il contrario..."

Jughead aprì la bocca per rispondere, ma non uscì alcuna parola. Scosse impercettibilmente la testa tra sé e sé, per poi spostare nuovamente lo sguardo sugli individui intorno al fuoco, perso nei suoi pensieri. Squarci della conversazione avvenuta appena poco prima con Liria gli invasero la mente, e, per un istante, il peso delle rivelazioni di quella sera gli fece mancare il respiro.

"Allora?" FP si sedette vicino a lui, riportandolo alla realtà. "Coraggio, sono tuo padre!"

"Già." Il giovane Jones annuì vigorosamente, arricciando le labbra. "È proprio questo il punto."

"Pensi che non abbia mai avuto problemi di cuore con qualche ragazza?"

"Certo che no, guarda com'è andata a finire con la mamma..."

L'uomo gli rivolse uno sguardo stupito, accompagnato da un lieve sorriso: era raro che Jughead parlasse di sua madre, e ancora più raro che lo facesse con leggerezza, senza rancore. La separazione tra i coniugi Jones non era stata facile, e aveva portato la famiglia a dividersi, ma il corvino, in quel momento, non poté fare a meno di essere grato di averla ancora, una famiglia.

"Dovrei chiamarla, uno di questi giorni..." Aggiunse il ragazzo, osservando un punto impreciso nella penombra. "È un po' che non mi faccio sentire."

FP alzò un sopracciglio, divertito.

Rebel [Jughead Jones]Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora