《Odiami se devi, ma ti prego di non fraintendermi.》
[Ashleigh Brilliant]
♧
"Ho immortalato il momento giusto in tempo..." Sorrise acida Cheryl, mostrando lo schermo del suo cellulare ai due ragazzi.
La foto ritraeva Liam chinato sulla mora, i loro sguardi ancorati l'uno all'altro in una confusione apparentemente simbolo di colpevolezza, le loro labbra tremendamente vicine. L'immagine era stata scattata da troppo lontano perché si potesse vedere con chiarezza la palese espressione di disgusto sul volto di Liria, ma la mora avrebbe giurato sulla sua stessa vita che quel maledettissimo bacio non era stato desiderato da lei neanche per un secondo.
"Cancellala." Impose Liam alla Blossom. "Subito."
La rossa rise fragorosamente. Nessuno si sarebbe stupito, se la sua risata fosse stata udita anche all'interno di qualche classe vicina.
"Cheryl, cancella quella dannata foto!" Ripeté il ragazzo.
"Altrimenti? Mi sguinzagli contro il tuo patetico gruppetto di attori disadattati?"
"Ascoltami bene, Blossom." Ringhiò Liria a denti stretti, ma venne interrotta immediatamente dalla rossa.
"Credi di spaventarmi, Mercoledì Addams? Non sei tu ad avere il coltello dalla parte del manico, e nemmeno il William Shakespeare in giacca e cravatta con cui ti diverti tanto a pomiciare... Siete un insegnante e un'alunna minorenne, per lo più fidanzata. In ogni caso finireste nei guai entrambi. E se non volete che la scuola intera veda questa foto, vi conviene fare i bravi..."
"Mi stai minacciando?"
"Ti sto avvertendo. O fai come ti dico, oppure il tuo piccolo e insulso mondo potrebbe implodere..." Sfoderò uno dei sorrisi più falsi della sua gamma. "Ti odiano già tutti, a Riverdale. Vuoi passare per un'approfittatrice anche agli occhi del tuo Jughead?"
"Cosa vuoi, di preciso?" Domandò la Anderson con la mascella serrata.
"Che il nostro regista, qui..." La rossa indicò Liam. "Mi faccia diventare la protagonista indiscussa del suo stupido teatrino. Farà anche schifo, ma la gente paga per vederlo... In quanto a te:" si rivolse alla mora. "Il patto è semplice, e soprattutto non negoziabile. Qualunque stella che si rispetti ha bisogno di un servetto che si occupi di tutto al posto suo... Tu sarai il mio."
"Non ci pensare neanche..." Rispose la ragazza ridendo. "È vero, sono caduta in basso, ma ho una dignità e una reputazione da mantenere."
"L'unica reputazione che avrai sarà quella della puttanella, se tutta Riverdale venisse a sapere che hai tradito il tuo ragazzo per un insegnante. A te la scelta, mettere da parte l'orgoglio per l'amore o viceversa."
"Accetta." S'intromise Liam.
"Cosa?" Chiesero le ragazze all'unisono.
"Lei accetta, esattamente come me, ma a una condizione..."
"Chiudi quella dannata bocca." Lo ammonì la Anderson. "Non peggiorare la tua situazione, microcefalo."
"Fidati di me." Bisbigliò. "Liria sarà il tuo fac totum, ma mai in pubblico. Tutto ciò che le imporrai dovrà essere fatto in totale segreto, nessuno deve venire a sapere del vostro patto."
"Non mi lascerò comandare da lei! Se ti serve una schiavetta chiedi alle tre ragazze che ti seguono sempre a ruota starnazzando come oche... Io non sono disponibile."
"Pensaci bene, Harley Quinn... Hai tempo fino all'uscita da scuola. Se non accetti, preparati ad essere declassata a semplice ex dal tuo Joker."
La rossa se ne andò, con quelle dannate frasi fluttuanti, lasciate in sospeso, che tempestavano la mente di Liria. Piegarsi al volere di qualcuno? Non lo aveva mai fatto, e non aveva intenzione di iniziare ora. D'altro canto, essera identificata da tutti come una traditrice non era esattamente una prospettiva di vita allettante. Le si presento però, qualche secondo dopo, un semplice modo per rendere quello schifo di giornata indiscutibilmente migliore.
"Ahi!" Esclamò Liam, tra lo stupito e il dolorante. "Ma sei matta!?"
Certo, tirare un sonoro schiaffo sul volto del ragazzo non sarebbe stata la soluzione ai suoi numerosi problemi, ma senza dubbio era un buon modo per sfogarsi.
"È tutta colpa tua, idiota! Che cazzo ti è passato per la testa?! Sai che ti dico? Si fotta Cheryl... Si fottano tutti quelli che mi daranno della sgualdrina dopo che quella stramaledetta foto sarà su tutti i social, io non ci sto! Non sarò la sua schiava personale!"
"Capisco che ti sia arrabbiata, ma rifletti un attimo..."
"Jughead capirà. Gli dirò la verità pura e dura com'è realmente... Si arrabbierà? Sì. Ti riempirà di botte? Probabile, ma ben venga! A quest'ora ti avrei già pestato io, se non fosse per questa dannata slogatura alla spalla..."
"Ascolta, so che in questo momento vorresti solo castrarmi, ma credimi se ti dico che tutto ha un suo perché... L'ho fatto davvero per il tuo bene! È mio compito proteggerti! E se Cheryl pubblica quella foto io sarò costretto ad allontanarmi, e a quel punto..."
"A quel punto usciresti dalla mia vita. Torneresti da dove cazzo sei venuto e tutti vivremmo molto meglio... Perché sai che è solo. Colpa. Tua!"
Liria camminava per i corridoi, trascinando quel corpo gracile e cagionevole che si ritrovava, totalmente spersa nel caos che faceva capolino da ogni dove nella sua mente. Perché tutto doveva essere così dannatamente difficile? Perché non poteva avere una vita normale, con una famiglia normale e degli amici normali? Perché ogni suo errore doveva essere sempre terribilmente grave e clamoroso, e non un semplice sbaglio adolescenziale? Non riusciva a trovare una risposta, a queste domande. Forse effettivamente non c'era una risposta. Forse era solo... Destino, ecco. Nulla di più che un semplice karma sfavorevole. Ormai era abituata ad avere sempre il vento contro, a dover faticare per portare la sua nave al successivo ormeggio, al successivo porto, senza aver mai le vele gonfie grazie a Zefiro.
"Ciao..." Fu tutto ciò che riuscì a dire, quando incontrò Jughead all'ora di pranzo.
Per tutto il resto del tempo rimase in silenzio, ma nessuno sembrava averci fatto particolarmente caso. Le veniva bene, il ruolo dell'invisibile. Nel Bronx non farsi notare era l'unico modo per tenersi lontano dai guai, e un po' per scelta, un po' per necessità, aveva imparato la tecnica.
Fu al suono della campanella d'uscita che il mondo della mora parve caderle addosso. Era giunto il momento di decidere. Paradossalmente, la ragazza sapeva che accettare quello stupido patto sarebbe stato come rinunciare alla sua libertà, cosa che aveva giurato a sé stessa di non fare mai. Eppure, qualcosa la bloccava dal dire un netto «no». Che fosse la pietà? Quella non accettava di provare nei confronti dell'indiscusso fautore di tutto quel casino, quella che si riutava di provare, perché qualunque cosa sarebbe successa a Liam gli sarebbe stato solo bene. Occhi per occhio, dente per dente, dopotutto. Accadde però qualcosa di davvero inaspettato.
"Liria Anderson?" Domandò seria una donna dal fisico slanciato e i capelli biondissimi legati in una coda di cavallo.
Indossava un paio di Rayban scuri che le copriva gli occhi, e un completo elegante con tanto di cravatta. Il tacco vertiginosamente alto la costringeva a osservare la mora dall'alto verso il basso, e le braccia incrociate al petto le facevano assumere un'aria di presunta superiorità che irritò parecchio la sua interlocutrice.
"Chi me lo chiede?" Rispose spavalda Liria.
"Agente Martin, FBI." Tirò fuori un portafoglio con un distintivo e il suo badge. "Devi venire con noi."
La mora venne scortata fino ad una grande macchina nera, con i finestrini oscurati. Non che fosse particolarmente felice di essere lì, ma mettersi contro l'FBI non le sembrava decisamente il caso. Mandò un messaggio a Cheryl dicendo che aveva avuto un imprevisto, e che la avrebbe avvertita il prima possibile della sua decisione, con l'immancabile appunto di non montarsi troppo la testa, era più un no e che un sì. Salì sull'auto, nei sedili posteriori. Era completamente sola. Poco dopo qualcuno si sedette al posto guidatore, solo che non era l'agente Martin, e nemmeno uno degli omoni in divisa che la avevano accompagnata alla vettura.
"Che diavolo ci fai tu qui?" Chiese, senza nascondere la sua sorpresa.
"Ci lavoro..." Liam mise in modo. Poi si voltò, sorridendo. "Te l'avevo detto che tutto aveva un suo perché..."
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Rebel [Jughead Jones]
Fiksi Remaja[COMPLETA] Liria Anderson. Un nome, zero certezze. Il fatto che sia orfana e il suo immancabile sarcasmo sono le uniche cose che il mondo, senza alcun impegno, può conoscere di lei. Il resto è un dilemma, un codice indecifrabile scritto con l'inchio...
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