《È una battaglia vecchia come il tempo: il ruggito della folla da un lato e la voce della tua coscienza dall'altro.》
[Douglas Macarthur]
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"Come credi che potrebbe regire?" Domandò titubante Jughead, pregando di ricevere una risposta un po' meno lacerante di quelle che aveva già immaginato.
Archie alzò un sopracciglio.
"Me lo chiedi come se la conoscessi meglio di te..."
"Te lo chiedo perché mi serve un parere oggettivo."
"Oggettivamente, avrà il cuore spezzato."
Jughead esalò un sospiro frustrato, passandosi una mano tra i capelli.
"Meglio il cuore che l'osso del collo..." Mormorò sovrappensiero, più per convincere se stesso che il rosso.
"Secondo me ti stai lasciando prendere dal panico." Tentò di farlo ragionare Archie. "Hai preso in considerazione che Alice possa averti detto quelle cose solo per spaventarti?"
"Ci ho pensato, sì. Ha fatto leva sul mio senso di colpa, questo è chiaro, ma ciò non significa che abbia torto."
"Non significa nemmeno che Liria rischierà automaticamente la vita se continuate a stare insieme. Mi sembra sia più che capace a farlo anche da sola, forse addirittura meglio."
Jughead lo ammonì con lo sguardo, lasciando intendere che non fosse in vena di battute, in quel momento.
"Non mi guardare così." Proseguì Archie. "Sei ti che mi hai chiesto un consiglio."
"Speravo in qualcosa di un po' più illuminante. Di solito sei così bravo a mettere il senso del dovere davanti ai sentimenti..."
"Parli come se fosse compito tuo salvare Liria da se stessa. Devo ricordati che lei è stata mandata qui dalla sua famiglia per stare lontana dai guai? Dai guai del Bronx, dai guai in cui si era cacciata prima di conoscerti..."
"Ma forse se non l'avessi assecondata..."
"Forse, forse, forse!" Lo interruppe Archie. "Non puoi vivere di ipotesi, Jughead."
"Ah, lascia perdere!" Sbuffò il ragazzo facendo un gesto con la mano, come per scansare qualche presenza invisibile. "So benissimo quello che faccio." Mentì.
Non aveva la minima idea di cosa stava facendo, di quello che sarebbe andato a fare. Non sapeva come sarebbe andata a finire, e forse non voleva nemmeno saperlo. L'unica cosa di cui era totalmente cosciente, e che aveva fatto un errore madornale a dire a Liria che la amava, la sera precedente. Perché qualunque cosa avrebbe deciso di fare per risolvere la situazione, sarebbe partito con un piede nella fossa. E quelle due semplici parole ne sarebbero state la causa.
"Allora a cosa ti serve il mio aiuto?" Domandò Archie, quasi come provocazione.
"Diciamo che non ho... La perseveranza, ecco, per stare lontano da lei..." Ammise il corvino. "È più forte di me. Tu devi fare sì che io non cada nella tentazione di baciarla... O abbracciarla... O dirle che la amo..."
"In pratica devo impedirti di trattarla come se fosse la tua ragazza, quindi..." Concluse il rosso con aria rimproverevole. "Cosa che effettivamente è, a dirla tutta."
"So che non ha senso."
"No, non ne ha."
"Lo faccio per lei!"
"No..." Mormorò Archie. "No, lo fai per te. Perché non riesci a sopportare l'idea che in un futuro remoto tu potresti perderla... Perché preferisci spezzarle il cuore, piuttosto che saperla in pericolo."
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Rebel [Jughead Jones]
Novela Juvenil[COMPLETA] Liria Anderson. Un nome, zero certezze. Il fatto che sia orfana e il suo immancabile sarcasmo sono le uniche cose che il mondo, senza alcun impegno, può conoscere di lei. Il resto è un dilemma, un codice indecifrabile scritto con l'inchio...
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