Quella spinta fu il suo sbaglio

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Sapevo perfertammente dove sitrovava la Magna zona e stavo per dirigermi lì.

Dovevo assolutamente toglierlo di mezzo, avevo ancora il coltello a disposizione e tutte e tre le fiale di acido, maniacalmente custodite come se fossero la vita stessa. Sapevo che nel caso in cui quelle fiale si sarebbero rotte avrei rischiato la vita.

Il mio intento era ucciderlo. Non sapevo cosa avrei fatto dopo né cosa ne sarebbe stato di me, non sapevo se sarei morto, o se sarei sopravvisuto, magari uccidendo coloro che si trovavano a capo di quel bastardo.

Così facendo avrei fatto un favore all'umanità, e avrei soddisfatto il mio bisogno.

Comunque sia, la zona in cui avevo ucciso quello scagnozzo di Leo si trovava a circa 10 km di distanza dalla Magna Zona, e dovevo raggiungerla il più velocemente possibile per liberarmi di quel peso.

La Magna Zona si trovava a nord, e con 10 km di strada da fare a piedi, avrei perso circa 1 ora.

Non potevo correre poiché mi sarei stancato e avrei sprecato energie inutili, e non potevo nemmeno prendere mezzi di trasporto; le persone, vedendo tutta la mia felpa schizzata del sangue di quel teppista, si sarebbero allarmate chiamando le forze dell'ordine, cosa che volevo assolutamente evitare.

Venti minuti dopo aver iniziato a camminare sentì una forte spinta dietro di me, che mi fece cadere a terra.

Mi alzai di scatto e vidi l'ex fidanzato di Angel, io e lui non avevamo un buon rapporto.

Lui sapeva che l' amavo e che in un certo senso ci provavo con lei, e a lui questa cosa non andava giù, motivo per cui mi odiava, ed ogni occasione era buona per lui per mettermi in imbarazzo di fronte a tutti oppure di darmi noia.

In un certo senso ero soggetto del suo bullismo.

Ad ogni modo, quando lo vidi mi sentì bene, e lui, vedendomi a terra mi disse " Ahaha, sei un povero sfigato, proprio come l'ultima volta... Vero Jeff.?". Sapevo che quella era finalmente l'occasione che avevo per rifarmi di tutte quelle figure di merda, di tutti quei pestaggi che subivo da parte sua, e così feci la cosa che più mi venne naturale...

Questa volta non presi il coltello, né tanto meno usai le fiale.

Mi avvicinai lentamente a lui, proprio come la morte si avvicina alla sua tanto desiderata vittima.

Strinsi il pugno destro... Sentivo tutti i muscoli contrarsi... Pensai a tutto quello che mi aveva fatto e la rabbia prese pieno possesso di me.

Quando arrivai a circa un metro di distanza da lui, il mio pugno si strinse ancora di più...

Lo colpì con violenza... Lo colpì ripetutamente, senza fermarmi, finché non vidi il sangue uscire dalla bocca e dal naso, non mi fermai finché non lo vidi cadere a terra privo di sensi e inerme ai miei piedi.

Feci in modo che quella sera fu l'ultima per lui.

Eh si, lo pestai a morte...

E mi piacque anche, e tanto...

Dava soddisfazione uccidere a pugni colui che un tempo ti prendeva in giro e ti pestava.

Una volta finita con lui, ripresi la strada per andare ad uccidere il mio obbiettivo primario: Leo.

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