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*So che il suo vero nome è Alejandro ma l'ho modificato perché doveva essere un nome italiano.*

La luce che proviene dalla finestra mi sveglia dopo aver dato un bacio a Payton, che ancora dorme, vado in cucina.

Ho moltissima fame e quando sto per iniziare a mangiare i pancake qualcuno bussa alla porta. 

Sbuffo e arrabbiata vado nell'ingresso.
Quando finalmente trovo le chiavi apro la porta per urlare in faccia a chiunque abbia osato disturbare la mi colazione.

«Giuro che se non è qualcosa di importante-» le parole mi muoiono in bocca quando vedo chi ho di fronte.

«Che ci fai qui Alessandro?» sono felicissima, non lo vedo da un anno. Mi è mancato così tanto.
«Lo sai che mamma e papà non vogliono che ci vediamo...» dico rattristandomi un po'.

«Si ma loro non ci sono!» mi fa l'occhiolino ed entra in casa.

Andiamo di nuovo in cucina e gli preparo un piatto di pancake anche per lui ma quando lo poso sul tavolo dice che non ha fame.

Alzo le spallò e inizio a mangiare.

«Allora, come sta Mattia?» chiede dopo un po'.
«Bene, credo abbia una cotta per me ma io... diciamo che sono innamorata di un'altra persona.» rispondo pensando a Payton.

«Sono io?» dice facendo il labbruccio e gli occhi da cucciolo. Scoppio a ridere prima di rispondere.
«Tu avrai sempre una parte del mio cuore. La più grande di tutte!» sorride e si appoggia al muro.

«Buongiorno amore, come stai?» chiede Payton spalancando la porta della cucina e venendomi in contro per baciarmi. 

Si siede vicino a me e inizia a mangiare il piatto che avevo preparato per Alessandro. No ma fai pure!

Mi guardo in torno ma non vedo il ragazzo che è arrivato sta mattina, sarà andato in bagno.

«Sto bene e tu?» rispondo sorridendo.

La porta della cucina si apre ed entra Mattia, sta notte ha dormito sul divano nonostante ci fossero almeno due camere per gli ospiti vuote.

Payton ha raccontato ciò che è successo in Italia ai ragazzi così tutti lo guardano male. Poverino, beh forse un po' se lo merita.

«È arrivato?» non dice neanche buongiorno!
«Si e ora non so dove sia.»

Payton ci ascolta e quando capisce che c'è qualcuno di indesiderato in casa quasi si strozza con i pancake.

«Chi? Chi è qui?» chiede preoccupato.
Mi alzo e torno in camera, non ho voglia di dare spiegazioni in questo momento.

Indosso una tuta e appena sto per uscire dalla stanza trovo Alessandro sulla porta.

«Quindi è Payton il fortunato?» sorride rivelando le sue magnifiche fossette.
«Si.» rispondo con un sorriso sognante.

Senza di lui non sarei qui ma in un ospedale per anoressici. Rabbrividisco solo al pensiero.

Guardo la parete con l'orologio e noto che sono le dieci di mattino così mi dirigo in salone per guardare la tv.

«Ale come mai tu sei fatto sentire solo adesso?» gli chiedo appena ci sediamo sul comodissimo divano.
«Beh la sai la regola: una volta all'anno.» dice facendomi l'occhiolino e io sorrido anche se ci sto malissimo.

Io lo vorrei vedere tutti i giorni, passare con lui le mie giornate e divertirmi con lui. Mi fa così male stargli lontano. È come se avvertissi un vuoto nello stomaco, sempre.
Certo, quando sono con Payton non lo sento quasi più ma a volte i ricordi tornano e ti avvolgono.

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spazio autrice 🚀

Come passate il tempo della vostra quarantena:/?

Io mi annoio tantissimo e ci riempiono di compiti :(

Mi dispiace davvero molto di non riuscire a scrivere i capitoli come e quando vorrei...

Quindi mi scuso per eventuali errori e perché magari gli ultimi capitoli non sono proprio "fantastici".

Prometto che presto ci saranno capitoli smielati di Pay ed Emma! ;)

luna

(19/3/2020)

Had it all 2Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora