Appena entriamo in casa Katy mi guarda preoccupata.
«In cucina c'è qualcuno che vuole parlarti.»
Titubante mi dirigo in quella stanza e trovo mia madre.
Ha le mani che tremano e gli occhi che guizzano dappertutto, come se non riuscisse a concentrarsi.
È in astinenza, non voglio sapere di cosa si fa.
«Mammma.» mi siedo di fronte a lei ma continua ad evitare il mio sguardo.
«Vieni a vivere a New York con me.» è impazzita per caso?
Dovrei andare a vivere con un'alcolizzata che probabilmente si fa di qualche droga pesante? Neanche per sogno.
«No.» rispondo alzandomi per invitarla ad andarsene.
«Perché?»
«Hai davvero il coraggio di chiedermelo?! Tu sei stato l'ennesimo problema da affrontare. Mi sono stati vicini tutti meno che te solo perché ti sentivi in colpa. Mi fai schifo e comprendimi se non voglio venire con te a New York!»
«Hai ragione. Mi sento tremendamente in colpa per quello che è successo. Sto andando lì per frequentare dei club per disintossicarmi. Spero che un giorno verrai a trovarmi, questo è il mio indirizzo. Ti voglio bene.» si alza e mi lascia un bigliettino tra le mani.
Si avvicina e mi lascia un bacio sulla guancia.
«Scusami tanto.»
E se ne va.
Mi lascia con un vuoto dentro che non riesco a colmare. Inizio a piangere e a chiedermi perché a me. Cos'ho fatto?
Una marea di brutti ricordi mi investono.
Ricordo quando ho dovuto lasciare l'Italia, quando la mamma si è sposata con David e quando successe...
Inizio a piangere e vengo scossa da brividi e singhiozzi.
Due braccia forti mi accolgono e mi ci rifugio.
«Piccola stai tranquilla. Ci sono io.» ma questa volta non basta.
Sento che è colpa mia se la mia mamma sta così male. È colpa mia se si è ridotta in quel modo.
Ho groppo in gola assurdo e so di non essere cosciente delle mie azioni in questo momento.
Corro in camera e mi chiudo a chiave per poi entrare nel bagno e chiudermi di nuovo a chiave.
Apro il cassetto vicino al lavandino e prendo la lametta. Le mani mi tremano e non so se farlo.
Poi penso a quando io la mamma ridevamo spensierate e a come è ridotta ora.
Faccio il primo taglio e un dolore fortissimo colpisce il mio braccio ma dentro mi sento meglio. Perché deve stare male solo lei? Non è giusto.
Continuo finché non ho le braccia piene di tagli. Non c'è molto sangue ma il dolore per ora basta.
Mi fascio le braccia e metto una felpa prima di nascondere la lametta.
Torno al piano di sotto come se niente fosse e mi siedo con gli altri e dico che va tutto bene quando in realtà è tutto una merda.
Qualcuno bussa alla porta e vado a d aprire.
«Che ci fai qui Mattia?»
«Domani è il giorno.» se prima avevo una speranza per andare avanti ora è definitivamente crollata in mille frantumi.
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spazio autrice🚀
ho deciso di cambiare la numerazione dei capitoli come se fossero il continuato del primo libro.
luna
(11/3/2020)
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Had it all 2
Fanfiction{sequel di "Had it all"} Emma è scossa per colpa di David. Molte novità cambieranno radicalmente questa ragazza. Payton sarà la sua unica ancora fissa, l'unica ragione per cui lei lotterà . O forse no? Riuscirà ad andare oltre al suo passato? Emma...
