Rose
Sono persa in una profonda riflessione su quanto siano orrendi i putti alati che canticchiano e volteggiano attorno all'albero di Natale, quando Albus mi afferra una spalla con forza disumana e per poco non mi fa strozzare con la mia stessa saliva. «Rose» bisbiglia. «Aiutami»
Lo fulmino scocciata, schiacciandogli con forza un piede. «Che cosa hai fatto?» sibilo, tutta la mia rabbia però svanisce quando lui impreca dal dolore ed io mi ritengo soddisfatta.
«Niente!» replica, alzando le braccia in un gesto tanto fintamente offeso quanto sospetto. «Puoi andare da Xavi e fare la sgualdrina?»
Lo guardo stranita, portando al petto la mano in cui stringo il bicchiere rubato a Scorpius. «Ti sembra il genere di richiesta da fare ad una signora per bene?» mio cugino solleva le sopracciglia e lo capisco, perché non mi credo nemmeno io. Così mi affretto a chiarire. «Lo sai che non sopporto le persone con la puzza sotto il naso come lui»
«Tu non sopporti praticamente nessuno!» sbotta, sapendo perfettamente di avere ragione. «Per favore, distrailo» mi supplica.
«Perché?»
«Voglio parlare con Cassie ma lui mi fa paura e mi si annebbia la mente»
Ci penso su, realizzando che se accetto la sua proposta Albus mi dovrà un favore e tra noi Weasley-Potter i debiti si pagano a caro prezzo. Annuisco. «Lo farò per cinque minuti»
«Dieci» prova a ritrattare.
«Sette»
Storce la bocca ma infine allunga una mano per suggellare il nostro accordo. «Andata»
«Li cronometro» lo avverto, picchiettando un dito sul polso su cui non c'è alcun orologio.
Gli do le spalle a avanzo verso la testa scura e riccia della mia pseudo preda, fingendo una sicurezza che in realtà non possiedo. Sto ancheggiando, infatti, nel modo meno impacciato del mio repertorio, sperando nel frattempo di non finire distesa a terra come un tappeto. Una volta raggiunta senza troppe complicazioni la mia meta, scosto i capelli dal viso e mi siedo accanto a Xavi.
Vorrei tentare un approccio alla "ci beviamo una Schweppes solo io e te?" ma mi limito ad aspettare che si accorga di me.
L'attesa non è lunga, in realtà. Poco dopo solleva la testa e punta i suoi occhi castani nei miei, squadrandomi. «Non cerco rogne, Weasley» dice atono, ferendo i miei sentimenti da bravissima ragazza.
«Forse tu no, ma io si» accavallo le gambe con fare seducente e per poco non scivolo giù dal divano. Per fortuna riesco a ricompormi, così proseguo. «Ti va di ballare?»
•••
Albus
Cassie sta flirtando con Molly, di nuovo. Mia cugina, invece della solita espressione assassina che sfoggia con chiunque osi rivolgerle la parola, la guarda estasiata rigirandosi una ciocca di capelli rossi tra le dita.
Se prima non la consideravo una potenziale minaccia per via del suo carattere generalmente odioso, adesso vorrei solo afferrarle la testa e ficcargliela nel caminetto.
Con amore, però.
Siccome ho i minuti contati mi inserisco nella loro conversazione, iniziando a ridere a crepapelle per una frase appena detta da Cassie che, sinceramente, non ho capito.
Entrambe si voltano a guardarmi sconvolte, come se qui quello matto fossi io.
Coraggio Albus, dì qualcosa di intelligente. Frugo all'interno della mia scatola cranica in preda al panico, poi, dopo svariati secondi di attesa, punto gli occhi in quelli della mia futura moglie e me ne esco con: «Sei bella come un piccione»
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Electric Soul
FanfictionLa vita è una grande carogna, io lo so bene, non a caso mi chiamo Rose Weasley e sono la prima di due figli e la settima di tanti cugini. I segreti, in casa mia, sono all'ordine del giorno. Per sopravvivere alla Tana, bisogna mentire con stile: no n...
