Dopo la stupenda festa in spiaggia di ieri, non ho smesso di pensare alla rivelazione che mi aveva fatto Corbyn...come mai non le aveva ancora detto nulla?, intendo dire a Maeva. Pur essendo sveglia, la sveglia ad ultrasuoni che stava sul mio comodino mi fece sobbalzare con il suo bip insistente sempre più in crescendo. La spengo, per non dover impazzire. Mi alzo...Mi vesto, prendo il cellulare e scrollo le notifiche, quando vedo una serie di insistenti messaggi da Corbyn. Li leggo velocemente, mi chiede qualcosa riguardo Maeva...sono troppo poco sveglia per vederci chiaro...gli chiederò più dettagli alla lezione di Mate. Riguardo le chat con Daniel e con Jonah...oggi devo trovare una scusa per non andare a vederli alle prove...sarebbe strano che ci andassi insieme a Daniel...vedrò cosa fare. Nel frattempo mi sono sistemata e avviata verso scuola. Alle prime ore ho arte, per cui sono in classe con le mie friends, la gang si riunisce dopo 10 anni, cavoli, troppo tempo, davvero! Salgo sul tram che mi porterà a scuola e tiro fuori il mio libro preferito, Orgoglio e Pregiudizio di Jane Austen, mentre attendo di arrivare a scuola. Scendo alla fermata più vicina e mi incammino verso il cortile quando vedo quasi subito la mia gang, le mie friends. Corro da loro, quando qualcosa o meglio qualcuno mi si para davanti. Qualcuno che non avrei mai voluto dover rivedere.
<Liam!? Perché sei qui?!> ho un tono contrariato nella voce, perché lo sono, e non poco.
<Mi mancavi, Ace> non ci posso credere, lo ha detto davvero, ha usato il mio nomignolo preferito in una circostanza del genere...lui, poi! Non posso ritornare a stare con lui, non posso. Non me ne frega se è carino e se è cambiato da quando ci siamo diciamo lasciati, a me ora piace un altro, e ho altro per la testa, non lui, certamente.
<Ti mancavo quando mi tradivi con Cassandra, eh!? Rispondi!?> mi vengono le lacrime agli occhi. Ritornare qui doveva essere un nuovo inizio, ma Liam mi ha seguita, è partito dall'Italia e mi ha seguito fin qui, solo per tormentarmi...non posso...n-non ce la faccio...
<Lo so, ho sbagliato. ma ora sono cambiato...> mi dice. Non credo ad alcuna parola che esce dalla sua bocca, non più. Non può trattarmi da bambola.
<Le persone non cambiano così velocemente, in un mese, parole TUE! Ma mi credi scema?! Io con te ho chiuso quindi lasciami stare> cerco di allontanarmi ma lui mi strattona il braccio. Vorrei tanto fare quella bella mossa di karate che mi ha insegnato mio padre, ma lo farei finire in infermeria...non che non se lo meriti ma rimanere sospesa al secondo giorno di scuola non mi pare la cosa migliore da fare.
<Questo è vero, ma le persone possono cambiare idea, giusto? Per favore, Lizzie, stammi a sentire> mi dice. Non gli credo. Mi ha fatto troppe cose brutte per meritarsi che io gli creda.
<NO. N.O. NO!!!!> mi divincolo dalla sua presa ma lui mi ferma, e in quel momento interviene la persona che speravo da un pezzo intervenisse.
Jonah prende Liam per la mascella, da sotto in su e lo porta così fino a muretto di cinta, sbattendolo al muro.
<TU. LA. LASCI. STARE. HAI CAPITO!? SONO STATO ABBASTANZA CHIARO!?> Jonah è abbastanza arrabbiato. Odia che le persone a cui tiene vengano trattate male.
<S-Sì, anche troppo.> dice balbettando un poco Liam, mentre Jonah lo molla, facendolo accasciare a terra.
Si rivolge a me.
<Lizzie, tutto ok? Ti ha fatto male? Perché, se lo ha fatto, la prossima volta gli spacco l'osso del collo.> mi dice, guardandomi negli occhi. Si vede che ci tiene davvero.
<Nono, nulla di serio, solo qualche livido per gli strattoni, ma nulla di grave> gli dico, rassicurandolo.
<beh, comunque, da oggi in poi ti passo a prendere io a scuola, così non rischi di incontrarlo di nuovo. Vieni, ti accompagno in classe> mi dice, mettendomi il braccio destro attorno alla spalla. Mi giro a guardare le ragazze passando, cercando di scusarmi con gli occhi. I ragazzi stanno guardando male Jonah e facendo espressioni di stupore verso di me al nostro passaggio. Li ignoro. Appena arrivati in corridoio, cerco di tirar fuori con nonchalance l'argomento delle prove della band ed il suo invito ad andarle a vedere.
<Jonah, non posso venirvi a vedere alle prove, oggi> gli dico, guardando in basso e vergognandomi di me stessa...mi odio quando devo disdire qualcosa, non so perché.
<E perché? Successo qualcosa?> mi chiede, la fronte corrugata, in segno di preoccupazione.
<Nono, sono impegnata sia prima sia dopo, me ne ero dimenticata> gli dico, fissando per bene il pavimento, in modo molto idiota.
<Lizzie, lo so che tu e Daniel avete programmato un appuntamento alle tre> mi dice. Un appuntamento!? Ma che caspita dice?!
<Ma che appuntamento!? Io gli ho chiesto se poteva aiutarmi in francese visto che non ci capisco quasi nulla e Daniel si è offerto di darmi ripetizioni. Ecco tutto.> gli dico, fissando lo stra brutto pavimento scolastico.
Mi prende per il mento e mi obbliga gentilmente a guardarlo negli occhi.
<Quindi non c'è nulla tra di voi? Sicura?> mi chiede. Ovvio che no! Che domande fai?! Mi piaci tu, diamine!
<No, non c'è nulla tra di noi, ma perché tanto interesse?> lo guardo ridendo.
<Non so se è il ragazzo migliore per te, ecco.> mi dice.
<Da quando sai qual è il ragazzo migliore per me, giusto per sapere...mi conosci da tre giorni, neanche> gli dico.
<Beh, a giudicare dalla tua scelta di stare con Liam Thompson devo dire che Daniel è tutto il contrario di lui, ecco> ah capisco..
<E tu no? Sei come lui? Devo diffidare di te? No, dimmi, Marais, sono curiosa> gli dico.
Nel frattempo ci eravamo fermati nel centro del corridoio. Jonah mi fa avvicinare ad un angolo, accanto al muro.
<Il problema è che tu mi piaci, Lizzie, e tanto anche, e questo va contro ogni mio senso di controllo. Mi fa impazzire l'idea di te con qualcun altro, anche fosse Daniel. Non posso pensare che tu stia con qualcun altro, ci morirei. Sì, mi conosci da poco. Sì, posso sembrare insensibile a volte, ma ti giuro che so essere molto romantico, se a te piacciono queste cose. Sì, Liam ti ha ferita, immagino, ma ti giuro che io non lo farò. Non sono perfetto, ma sono fatto per migliorare, e so che con te posso farlo, con te posso essere...> non riesce a finire la frase che lo bacio leggermente, interrompendolo. Che ti salta in testa!? Sei impazzita!? No, ma ora so che lui ricambia ciò che provo io, e ho agito senza pensare. Sul senza pensare sono d'accordo. Taci, coscienza!
<....posso essere me stesso, per davvero. E il bacio per cos'era?> mi chiede, sbalordito.
<Mi piaci pure tu, Marais!> gli dico, ridendo. Lo lascio, spiazzato, nel corridoio, mentre mi dirigo verso l'aula d'arte, accodandomi alle altre ragazze.
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Ciaoo a tutti!!
Lizzie ha perso il senno o c'è della logica nelle sue azioni? Jonah non la ferirà, giusto? Vedremo come continua questo lunedì di fuoco per Lizzie nella prossima puntata!
Ora sparisco, bye.
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RIGHT OR WRONG?
FanfictionLizzie non potrebbe sentirsi più fuori posto di così. Si trova in una scuola a Los Angeles, è la ragazza nuova e in più pare essere diventata la cocca dei prof. Ha contro tutte le ragazze più popolari della scuola, perché in più pare attrarre i raga...
