2. Cinque linee pt. 1

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La campanella aveva già fatto sentire le sue note da quattro secondi esatti quando Tore si materializzò da quella porta.

«Buongiorno» disse dopo essersi buttato sulla sedia.

«Buongiorno» gli feci eco. Che fine hai fatto ieri?

«Ieri hai lasciato questa sul banco.» disse, restituendomi la penna blu con cui l'avevo visto giocherellare il giorno prima. «E sei scappata subito via.» fece una pausa. «Perché?»

«Non sono scappata.» obbiettai. «Perché ieri sei andato via?»

Sorrise, sistemandosi meglio sulla sua scomoda sedia di legno. «Ti sono mancato?»

«No, ma credo che qualcuno abbia sentito la tua mancanza. C'è poco da dire sul ragazzo nuovo se lo vedi per sole tre ore.»

«A questo si può rimediare.» disse. «Che fai stasera?»

Sbuffai. Qualsiasi cosa. «Probabilmente controllerò che tutti i miei yogurt da bere alla fragola non siano ancora scaduti.»

Annuì. «Interessante. Fammi sapere se, in caso contrario, rimani senza yogurt.»

Già. Sicuramente. «Ma credo che in compenso ci sia una specie di festa di inizio anno. Sono quasi sicura che Barbie, Tan... che Barbara, Chiara e Roberta ci andranno.»

Si voltò nella direzione delle tre che lo fissavano senza neppure fingere di voltare lo sguardo ogni tanto. «E quindi?»

«E quindi credo proprio che stiano indagando su di te... se vuoi essere loro di aiuto, ti consiglio di andare.»

«Tu non vieni?»

«Giulia, siamo al secondo giorno di scuola e devo già richiamarti?» proruppe la professoressa di storia. «Ti dispiacerebbe fare silenzio?»

«Colpa mia, prof.» mi discolpò Tore. «Cercavo di instaurare una conversazione.»

«Tu sei... Salvatore Esposito?» fece la prof. «Non eri... mio alunno qualche anno fa

«Felice che se ne ricordi, gli amici mi chiamano Tore.»

«Non siamo amici.» la prof assunse un'aria superiore, distaccata ma non sembrava essersi offesa, gli sorrideva invece.

«Allora può anche chiamarmi Esposito.» fece, schioccando un dito. «Come vuole.»

«Che ti è successo?» chiese la prof. «Avevi dei voti altissimi.» Sembrò pensarci su, poi sentenziò. «Il primo della classe.»

Sul serio? Tore, il ragazzo della terza D, aveva voti altissimi?

Tore sorrideva un po' compiaciuto, un po' imbarazzato. La media altissima da "primo della classe" rovinavano la sua immagine di teppista? «Ho deciso di ritirarmi subito dopo... motivi personali.» concluse con un tiro di suspense.

La prof fece un cenno d'assenso e riprese a parlare del programma che avremo intrapreso durante l'ultimo anno di scuole superiori.

Tore tornò a me. «Allora?»

Lasciai perdere la professoressa che si faceva prestare un libro da qualcuno per illustrare i vari passi di storia che aveva intenzione di spiegare e lo guardai. «Cosa?»

«La festa d'inizio anno. Verrai?»

Fui colta da una punta di sarcasmo. «Non ti ho già rifilato la storia dello yogurt? Devo per forza farmene venire in mente un'altra?»

Si buttò all'indietro incrociando le braccia al petto. «Stupiscimi.» Dondolava sulla sedia, in bilico ma tranquillo.

«Allora, io devo...» mi grattai la testa per farmi venire in mente un'idea. «...portare a spasso il gatto?»

Il Pezzo MancanteLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora