(REVISIONATO)
I ALLYSON'S POV I
Come mi ero ritrovata in fila davanti a quel dannato locale che avevo cercato di ignorare? Me lo chiedevo anche io.
Non c'era da stupirsi o da fare domande riguardo alla mia espressione schifata, mischiata al dolore di tutti i ricordi. Se n'era andato ormai da tre mesi e io stavo riprendendo le mie vecchie abitudini, modificandole con la presenza delle mie due strambe migliori amiche.
Ed era per questo motivo che il più delle volte, il sabato sera di quella lunga e straziante estate, mi ero ritrovata imbucata a feste a cui non potevo nemmeno entrare con bicchieri di alcol finiti tra le mani. E sempre per lo stesso motivo mi trovavo lì.
All'Off Topic. In fila per entrare, ovviamente.
Incrociai le braccia sotto il seno, allungando l'orlo della maglietta corta che mi avevano costretto a mettere quelle due. Le guardai mentre, al mio fianco, confabulavano sui ragazzi che ci circondavano in quella folla ammucchiata davanti all'ingresso.
Stavo letteralmente sudando: non tirava un filo di vento e le temperature sfioravano quelle massime. Per non parlare poi di tutte le persone che spingevano, credendo così di poter sorpassare tutto quell'ammasso di corpi accaldati.
Un ragazzo si voltò, provò a mantenere il contatto visivo ma dopo qualche secondo lo ignorai. Allora diede qualche scazzottata al suo amico per farsi più vicino e io rimasi ferma ad aspettare, pronta a rifiutarlo chiaramente. «Ehi bella.» feci un movimento con la testa in segno di saluto, ma mi fermai lì. Infondo non volevo di certo essere scortese, solo non li volevo attorno i ragazzi in quel momento e per l'anno successivo. «Tutta soletta in fila?» scossi la testa, tenendo lo sguardo puntato verso la porta d'ingresso.
«Queste due qui, sono le mie amiche.» dissi soltanto, indicandole con il pollice e spostandomi i capelli dietro la spalla per evitare di gonfiarli nonostante l'umidità.
«Quindi non sei con un ragazzo?» scossi nuovamente la testa, mordendomi l'interno della guancia per trattenere il rifiuto crudele che stava per uscire dalle mie labbra. «Allora la cosa va a mio favore.» abbozzai un sorriso finto e finalmente incrociai il suo sguardo ammiccante.
«Peccato, sono lesbica.» gli lasciai una pacca sulla spalla, aspettando che elaborasse la bugia che gli avevo rivelato per togliermelo di torno.
Dovevo ammettere che non era brutto come ragazzo, anzi. Però io avevo chiuso con loro, non avevo intenzione di soffrire ulteriormente. Noah Mancini era stato sufficiente per il mio piccolo cuore che faticava ancora a palpitare per i piccoli gesti dei ragazzi che mi accerchiavano.
Inutile negare il fatto che mi aveva distrutto. Prima con la grande verità che si era degnato di non raccontarmi e poi con la sua partenza improvvisa senza nemmeno dire nulla o fare un saluto.
Non che me lo aspettassi, infondo non ci eravamo parlati per due mesi, però chiudere definitivamente i rapporti con tutti mi sembrava da bambini immaturi.
Non che non lo fosse.
Il gruppo di ragazzi che ci precedevano, che comprendeva quello che stava cercando di catturarmi, entrò nel piccolo atrio e si fermò per pagare il biglietto. A quel punto il buttafuori mi vide, corrugò fronte e poi circondò il mio braccio con le sue grosse dita tatuate.
«04, all'entrata.» corrugai la fronte quando mi lasciò in ballo a lato e smise di controllare gli altri. «Sì, è lei.» scossi la testa e mi allontanai dalla sua presa ferrea. Mi guardò male, poi abbozzò un sorriso. «Ragazza, se dicevi prima di essere la fidanzata di Noah Mancini avresti saltato la fila.»
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Per Sempre Tua
Teen FictionDISPONIBILE LA VERSIONE REVISIONATA, IN FASE DI SCRITTURA IL SEQUEL Cosa succede se due anime diverse si scontrano? Se si rincorrono, se si cercano e si desiderano dall'estremità dei piedi fino all'ultima punta dei capelli? Nessuno dei due era pron...
