Le vacanze di Natale prevedevano un'interruzione delle lezioni di circa due settimane, e una possibilità per gli studenti di tornare a casa. Difficilmente qualcuno si faceva sfuggire l'occasione di poter essere coccolati dalla propria famiglia per una decina di giorni: erano quasi tutti, infatti, a salire sull'Hogwarts Express per tornare alla stazione King's Cross di Londra, da cui poi si sarebbero divisi per raggiungere le proprie città. Ophelia tornava a casa ogni anno: era fortemente legata alle tradizioni e alle festività, e nemmeno quell'anno si sarebbe lasciata scappare l'occasione, specialmente per via della sua ricerca imperterrita riguardo il passato di suo padre; credeva, infatti, che quelle vacanze sarebbero state la giusta occasione per estrapolare quante più informazioni possibili da sua madre Lilith.
Tornare a casa inoltre significava anche poter riflettere a lungo, molto a lungo, su quanto accaduto la sera del ballo. Quel ricordo di Draco che le accarezzava il viso con una delicatezza disarmante, quasi per timore di poterla sciupare, le sue braccia che le cingevano la vita, le sue parole sussurrate, gli occhi che non riusciva a toglierle di dosso, la testa contro il suo petto mentre cercava calore, la giacca del suo smoking sulle sue spalle che odorava esattamente come lui: se Ophelia avesse chiuso gli occhi mentre respirava a pieni polmoni quell'odore, le avrebbe ricordato una tranquilla passeggiata nel bosco innevato, alle luci dell'alba e con una leggera foschia nell'aria. Una serie di immagini che si ripetevano con sempre più insistenza nella sua testa, che con fatica quella notte riuscirono a farle prendere sonno, e che il mattino dopo la fecero parere del tutto assente davanti ai suoi amici, con cui condivise il vagone sul treno. Viaggiò realizzando di non essere riuscita neanche a salutarlo e ad augurargli un sereno Natale. Scappò quella sera, si trovò a fare i conti con la sua vigliaccheria, fuggendo da Draco non appena le cose tra loro divennero più ambigue che mai. Non poteva fare a meno di chiedersi che cosa avrebbe potuto pensare di lei, per non aver risposto alle sue domande a cui Ophelia, stando a quanto si ripeteva tra sé e sé, non era in grado di rispondere; o peggio, temeva di conoscere una risposta. Era davvero diventato così importante per lei? Perché l'ipotesi la turbava così tanto? Perché si sentiva tanto legata a Draco, quanto in dovere di respingerlo?
"Tutto bene, Ophelia?" chiese d'un tratto Harry, piuttosto perplesso, non vedendola prendere parte minimamente al discorso che in quei minuti si stava svolgendo tra lui, Ron, Hermione, Dean e Ginny nella loro cabina del vagone. In particolare, i Grifondoro discutevano animatamente in un dibattito divenuto piuttosto acceso, riguardante l'Esercito di Silente. Non che stessero litigando, ma la polemica nacque da quando Dean espresse le sue perplessità riguardanti l'effettiva funzione di quell'addestramento.
"Oh, s-scusatemi, sono solo stanca..." biascicò, essendosi leggermente assopita sul suo posto.
"A quanto pare qui qualcuno deve ancora riprendersi dalla serata movimentata di ieri." commentò divertito Ron, che con queste parole fece sobbalzare Ophelia.
"Ma, in che senso, cioè-" iniziò a blaterare.
"Tutti quei balli, no? Tu ad una certa ora sei sparita, ma noi ci siamo goduti quella band suonare fino alle due del mattino!" intervenne Hermione, ricordando il tutto con un sorriso sulle labbra.
"Ah, già!" esclamò Ophelia. "Io... sì, me ne sono andata via per un po'. Troppo mal di piedi." sorrise nervosa.
Per sua fortuna, Ginny ebbe la brillante idea di sporgersi dal suo posto per osservare quanto vi fosse al di fuori del finestrino, sorridendo entusiasta. "Guardate, siamo quasi arrivati!"
"Finalmente, non mi sento più le gambe." replicò Ron con sollievo. "Non vedo l'ora che mamma e papà ci passino a prendere e ci portino a casa."
Per tutti i presenti, Londra era un punto di arrivo: avevano tutti una certa fortuna a vivere nel sud dell'Inghilterra, una particolarità piuttosto fortuita per gli studenti di Hogwarts, che avrebbero vissuto di meno quel tragitto come il viaggio della speranza; tutti, eccetto Ophelia, che ancora una volta, non accettava come potesse essere così sfortunata da dover sostenere ore intere sull'Hogwarts Express, attraversando i colli scozzesi e letteralmente tutta l'Inghilterra, per poi arrivare a Londra e salire su un treno babbano che l'avrebbe nuovamente portata poco distante dal confine con la Scozia. Preferiva non pensarci, perché altrimenti avrebbe avuto un crollo nervoso. Si faceva forza solo pensando che prima o poi, un punto di arrivo l'avrebbe raggiunto pure lei, seppur dopo un'intera giornata in viaggio.
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Scelte sbagliate || Draco Malfoy
FanfictionOphelia Lyra Langdon, figlia del purosangue Serpeverde Crater Langdon e della mezzosangue Serpeverde Lilith, è una studentessa di Hogwarts, sorprendentemente smistata tra i Corvonero dopo una generazione di serpi. Ophelia è fin da subito tristemente...
