Haymitch's Pov
Cammino con il solito passo pesante sulla ghiaia del vialetto centrale del Villaggio dei Vincitori.
A fianco a me, la voce della capitolina non sembra fermarsi un attimo. Sembrava sinceramente felice per la nuova famiglia dei ragazzi, cosa che io non riuscivo a fare.
"Peeta sarà senz'altro uno splendido padre, non che Katniss non sia da meno ma qualcosa mi dice..-"
"Potresti smettere di parlare per i seguenti due minuti." sbotto senza pensarci, risultando alquanto freddo a dire il vero.
Effie mi fissa con uno sguardo tra il deluso e scioccato, staccando il braccio incastrato sotto il mio.
Non riuscivo più a sopportare quella conversazione così frivola. Parlare di quanto la gravidanza sia un esperienza meravigliosa, di piccoli piedini che corrono per la casa, di tutte le ultime mode capitoline per neonati.
Semplicemente...basta, era troppo.
"Smettila di guardarmi così, non aiuti propr-" inizio alzando gli occhi al cielo ma il suono delle sue scarpe che si allontanano pesantemente mi interrompe.
"Non ti capirò mai." borbotta prima di entrare in casa,girandosi a guardarmi.
Sbuffo sonoramente e avanzo come se nulla fosse successo, mentre sento la porta d'entrata chiudersi con un tonfo
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...........
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Mi butto pesantemente sul divano, facendo sobbalzare la donna seduta accanto. Effie in realtà sembra non volermi riservare nessuna attenzione, così decido di avvicinarmi un po'. Inizialmente per darle fastidio, ma anche perché non sopportavo quel genere di situazione.
...e odio ammetterlo,ma era anche stata colpa mia...in un certo senso..
Senza esitare, incastro il mento nell'incavo del suo collo, respirandole addosso. La sento avvampare di poco, ma rimane comunque immobile.
Allungo le mani stringendole la vita e avvicinandomi di più.
Ancora non mi degnava di una parola "Effie.." mormoro stuzzicandola con dei piccoli baci sulle spalle "...non fare così.."
"Non mi avevi detto di starmene zitta?" risponde sprezzante alzando il mento il più possibile.
"Non sapevo fossi così suscettibile, sai?" dico in tono malizioso vicino all'orecchio.
"Smettila, Abernathy." sibila
voltandomi le spalle.
"Altrimenti..?" stavo per continuare a baciarla risalendo fino al collo, il suo punto debole, ma la sua mano si posa prontamente sulla mia bocca; schiaffeggiandola leggermente.
"Lo sapevo,non avresti resistito.." sussurro maliziosamente, continuando a provocarla.
La donna non sembra prenderla alla leggera come al solito e anzi sento le sue mani affusolate spintonarmi via.
"Ma che hai.." dico sconcertato.
"Potrei farti la stessa domanda." ribatte prontamente.
Finalmente si volta, riservando uno sguardo alquanto tagliate assieme alle mani poggiate su fianchi.
"Non riesco a comprendere perché l'idea di una famiglia ti disturbi così tanto. Voglio dire, prima non sembravi affatto felice per i ragazzi.." sbotta tutto un tratto.
Non ne sono sicuro nemmeno io del perché, ma l'idea di una famiglia mi terrorizzava.
Essendo un vincitore, avevo imparato a mie spese il valore della famiglia e lo stesso Peeta e Katniss.
Bisognava proteggerle a tutti i costi, anche da ciò che non eravamo in grado.
Qualcosa di molto impegnativo.
Inizialmente,Katniss sembrava condividere il mio stesso ragionamento, soprattutto riguardo a crearne una nuova.
Ma qualcosa detto da Peeta le avrà fatto cambiare idea e lo stesso sembrava voler fare Effie.
"Senti, so quanto possa essere elettrizzante per te l'idea..ma a me fa un effetto strano, è..è difficile da spiegare."
"Haymitch...cosa c'è di più bello, pensavo ritenessi che loro-"
"Lo so, non è questo che intendo. So quanto Katniss e Peeta si meritino questo momento...ma-"
"Il fatto é che ho paura...ancora per tutti coloro a cui tengo...compresi i figli di Katniss.." farfuglio confuso.
"Ma non c'è niente di cui avere paura, ci sono io con te...ora."
detto questo mi posa una mano calda sulle mie callose.
Sposto lo sguardo verso di lei, vedo come sul suo viso compare un espressione sconsolata.
"Effie.." sussurro iniziando.
Ora avevo capito, avevo capito dove voleva arrivare.
Avevo capito perché ci teneva così tanto a questo argomento.
"Si?" risponde non incrociando ancora il mio sguardo.
"Tu vorresti creare una famiglia, vero?" dico tutto d'un fiato.
Per la prima volta la vedo arrossire sotto il mio sguardo.
"C-cosa?,i-io..." farfuglia imbarazzata.
Sinceramente, ora ero davvero terrorizzato.
La stavo deludendo e soprattutto stavo rompendo tutti suoi sogni.
"Effie, mi dispiace che-"
"Io voglio passare il resto del mio tempo qui, al distretto dodici...quindi sì, ci ho pensato...
a noi due.." mi interrompe andando avanti posando i suoi occhi sui miei.
Io ci tenevo a lei, tantissimo. Avevo imparato ad accettarla e amarla.
Rimaneva però il fatto, che io avevo paura di creare una famiglia, a prescindere.
Era qualcosa di davvero troppo grande per me. Dopo aver visto così tanti bambini morire per i miei capricci...solo perché non ero riuscito a crederci fino in fondo...
Morti, tutti morti.
Non riuscirei a sopportarlo....
"Semplicemente, non sono all'altezza" penso ma mi trattengo dal dirlo.
"Capisco..." riesco a dire e poco dopo mi rendo conto della mia freddezza. "...ma non sono ancora pronto..a questo passo."
Sapevo che la stavo ferendo non assecondando la sua richiesta, ma doveva rispettare anche lei le mie decisioni.
"In ogni caso, saresti stata una bravissima madre." mi correggo.
"Haymitch..." comincia alzando lo sguardo, guardandomi con gli occhi lucidi.
"Non importa quando, aspetterò..." e detto questo posa la testa sulla mia spalla mentre io stringo la sua.
Mentre la capitolina si raggomitola fra le braccia, io inizio a pensare.
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Dopo la rivolta {Broken Souls Sequel}
General FictionLa ribellione ormai è finita, ma niente sarà più come prima. Effie Trinket non ha più nulla da perdere, nulla a cui aggrapparsi a Capital City. L'unica cosa che le rimane in questo momento è Peeta, rimasto a Capital dopo la ribellione assieme a lei...
