Haymitch's Pov
I miei incubi stavano continuando a peggiorare ed erano sempre più vividi. Le arene ormai erano rare, ora invece molto spesso ci ritrovo i ricordi delle ultime settimane. Inevitabilmente, ritrovo Effie. Riesco solo a ricordare che se ne è andata a Capital City e questa volta non sarebbe tornata.
Ogni tanto ritorno in superficie, capisco di non trovarmi più nella mia vecchia casa. Sono in una stanza molto illuminata e estremamente bianca. Vedo quasi spesso figure familiari: Peeta e Katniss oltre ai dottori.
Inizialmente, le loro parole non mi arrivano facilmente ma loro continuano lo stesso.
La mia testa era troppo frantumata dall'alcohol che avevo bevuto e dai miei incubi,per stare sveglio.
Anche se provavano di tutto per farmi rimanere sveglio, dormo per la maggior parte del tempo.
........
Quando mi sveglio, sento la sgradevole sensazione dei fili nelle vene e una fasciatura vicino al polso. Stringo le coperte per non gridare, ma l'incubo che avevo fatto era stato troppo...
Mi guardo intorno ma non ritrovo ne le figure dei ragazzi ne quelle dei dottori. Stavo per ricadere nel sonno profondo quando delle grida mi riportano alla realtà. Sembrano provenire dal corridoio.
"Signorina non possiamo farla entrare, il paziente deve ancora-" dice la voce pacata del dottore.
"Ma non capite, io devo vederlo. Non mi perdonerei mai se.." sussurra una voce familiare."Lei, signorina, non ha nessun legame stretto con il paziente.."
Inizia una discussione molto accesa e la donna che pretende a tutti i costi di visitare un paziente alla fine sembra rinunciarci.
Decido di lasciare stare, e riabbracciare le tenebre del sonno.
.........
"Mi dispiace.." sento risuonare nella testa in modo confuso. Faccio molta fatica a capire che non sono o miei sogni e ad aprire i miei occhi che a contatto con la luce si richiudono. Sento dei singhiozzi provenire a fianco a me.
"È tutta colpa mia.." continua una voce femminile. Con uno sforzo assurdo provo ad allungare il collo e identificare la figura.
La donna è accucciata a fianco a me, i suoi capelli biondi ricadono sulle lenzuola. E quella voce...sembrava così troppo familiare. Continua a parlare, pensandomi ancora addormentato.
Poi, allungo una mano verso la sua testa,quella stretta da una fasciatura, per attirare la sua attenzione.
Effie alza la testa, i suoi occhi sono lucidi, e le sue guance bagnate dalle lacrime sono nere a causa del trucco. Per un momento sembra smarrita. Subito dopo, si allunga delicatamente verso di me e la sua testa ricade vicino alle mie spalle. Le sue mani esplorano il mio viso pallido.
"Sei..tornata.." e solo ora mi rendo conto di riaverla qui, vicino a me.
"Allora non mi aveva abbandonato.." penso.
Le mani che continuano ad accarezzarle i capelli umidi.
"Io-non volevo tutto questo..non pensavo-" le sua mani delicate tremano un po', mentre mi accarezzano la mascella ispida.
Poi posa lo sguardo sul mio polso, alla fasciatura all'altezza delle vene.
Inspira profondamente. "Non ti abbandonerò mai più. Non voglio mai più vederti così."
Mi ricordo la rabbia che avevo provato, che mi aveva riportato a questo punto. Ma vedo anche le sue lacrime, gli occhi pieni di paura...e tutto questo solo per me?
"Tranquilla....un tempo ci ero abituato, sai quante volte sono finito così?" dico provando a sorridere.
Vedo quasi spuntare una risata sul suo viso, e io provo a farmi spuntare un ghigno.
"Lo so, ma finché ci sarò io con te, no voglio vederti così. Ci siamo capiti?" Le sue mani passano fra i miei capelli, scompigliandogli.
Provo a ribattere, ma esito. Il suo sguardo è serio e preoccupato mentre posa una mano sul mio petto.
E poi penso,che finalmente qualcuno aveva paura di perdermi.
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Dopo la rivolta {Broken Souls Sequel}
General FictionLa ribellione ormai è finita, ma niente sarà più come prima. Effie Trinket non ha più nulla da perdere, nulla a cui aggrapparsi a Capital City. L'unica cosa che le rimane in questo momento è Peeta, rimasto a Capital dopo la ribellione assieme a lei...
