In quel mentre, Simone è seduto davanti a un tavolino con una scacchiera. Di fronte a lui, il suo avversario ha appena fatto la sua mossa, nella speranza di dare filo da torcere alla strategia del Bianco. Il toc della pedina che viene spostata sulla sua nuova casella richiama la sua attenzione, sperduto com'era ad esplorare il largo locale in cui ha sede il circolo, frequentato sia da adulti che da ragazzi. Lui si rende conto di aver sbagliato nel non prestare attenzione a ciò che stava accadendo sul tavolo, ma l'attesa della mossa avversaria si era fatta così noiosa che i suoi occhi non erano riusciti a fare a meno di cercare novità fuori dalla partita. Pietro non può di sicuro dargli torto, dato che anche lui ha capito che ormai la partita è già conclusa. Il re Bianco è all'angolo, Simone deve solo spingere la sua ultima torre rimasta all'altro capo della scacchiera e vincere la partita. Senza molte sorprese, lui fa esattamente questa mossa e trionfa per la terza volta di fila.
L'uomo seduto davanti a lui si tira la barba per la frustrazione: "Finché c'è la regina tutti siamo bravi, eh?"
Simone si accorge a malapena del suo commento: "Cosa c'è? Non riesce ad accettare di aver perso contro qualcuno di vent'anni più giovane?"
Il giocatore bianco fa per rovesciare il tavolo, ma Pietro lo ferma in tempo: "Meglio che tiene le mani a posto, sennò le finisce che passa dalla parte del torto. Non ne so molto di questo gioco ma di sicuro non si migliora buttando in aria la scacchiera! In ogni caso, l'importante è che ci ha provato e che si è impegnato anche dopo aver perso, almeno ha imparato qualcosa... si spera."
Il Bianco si sofferma a guardare il viso di Pietro: un faccione squadrato e sereno che non sembra affatto disturbato da quello che gli accade intorno.
Simone scende dalla sua sedia, stringe la mano al suo avversario e grida: "Qualcuno sta prendendo nota del mio punteggio?"
Un altro signore con un maglione a quadri prende un quaderno da una scrivania in un angolo poco illuminato accanto a lui: "Secondo la valutazione Elo, il tuo punteggio è di 1412, circa 23 punti in più rispetto alla settimana precedente. Come al solito, sei il migliore del circolo nonché giovane promessa nel mondo degli scacchi. Evviva."
Il campione sorride fiero del suo successo e torna a sedersi. Pietro chiede in una maniera insolitamente timida: "Adesso che hai finito di vantarti della tua abilità davanti a tutti, posso... fare una partitina? Con te, di preciso. Sempre se posso..."
Simone si mostra divertito dalla sua reazione, ma è costretto a rifiutare: "In realtà non sei iscritto ancora al club, quindi non posso lasciarti giocare... ma puoi sempre passare il tempo con i puzzle di scacchi che teniamo nella scrivania! Magari, uno di questi giorni posso anche invitarti a casa mia a... giocare insieme?"
"Fichissimo! Grazie!" esulta Pietro mentre lo abbraccia talmente forte da sollevarlo dal pavimento. Non che sia difficile sollevare da terra lui, ma poco importa.
Simone non protesta minimamente, anzi si sente ancora più sicuro accanto a lui. Quel gesto sarebbe fastidioso da parte di chiunque altro, ma in quel momento si tratta di un atto straordinario, come se il suo alto e splendido compagno avesse appena compiuto un trucco di magia con le sue mani. Lui si accorge ad un certo punto di aver chiuso gli occhi, perciò li riapre e si rende conto che Pietro lo ha lasciato andare, facendolo sentire stranamente malinconico.
Una volta separati, il più grande attacca bottone: "Sì mi piace questo bel posticino che vi siete trovati, ma avevi detto che eravamo venuti qui per sbrigare cose!"
"Exakt mein freund. Ricordi quel tipo di cui ti avevo parlato al telefono questa mattina? Quello che mi aveva chiesto di aiutarlo per indagare su certe persone?"
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Una Macchia Sul Volto
Fantasy[COMPLETATA E IN ATTESA DI UNA FUTURA REVISIONE] Vincitore del concorso "Arcobaleni" di @unicornwishes e @chiccaflower (LISTA SEPPIA) Questa è la storia di Andrea Ignoto, un ragazzino del liceo con un'enorme macchia scura sul suo volto ed un tem...
