La notte sembra quasi non passare mai, come se tutto si fosse congelato sotto un sottile strato di ghiaccio invisibile pronto a spezzarsi in qualunque momento. Il vento fuori dalla sua casa diventa pian piano sempre più forte, gli alberi che si vedono dalla finestra fanno fatica a non perdere le foglie, il lampadario della stanza da letto trema leggermente, persino la polvere ha smesso di volteggiare per aria. Andrea fa fatica a prendere sonno per via del caldo e dell'inquietudine, pur non avendo mai avuto problemi di sonno prima d'allora. Nonostante sembra siano passate ore, l'orologio segna ancora lo stesso orario: due e ventitré. Il ragazzo decide di chiudere gli occhi e provare di nuovo ad addormentarsi. Dopo un po' si alza dal letto come sempre, risvegliato da una luce alla finestra. Appena prova ad alzarsi, però, scopre che tutta la stanza è diventata vecchia e sporca, con mura in legno e pavimento di moquette verde, invece dei muri di cartongesso arancione e il tappeto bianco di prima.
Cercando disperatamente una via d'uscita da quella prigione, Andrea si precipita verso la porta e gira nervosamente la maniglia che sembra fatta di ferro fuso di quanto è scomoda. Questo perché la maniglia è davvero fatta di ferro fuso, così calda da consumare tutta la parete accanto al letto e la porta, dando vita a un incendio. Il fuoco consuma poco a poco qualunque cosa, circondando Andrea completamente.
"Devo mantenere la calma." ripete a sé stesso con un ritmo frenetico e ripetitivo, prima di saltare attraverso le fiamme. Appena dopo il salto lui dà un'occhiata ai suoi vestiti, scoprendo che è ancora tutto intatto. In condizioni normali la salvezza da una fine certa dovrebbe essere una buona notizia per lui, ma in questo caso preciso è difficile restare lucido. Una volta superate le fiamme, Andrea prova a farsi un varco attraverso l'unica via d'uscita rimasta: la finestra. Con un misto di panico e di speranza, Andrea apre forzatamente la sua unica via di fuga, lanciando contro di essi un libro che si era salvato dalle fiamme.
Dopo essersi lanciato fuori di lì, però, non c'è niente di familiare nel paesaggio che si ritrova davanti: C'è soltanto un'enorme distesa di cavi elettrici, gettati alla rinfusa su un terreno fangoso. All'improvviso, i cavi sembrano prendere vita, attorcigliandosi insieme e sollevando da terra una sorta di piccolo oggetto meccanico la cui forma ricorda vagamente quella di un occhio, fatto di un materiale simile a un misto di pietra, metallo e plastica, tutti mescolati tutti insieme in una forma contorta e innaturale. Andrea si avvicina cautamente tra i cavi elettrici, mentre l'occhio inizia a muovere le palpebre e la pupilla tenendo il suo sguardo fisso su di lui, paralizzato dalla paura. I cavi elettrici lo trascinano delicatamente verso l'occhio, che inizia a spalancare le palpebre mettendo in mostra le due schiere di denti perfettamente triangolari.
Andrea, terrorizzato dalla misteriosa creatura, urla agitato: "Che cosa vuoi da me?! Vattene, tu non esisti!"
L'occhio, in tutta risposta, si chiude con uno scatto veloce e meccanico per poi lanciarsi contro di lui utilizzando i cavi per darsi spinta, mentre una voce lontana grida: "Abbandona te stesso, se vuoi scoprire la verità!"
Proprio quando l'occhio stava per schiantarsi contro la sua fronte come un proiettile in picchiata, un piccolo scoppio di luce invisibile scaturisce dalla pupilla del mostro, spingendo entrambi l'uno lontano dall'altro. Andrea atterra di nuovo all'interno della stanza, avvolta da un fuoco di innaturale potenza. In preda al panico, lui si alza in cerca dell'interruttore della luce, chiedendosi come ha fatto a rimanere intero dopo tutto quel danno. Appena la stanza viene illuminata, tutto ritorna alla normalità, come se nulla fosse successo.
Tutto è di nuovo come prima, con i muri dipinti d'arancio, la finestra intatta e il tappeto pulito, posizionato perfettamente al centro del pavimento.
"Deve essersi trattato tutto di un sogno. Per mia fortuna!" sospira Andrea subito prima di crollare di nuovo sul suo letto. Il paesaggio al di fuori della stanza è tornato come è sempre stato, con il vicolo buio accanto a casa sua e la strada deserta davanti all'entrata dell'abitazione. Andrea coglie l'occasione per dare un'occhiata all'orologio sulla parete. Sono passati appena venti minuti.
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Una Macchia Sul Volto
Fantasy[COMPLETATA E IN ATTESA DI UNA FUTURA REVISIONE] Vincitore del concorso "Arcobaleni" di @unicornwishes e @chiccaflower (LISTA SEPPIA) Questa è la storia di Andrea Ignoto, un ragazzino del liceo con un'enorme macchia scura sul suo volto ed un tem...
