(REVISIONATA)
Ero in preda al panico. Non sapevo se muovermi da lì. Ero ancora in sottoveste, stesa sulla coperta sull'erba. Quei baci... Se qualcuno avesse scoperto di noi, il mio onore sarebbe stato violato.
Panico
Terrore
Ansia.
Mi guardai attorno sperando di non vedere nessuno. Sapevo che dovevo fare. Era la cosa più giusta.
-Mi dispiace, Stefan. Io ho provato a vederti come qualcuno con cui passare la mia vita e avere una famiglia. Io... Mi dispiace-.
Rimanemmo in silenzio e dopo un po', venne ad abbracciarmi.
-È tutto ok. Rimaniamo comunque amici, Miss Carrington?-.
-Ma certo!-esclamò.
Ci riabbracciammo. Rimanemmo a parlare per ore e ore. Ridemmo e scherzammo.
-Buonasera, Miss Carrington. Rimanete per cena?- mi chiese la domestica dei Johnson.
Stefan mi precedette.
-Sì, Marily. Prepari un posto in più- nel dirlo mi sorrise.
Quando la cena fu pronta, ci accomodammo. Pensai che fossimo solo noi, anche perché il padrino dei Johnson era in viaggio in Svizzera. Ma ecco arrivare Mr. Matthew. Non rivolse la parola a nessuno. Era silenzioso, sicuramente meno imbarazzato di me. Si sedette proprio davanti a me. Ecco, in quel momento ero ancora più a disagio.
-Signori, ecco servita la prima portata-.
Marily mi pose davanti il piatto di zuppa di cipolle. Aveva un profumo molto gradevole.
-Sembra squisita, Marily. La ringrazio- le dissi mentre se ne andava. Mi sorrise e torno in cucina.
Silenzio.
Stefan era troppo preso a gustarsi la zuppa. Matthew mi guardava, freddo quasi distaccato. Mi guardava come una sconosciuta.
-Allora, Matthew, sei tornato tardi oggi. Dove sei stato di bello?- chiese Stefan. Mi andò di traverso la zuppa. -Miss Carrington, non muoia la prego-scherzò Stefan, che mi aiutava e rideva sotto i baffi. -La smetta ,Mr. Johnson- lo ripresi mentre continuava a ridere. Ho sperato che non dicesse la verità. "Matthew ti prego" mi continuavo a ripetere. -Ero andato da Miss Levopont e subito dopo sono tornato qui. Me ne sono andato dal lago appena te ne sei andato tu ,fratello".
Rimasi sorpresa. Quindi, dopo il nostro incontro, se n'era andato davvero da Miss Levopont, suppongo. Su questo penso che non abbia mentito.
-Miss Carrington, avrei piacere di parlarle in privato in salotto. Sempre se non ti dispiaccia, fratello- si rivolse d'improvviso a Stefan.
-Nessun problema-e riprese subito a mangiare.
Mi alzai da tavolo, m'inchinai come da galateo e seguii Matthew in salotto.
Mi fece accomodare sul sofà di tessuto pregiato azzurrino. Sembrava italiano.
I suoi fervidi occhi mi guardavano con necessità, tristezza, amarezza...
Era di una bellezza incredibile.
Mi ripresi.
-Miss Carrington, tutto quello detto in sala da pranzo era vero. Subito dopo il nostro incontro, sono andato da Miss Levopont. Suo padre mi ha fatto un lungo discorso sul rapporto tra me e la Miss. Ho accettato di sposarla-.
Persi un battito. E così si sarebbe sposato. La mia bocca era d'improvviso secca. Baluginavo su quale miglior risposta avrei potuto dargli, cercando di non mostrare di essere dispiaciuta. Perché lo ero. Ero amareggiata e dispiaciuta. Trattenni le lacrime. Ma andiamo che potevo pretendere da lui?
-È una fantastica notizia! Mr. Stefan! Venga! Suo fratello si sposa!- lo chiamai.
-Cosa? Mio Dio, ma è fantastico. Congratulazioni fratello! E con chi?! - urlò, mentre lo abbracciava.
-Con Miss Levopont! Non è semplicemente meraviglioso?- esclamai in modo isterico.
-Fratello, hai fatto colpo!- e riprese a ridere insieme a Matthew, che sembrava felice.
Matthew era sorpreso, ma mai quanto me.
-Dobbiamo richiamare il nostro padrino. Marily! Prepara una lettera e mandala subito da lui. Qui abbiamo molto da fare!- esclamò Stefan.
-Bene. Ancora congratulazioni Mr. Johnson. Ora è il momento di andare. Vi lascio festeggiare!-.Con quelle parole, me ne andai e salii nella mia carrozza.
Le lacrime iniziarono a sgorgare dalle guance. Le sentivo scendere al corpetto.
Erano salate, tristi come non mai ,come me. Mi lasciai cadere nella poltroncina e osservai il paesaggio.
"Addio Matthew".
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Dragoste[IN CORSO] *È presente linguaggio volgare* 1820 Jane Carrington, la più grande delle sue sorelle deve entrare in società nella stagione d'oro di Londra. È una donna determinata e forte, grazie anche alla morte del padre. Non ne vuole sapere della...
