Jirou: Riesci a venire da me alle 15? Io e Denki dobbiamo parlarti.
Presi il telefono che tenevo sopra il tavolo della biblioteca e lessi il messaggio. Jirou era sempre la stessa, così vaga che a volte mi faceva venire il batticuore per l'ansia.
D'accordo. Ci vediamo dopo. Ti adoro.
Le risposi per poi riporre il telefono con lo schermo verso il basso. Non dovevo distrarmi. Dovevo studiare un botto, gli esami erano vicini, e questo libro di 1000 pagine di letteratura latina assolutamente non mi rendeva felice. E poi cosa volevano? Non vorranno mica sposarsi, sono tutti pazzi quelli.
Sorrisi istintivamente pensando alla mia migliore amica e a quanto mi aiutò, dopo le superiori, a vivermi appieno la vita, a divertirmi di più.
Lei studia musica, il suo dipartimento è più lontano dal mio, infatti non riuscivamo mai a vederci per ora di pranzo. Ma ogni giorno, dopo le lezioni stavamo insieme. Non sempre solo noi due. Ve lo avevo già anticipato, Jirou è la ragazza di Denki, si quel ragazzo super divertente e ingenuo, è l'unico, oltre me ovviamente, in grado di farla ridere. Quindi tornando a noi, oltre Jirou e Denki, ci ritrovavamo anche con Kirishima e Bakugou, la coppia più strana che abbia mai conosciuto. Kirishima un pezzo di pane, super dolce e premuroso, Bakugou invece sempre arrabbiato e scontroso. Ma sapete che vi dico? Sono così belli insieme, si completano. Bakugou aiuta Kiri ad essere più determinato e leggermente più egoista, mentre Kiri è l'unico, davvero, in grado di calmarlo e renderlo vulnerabile. Sapete di cosa solo felice e grata? Che mi vogliono un gran bene. Io sono l'amica del gruppo, oltre che single, che stabilisce l'ordine e tira fuori dai guai i loro amici, e in più essendo la classica secchiona di turno li aiuto con i loro esami, nonostante studino cose completamente diverse dalle mie.
Jirou musica, Kirishima e Bakugou arte e Denki invece elettronica. Ecco esattamente non il mio ambito, però se posso li aiuto sempre.
Continuai a studiare fino all'ora di pranzo, uscita dalla biblioteca mi fecero subito male gli occhi per la luce accecante causata dal sole. Beh, sono entrata in quella struttura alle 8.00 adesso sono le 13.00...si studio davvero tanto.
Mi recai in un chiosco dove preparavano degli Udon davvero buoni e mi sedetti in un tavolino. La mattinata era piacevolmente calda, il sole non era così forte, e un leggero venticello fresco ti permetteva di stare sotto la luce del sole senza squagliarti. Presi il telefono da dentro la borsa e misi le cuffiette. Feci riprodurre un po' di canzoni random, non avevo proprio un genere preferito, però prediligevo le canzoni allegre e che non parlassero d'amore.
Già mi sentivo una zitellona, figuriamoci fantasticare su delle canzoni scritte da qualcuno innamorato. No grazie, preferisco le canzoni che parlano di cose senza senso. Considerate che Titanic l'ho visto solo una volta e quasi non vomitavo per la troppa dolcezza. Ma non perché io non sia romantica, però diciamo che non ho mai ricevuto frasi sdolcinate o gesti d'amore. Al tempo delle superiori ero cotta di un mio compagno di classe, era davvero bello credetemi. Capelli di due colori, occhi anche, tono di voce basso...muscoli...sorriso meraviglioso...OK BASTA. Insomma, lui non mi ha degnata mai di una parola dolce, cioè si complimentava per la mia intelligenza e la mia furbizia, ma mai che mi abbia detto quanto io sia bella. Quindi capite? Niente canzoni o film d'amore.
Terminai il pranzo e guardai l'orario, erano le 14.15. Mi alzai dal tavolino e misi la borsa sulla spalla. Di solito per andare a casa di Jirou prendevo l'autobus, ma considerata la bella giornata e il mio largo anticipo, come sempre, decisi di farmi una passeggiata. Passai attraverso un parco dove i bambini giocavano con le giostrine e i vecchietti facevano una passeggiata. O mio dio ero una vecchietta. Ridacchiai tra me e me e mi sciolsi i capelli.
Altra informazione su di me, tendo sempre a farmi una coda alta lasciando solo un ciuffo davanti agli occhi, che però metto dietro l'orecchio. Perché? Per comodità ovvio, come faccio a studiare con i capelli davanti. Però ci tenevo al mio aspetto. Mi mantenevo in forma, e qualche volta mettevo maglietta un po' più scollate perché ho un bel seno prosperoso. Devo far intravedere la merce, giusto? Ma si dai. Ho gli occhi grandi e grigi, un nasino all'insù e labbra non troppo carnose. I miei capelli sono neri corvino e sono moooolto lunghi, ma mi piacciono così.
Arrivai a davanti casa di Jirou e le suonai, salì le scale del palazzo dove lei abitava ed entrai. Jirou in realtà abita sola in questo appartamento, in pratica Denki era sempre lì.
"Ciao piccioncini. Come state?" dissi entrando in casa, togliendomi le scarpe e buttandomi sul divano, come se fosse casa mia.
"Tu come stai secchioncella?" ridacchiò Denki scompigliandomi i capelli e andando a prendere qualcosa da bere.
"Denkiiii, per me un succo d'arancia" dissi guardando poi verso la mia amica.
"Allora mia dolce Momo..." si sedette accanto a me, con il busto verso di me e le gambe incrociate sul divano. Io mi girai e misi una gamba sul divano l'altra per terra.
"Oddio Jirou che hai combinato? Che avete combinato? Sei incinta?" dissi.
Sentì Denki sputare il succo d'arancia che stava bevendo e Jirou mi diede un colpo sul braccio.
"MOMO. NO." Urlò la mia amica. "non è quello scema..." sbuffò appena e alzò gli occhi al cielo, poi si avvicinò Denki, mi porse il succo e si sedette accanto a Jirou accarezzandole la testa.
"Allora, io e Denki ti abbiamo organizzato un appuntamento" disse Jirou mentre Denki si sporse per entrare nella mia visuale e mi guardò con sguardo tipo per dire -io non c'entro nulla-. Ridacchiai appena e poi guardai la mia amica.
"Ji, ma perché? Lo sai che tutti gli appuntamenti che mi avete organizzato sono stati un fiasco totale. Super noiosi e viscidi, guardavano solo le mie tette" dissi.
"Beh, come dargli torto" disse Denki e Jirou lo pizzicò sul fianco facendolo urlare dal dolore. Io mi imbarazzai appena.
"Ti assicuro che questo è un bravo ragazzo, gli piace leggere come a te ed è un mio compagno di corso. Anche lui single e in cerca del verso amore" mi disse appoggiandosi con la schiena al petto del biondo.
Quanto ci scommettere che sarà un fiasco totale anche questo? Ma non potevo fare la noiosa, e poi tutti si meritano una possibilità. Giusto? E poi "il vero amore" bah...
"E va bene. Dove? Quando? Viene a prendermi o ci vediamo là?" iniziai, come al solito, a tartassare di domande la mia amica.
"Calma calma. Allora vi vedrete direttamente in caffetteria, quella vicino casa tua, con quelle poltrone comode. Alle 17.00. Tu vai a quell'ora lui sarà già lì, gli ho mandato una tua foto e ha detto che, come ti vedrà, ti farà cenno, così sai chi è."
"Ah, quindi appuntamento al buio. Spero ne valga la pena". Scrollai le spalle e mi rilassai sul divano.
Rimasi un'oretta con loro a scherzare e chiacchierare di un po' di tutto. Verso le 16 me ne tornai a casa per iniziare a prepararmi per l'appuntamento.
Voi siete fiduciosi? Io per niente. Poi io odio le cose improvvisate, sono la tipa che si organizza anche quando farsi la doccia un altro po'. Voglio tutto sotto controllo. Forse è per questo che sono ancora single. O mio dio troppi motivi per cui io sia single. Basta, certe volte sembro davvero una zitella di 60 anni con i gatti. In quel momento arrivò il mio gatto in camera mia e si strusciò sulle mie gambe. Ecco appunto, già ho un gatto, partiamo bene.
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quadrifoglio || todomomo
FanfictionTodomomo. Se non ti piace la ship allora non leggere. Momo Yaoyorozu, 21 anni, studentessa di Lettere. Ri-incontrerà il suo vecchio compagno delle superiori, Shoto Todoroki. -No Quirk. -Possibili capitoli Smut (avviserò). La storia è strutturata...
