Dopo che Shoto mi telefonò nel cuore della notte, mi alzai subito dal letto e misi sopra il pigiama una vestaglietta rosa di seta. Ho bisogno di te mi ha detto con la voce bassa e triste. Chissà cosa sarà successo, stasera infatti non mi ha risposto molto ai messaggi, pensavo fosse impegnato ma forse sarà successo qualcosa di più. Andai fuori il portone e lo aspettai seduta sui gradini al chiarore della luna. Non appena arrivò e scese dalla macchina notai subito i suoi occhi gonfi e il suo lato sinistro più rosso del solito.
Dopo che lo feci calmare sul divano, cercando di fargli alleviare il rossore dalla cicatrice, andammo al piano di sopra. Non appena Shoto poggiò la testa sul cuscino si addormentò subito, io mi avvicinai e gli diedi un piccolo bacio per poi addormentarmi abbracciata a lui.
La mattina seguente mi svegliai per prima, allora decisi di preparargli una buona colazione per farlo svegliare meglio. Scesi in cucina cercando di non far rumore e gli preparai una tazza di tè nero, uno di quelli rari che portava mia madre dai viaggi, dei pancake con sopra disegnato un cuore con il cioccolato. Portai il tutto al piano di sopra ed entrai in stanza, i raggi del sole illuminavano il letto e lo trovai seduto con le ginocchia al petto e sguardo basso. Poggiai il vassoio che tenevo in mano sulla scrivania e mi sedetti accanto a lui.
"Shoto..." mi avvicinai e gli accarezzai i capelli. "Che è successo ieri sera? Con chi hai litigato?" feci riferimento al livido che ora aveva sul viso.
"Con mio padre" rispose a bassa voce, poi alzò lo sguardo per guardami. "Ieri mia madre era a casa..." spalancai gli occhi per la bella notizia ma lui scosse la testa. "no, purtroppo non è stata una buona cosa. Quando mio padre è tornato a casa abbiamo avuto una discussione, allora me ne sono andato in stanza e..." si mise seduto meglio sul letto così da potermi guardare, il suo sguardo era dispiaciuto. "...e ho bevuto mezza bottiglia di liquore" io chiusi gli occhi e feci un respiro profondo, non era il momento della predica. Lui mi prese le mani e cercò di nuovo il mio sguardo. "si lo so che non dovevo farlo, ma ancora non è facile per me. Comunque ad un certo punto sentì mio padre urlare contro mia madre, e lì non ci ho visto più. Mi sono tornai in mente i brutti momenti della mia infanzia, non volevo che lui abusasse di nuovo di lei. Allora sono sceso e tra una battuta e l'altra mio padre mi ha tirato uno schiaffo forte, me lo avesse fatto a destra avrei avuto solo un po' di rossore, ma la parte della cicatrice è delicata, anche solo un pizzicotto mi fa venire un livido e in più provo dolore, quando quella sera tu me l'accarezzasti io feci un piccolo sussulto, perché appunto è super sensibile. Dopodichè portai mia madre da mia nonna ed io...sono venuto qua". Dopo che mi raccontò tutto, poggiò la testa sulla mia spalla e si rilassò non appena lo strinsi a me.
"Mi dispiace che sia andata così, scommetto che fossi felice nel rivedere di nuovo tua mamma a casa. Tu hai reagito allo schiaffo?" lo presi dalle spalle e lo guardai negli occhi, lui scosse la testa ed io gli dedicai un sorriso dolce. "Ok, e ora che farai?" dissi alzandomi dal letto e portandogli la colazione. Lui sorrise nel vedere il cuore sui pancake e iniziò a mangiare.
"Sinceramente non lo so Momo. Non voglio tornare lì al momento..." disse sbuffando e sorseggiando la tazza di tè ancora caldo.
"Troveremo una soluzione. Qui non puoi stare perché...i miei..." dissi imbarazzata e legando i capelli nella mia solita coda alta. Lui non rispose e continuammo a fare colazione. Una volta finito scendemmo entrambi al piano di sotto per lavare le tazze e comunque uscire da quel letto. Appena entrammo in cucina, suonarono alla porta, Shoto con il vassoio in mano mi fece cenno di andare ad aprire che se ne sarebbe occupato lui. Andai vero la porta ed aprì direttamente, mi ritrovai davanti Jirou imbronciata e con le braccia conserte e Denki dietro di lei con una mano dietro la testa con sguardo imbarazzato.
"Tu, stronza che non sei altro. Sei sparita, non ti sei fatta più sentire" mi sbraitò conto Jirou, io indietreggiai ridacchiando ed entrarono in casa. Denki chiuse la porta di casa.
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quadrifoglio || todomomo
FanfictionTodomomo. Se non ti piace la ship allora non leggere. Momo Yaoyorozu, 21 anni, studentessa di Lettere. Ri-incontrerà il suo vecchio compagno delle superiori, Shoto Todoroki. -No Quirk. -Possibili capitoli Smut (avviserò). La storia è strutturata...
