SHOTO POV'S.
Quella sera cercai in tutti i modi di capire come avrei potuto rimediare con Momo. Sono pessimo in queste cose, nell'esprimermi e nel dimostrare ciò che provo. Lei in realtà lo aveva capito...però forse era troppo poco. La chiamai più volte al telefono ma non mi rispose, allora decisi di chiamare Jirou.
"Shoto?" mi disse Jirou a bassa voce mentre sentì dall'altra parte del telefono chiudere una porta. "Che c'è?" ora parlò con tono normale.
"Hai per caso notizie di Momo? Sto provando a contattarla ma non mi risponde". Era ormai sera, mi diressi verso la porta sul retro e mi sedetti su una sedia nel giardinetto di casa di mia sorella.
"Non ti risponde perché finalmente dopo ore di pianti si è addormentata distrutta. Cosa cazzo hai combinato Shoto? Dopo tutto quello che ha fatto per te". Il tono di Jirou dava la chiara impressione che fosse delusa e dispiaciuta per la sua amica. Come darle torto.
"Jirou, devi credermi. Sumi si è inventata tutto. Momo non mi ha dato il tempo di spiegare oggi che se n'è andata subito". Con una mano tenevo il telefono e con l'altra mi scompigliavo i capelli con fare nervoso.
"Perché non l'hai seguita?" chiese secca. Effettivamente perché non le corsi dietro? Perché me se stetti in casa aspettando solo che mi rispondesse al telefono?
"Perché sono un idiota. Cosa posso fare secondo te per farle capire la situazione?". Mi toccai appena la cicatrice pensando al tocco di Momo e quanto in quel momento avessi bisogno di lei.
"Non ti aiuterò Shoto. Non posso prendermi questa responsabilità. Se ci tieni a lei, dimostrarglielo, con i fatti non solo con le parole". Jirou spense la telefonata ed io riposi il telefono in tasca. Mi alzai e incominciai a camminare avanti e indietro nel giardino. Pensavo e ri-pensavo a come potessi dimostrarle i miei sentimenti, cosa potessi fare per renderla felice. Ma poi, mi venne in mente una cosa. Solo che avrei dovuto aspettare il giorno dopo.
-il giorno dopo-
Mi svegliai tardi quella mattina perché non riuscì ad addormentarmi subito, pensavo alle parole che avrei voluto dire a Momo. Guardai il telefono per vedere se mi avesse scritto un messaggio, ma non ricevetti nulla. Mi ero un po' abituato al suo buongiorno la mattina, sempre così energetica e solare fin da subito, a volte la invidiavo. Mi alzai dal letto e mi diedi una sistemata.
Non feci un granchè quella mattina, per pranzo preparai solo del riso bianco per me da solo poiché mia sorella era al lavoro. Un tempo amavo la solitudine, ma ora avrei solo voluto sentir riecheggiare in quella stanza la risata di Momo. Verso le 18.00 mandai un messaggio a Momo.
Io: "Possiamo parlare?" Momo: "Non ho nulla da dirti." Io: "Però io si" Momo: " Non mi interessa." Era davvero arrabbiata con me. Digitai il numero di Jirou e lei mi rispose.
"Pronto?" rispose con tono un po' annoiato.
"Momo non vuole parlare con me e non vuole vedermi. Io in realtà avrei una idea, vorrei farle una sorpresa, vorrei farle capire ciò che provo. Potresti aiutarmi?" guardai il muro davanti a me e attesi impaziente una risposta.
"Non lo so Shoto è che—" la interruppi.
"Credimi, per me fare tutto questo è una cosa così strana, ma se lo merita". La sentì sbuffare e poi mi chiede di dirle cosa avessi in mente. Le spiegai tutto e lai acconsentì alla mia proposta."Ok, portala tra 10 minuti. Grazie" spensi la telefonata e mi diedi una ultima sistemata. Mi guardai allo specchio prima di uscire di casa. "Non fare cazzate" dissi al mio riflesso con occhi speranzosi. Presi le chiavi della macchina e iniziai a guidare. Volevo renderla felice e quindi dove l'avrei potuta incontrare se non al mare con il tramonto?
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quadrifoglio || todomomo
FanfictionTodomomo. Se non ti piace la ship allora non leggere. Momo Yaoyorozu, 21 anni, studentessa di Lettere. Ri-incontrerà il suo vecchio compagno delle superiori, Shoto Todoroki. -No Quirk. -Possibili capitoli Smut (avviserò). La storia è strutturata...
