Capitolo34

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Hei voi, come state? Volete sapere come sto io? Posso dire che finalmente dopo tanto tempo, dopo tanti anni a preoccuparmi di tutto, sto bene. Da quel giorno a casa di Shoto insieme a sua madre io e lui ci siamo avvicinati ancora di più. Ha iniziato ad aprirsi, a raccontarmi della sua sofferenza, di quanto gli mancasse sua madre, dell'odio verso il padre, di quanto si sentisse in colpa per suo fratello maggiore, il quale non vede da anni ormai e non sa che fine abbia fatto, di quanto fosse grato per tutto l'amore ricevuto da sua sorella Fuyumi in tutti questi anni e di quanto volesse avvicinarsi di più a suo fratello Natsu. Sostanzialmente è riuscito finalmente a tirare fuori tutti i suoi sentimenti, ed io non potevo che essergliene grata.

In quanto a me...ho finalmente affrontato mia madre, quel macigno che portavo dentro il mio cuore finalmente sono riuscita a tirarlo via. Vi racconto come è andata:

"Mamma, possiamo parlare?" scesi dal piano superiore e mi diressi in cucina dove trovai mia madre seduta al tavolo mentre sorseggiava la sua solita tazza di caffè bollente.

"Che c'è Momo? Hai bisogno di vestiti? Soldi?" alzò lo sguardo dal telefono verso di me e mi sedetti difronte iniziando a torturarmi le mani.

"Non ho bisogno di queste cose, non ho mai avuto bisogno di cose materiali, ma di affetto materno. Una carezza, un abbraccio, parole di conforto, delle risate...ma tu mamma sei sempre stata così distante da me, non mi hai mai apprezzata, mi hai sempre vista come un peso, come un qualcuno che dovesse andare al più presto via da te. Mi hai sempre messo pressione per lo studio e per il mio aspetto fisico, guardando sempre con disprezzo il mio seno dicendo che fosse fonte di guai e che attirasse solo cattivi ragazzi. Però mamma, devi sapere che esistono persone vanno oltre al mio aspetto fisico, che mi guardano davvero negli occhi, che mi amano per come sono, e oltre ai miei amici, Shoto è quella persona, è la mia persona." Mi alzai e misi le mani sul tavolo, mi mordicchiavo il labbro cercando di non scoppiare a piangere. "Mamma, io credo che andrò via di casa, troverò un altro posto, ma qui sto solo male, ho bisogno di vivere e di pensare a me stessa".

"Sei sempre la stessa, sempre a lamentarti. Vivi nel lusso e ti lamenti, le persone ti invidiano sai? Per la bella vita che fai" mi guardò con disprezzo, non riuscendo a capire neanche una parola del mio discorso precedente.

"Sai mamma, avrei preferito vivere nella povertà ma con la ricchezza nel cuore, che il contrario. Sono sempre stata povera di amore e di affetto ma ora ho chi mi riempie di lussi, lussi di affetto intendo" mi allontanai dal tavolo e le diedi le spalle. "Avrei tanto voluto una madre, una madre che mi guardasse con gli occhi pieni di amore..." in quel momento ripensai allo sguardo di Rei, la mamma di Shoto, sia rivolto verso di me che verso di lui. Uno sguardo pieno di orgoglio e di amore materno...era quello ciò che volevo, ma non potevo riceverlo. "Mi mancano 2 anni per la laurea, nel frattempo troverò anche un lavoro per poter pagarmi qualcosa da sola. Ho già parlato con papà..." mi girai solo con il viso. "Tanto è lui che ti mantiene madre, quindi non puoi dire una sola parola sulla scelta mia e sua" dissi quelle parole pesanti e piene di odio, ma dovevo reagire. L'ho trattata come lei ha trattato me in tutti questi anni.

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