"L'ho fatto solo per portarti a letto...non sono innamorato di te, non lo sono mai stato..."
Quelle dannate parole mi rimbombavano nella mente e il mio cuore perdeva sempre un battito. Non appena Shoto se ne andò mi accasciai a terra con le ginocchia e iniziai a singhiozzare. Non ero mai stata così male. Mi ha illusa, mi ha usata, mi ha sfruttata, tutto questo per portarmi a letto...ma perché? Perché comportarsi così? Mi ha spezzato il cuore.
Forse sono io quella sbagliata, avrò fatto qualcosa di male. Sarò stata troppo dolce, troppo comprensiva, troppo disponibile, troppo amorevole, troppo presente, troppo...troppo, forse questo l'ha fatto scappare da me...mia madre ha ragione, sono io che li faccio scappare, sono io che non vado bene. Il problema è che io lo amo, sono davvero innamorata di lui e questo dolore che sento al petto non credo che passerà facilmente. Era l'unico che mi guardava negli occhi...si rilassava sotto al mio tocco...basta non devo pensarci... e come si fa a non pensarci?
Mi alzai da terra sentendo la testa scoppiare e gli occhi gonfi dal pianto. Sentì la porta di casa aprirsi allora corsi al piano di sopra. Prima di chiudere la porta della camera urlai un Ciao ai miei genitori dicendo che non avrei cenato. Mi chiusi in camera e le lacrime tornarono. Volevo chiamare Jirou, ma non volevo disturbarla. Volevo solo gridare, gridargli contro tutto il male che mi ha fatto, ma ormai io e lui non siamo più niente... mi misi nel letto e cercai di calmarmi il più possibile.
SHOTO POV'S
Me ne tornai a casa lentamente perché i miei occhi si appannavano sempre per le lacrime. Ho visto il suo cuore spezzarsi, l'ho visto dal suo sguardo spento e triste. Sono un coglione, però sentirsi così inadatto a qualcuno è una sofferenza tale da non poterla riversare su qualcuno. Non potevo starle vicino sapendo quanto io non fossi meritevole di lei. Non sono alla sua altezza, lei è così rara che merita chi riesce a valorizzarla non un coglione come me che non riesce neanche a fare un cazzo di sorriso. Tutta colpa mia lo so...ma sarà di nuovo felice...non con me.
Una volta a casa, trovai nuovamente mio padre lì. Questa volta seduto, al suo solito, in quella dannata poltrona all'entrata con il bicchiere di scotch in mano. Lo guardai schifato e chiusi la porta alle mie spalle.
"Poi vai a dire alla mamma che hai smesso di bere sai?" dissi quelle parole piene di odio e mi diressi verso le scale.
"Come fai tu con Momo no? Anche tu la riempi di bugie" chiusi gli occhi e strinsi i pugni. Non deve nominarla.
"Io non le mento" cazzata, l'ho appena fatto, le ho detto che non l'amo.
"Non le hai detto che hai smesso con l'alcool? Eppure in camera tua ci sono delle bottiglie vuote. Non le hai detto che per te è speciale quando in realtà non lo è?" mi girai di scatto verso il muro e tirai un pugno così forte da farmi male e farmi uscire il sangue dalle nocche.
"Cazzo stai zitto, devi stare zitto. Tu non sai un cazzo di me, non sai niente. Tu non sai un cazzo. Stai seduto lì, bevi, vai a picchiare mia mamma, vai a dire a mio fratello maggiore quanto sia una delusione, vieni a dire a me quanto io abbia responsabilità sulle spalle e non le porto a termine, vai a dire a Fuyu che deve trovarsi un marito perché sennò rimane zitella a vita, vai da Natsu e digli che lui non sarebbe stato in grado di mandare avanti l'azienda. Tu questo sei, uno schifo di padre. Non hai fatto altro che impiantarci insicurezze e paure in queste fottute menti" in tutto ciò mi avvicinai a lui per sbraitargli contro tutto quello che mi passava per la mente. Lui si alzò poggiando il bicchiere sul tavolino e mi diede uno schiaffo, come quella sera quando gli urlai contro. Girai il viso da un lato, in direzione dello schiaffo. Di nuovo nella parte della cicatrice, ma questa volta lo diede più forte. Bloccai le lacrime e girai il viso lentamente.
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quadrifoglio || todomomo
FanfictionTodomomo. Se non ti piace la ship allora non leggere. Momo Yaoyorozu, 21 anni, studentessa di Lettere. Ri-incontrerà il suo vecchio compagno delle superiori, Shoto Todoroki. -No Quirk. -Possibili capitoli Smut (avviserò). La storia è strutturata...
