Todomomo.
Se non ti piace la ship allora non leggere.
Momo Yaoyorozu, 21 anni, studentessa di Lettere. Ri-incontrerà il suo vecchio compagno delle superiori, Shoto Todoroki.
-No Quirk.
-Possibili capitoli Smut (avviserò).
La storia è strutturata...
I raggi del sole puntati direttamente in faccia mi svegliarono. Mi girai dall'altra parte e misi il lenzuolo sul mio viso. Non avevo nessuna voglia di svegliarmi. Mi girai di nuovo e presi il telefono dal comodino accanto al mio letto. Erano le 8.00, nonostante io non mettessi la sveglia comunque mi alzavo presto, era diventata una abitudine. Scesi dal letto e misi una vestaglietta di seta rosa, infilai le pantofole e scesi giù in cucina per prepararmi la colazione. Sbadigliai rumorosamente mentre dalla macchinetta del caffè usciva quel liquido marrone dall'odore inebriante, per me la mattina non può iniziare senza una tazzona di latte macchiato. Uscì fuori in giardino e mi sedetti su una poltroncina esposta al sole, così da svegliarmi bene. Mentre sorseggiavo il mio latte presi il telefono e scrissi un messaggio a Shoto.
Io: Buongiorno. Quindi oggi ci vediamo per studiare insieme? Sei sicuro di voler andare nella mia biblioteca? Ci sarà sicuramente Togai. Inviai il messaggio e sbuffai appena, pensando a come potevo liberarmi di Togai e della sua gelosia senza senso. Beh, tanto senza senso non era, visto che da sempre provo qualcosa per Shoto, però quella sera poteva evitare di fare quella sceneggiata.
Shoto: si, andiamo lì. Ci vediamo davanti l'entrata alle 9,00. A dopo.
Sempre molto espressivo devo dire, pensai tra me e me. Bloccai lo schermo del telefono e finì di fare colazione. Rientrai in casa, misi la tazza a lavare e tornai in stanza così da prepararmi. Indossai al solito una gonna, mi sentivo più comoda, anche perché non le portavo corte, una camicetta bianca con le maniche velate.
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Si non è proprio un abbigliamento per studiare, però ci sarebbe stato Shoto, dovevo sistemarmi, giusto? Lo so che siete d'accordo con me.
Mi sistemai i capelli, mi truccai appena, ed uscì di casa dopo aver salutato di sfuggita i miei amati genitori. La mia facoltà e la biblioteca distavano solo 10 minuti da casa mia, infatti andavo sempre a piedi. Ho la macchina, però preferivo le belle passeggiate soprattutto quando il tempo era così bello. Alle 8.55 ero già davanti la biblioteca e lo trovai lì.
"Heiii" gli andai incontro sfoggiando un sorriso. "vedo che entrambi non abbiamo perso l'essere così dannatamente in anticipo. Alle superiori il professor Aizawa ci sgridava sempre perché arrivavamo prima di lui" ridacchiai e lui sorrise anche.
"Hai ragione, non siamo cambiati molto da allora" notai che mi guardò dalla testa ai piedi, come per scrutare ogni centimetro del mio corpo e poi si soffermò sul mio viso. "Ieri la giornata al mare ti ha fatto bene, ti vedo più rilassata". In realtà sprizzo felicità da tutti i pori perché ci sei tu, idiota.
"Si può essere" arrossì leggermente. Sistemai la borsa sulla spalla e gli feci cenno di entrare in biblioteca. Salimmo al primo piano e ci sedemmo in un tavolo abbastanza grande, potevano sedersi altre tre persone con noi, vicino ad una finestrona. Lui decise di mettersi accanto a me e non difronte. Questa vicinanza mi avrebbe sicuramente portata a non concentrarmi per niente. Iniziammo a chiacchierare a bassa voce per non disturbare.