Capitolo25

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CAPITOLO SMUT, più spinto del solito.

Se reca fastidio andare oltre.

Mi svegliai tra le braccia di Shoto e i raggi di sole che colpivano i nostri visi. Alzai lo sguardo e lo vidi dormire beato, allungai una mano e gli accarezzai i capelli e lui piano piano aprì gli occhi rivolgendomi un sorriso innocente.

"Scusami, non volevo svegliarti è che sei così bello mentre dormi" ridacchiai avvicinandomi di più al suo viso e lasciandogli tanti piccoli baci, lui chiuse gli occhi e si godette ogni singolo e piccolo bacio. Allungò le sue mani fra i miei capelli e me li accarezzò.

"Vorrei svegliarmi ogni giorno così, con te". Io sorrisi ampiamente e lo abbracciai forte.

"Magari un giorno" lui annuì accarezzando i miei capelli e poi ci alzammo dal letto. Io misi una vestaglietta addosso e lui si rivestì. Mi affacciai fuori per vedere se ci fossero le macchine dei miei genitori e fortunatamente era già usciti per il lavoro. "Su andiamo a fare colazione". Aprì la porta della stanza e scendemmo al piano di sotto per preparare la colazione. Entrammo insieme in cucina e trovammo mia mamma seduta che sorseggiava un caffè. Merda, non ci voleva.

"M-mamma, credevo fossi uscita per il lavoro. La tua macchina non c'è" dissi toccandomi nervosamente le mani e Shoto lo sentì particolarmente imbarazzato. Lei poggiò la tazza sul tavolo e ci guardò con sguardo serio.

"Tuo padre ha portato la mia macchina al lavaggio e in più oggi ho la giornata libera. E comunque...cosa ci fa lui in casa nostra Momo? Presumo quindi che abbia dormito qua." Mia madre mi fulminò con lo sguardo. Lei è all'antica, cioè che non si dovrebbe fare sesso prima del matrimonio, che se un ragazzo entra in casa mia come fidanzato allora poi ci dobbiamo sposare...ecco perché non volevo che si sapesse. Si lo so che potevo non farlo restare ieri, ma ne avevo bisogno.

"Mamma, non iniziare a fare la predica. Non ne ho voglia." Mi misi con le braccia conserte e mi rivolsi a Shoto. "Ti accompagno alla porta, andiamo". Lui mi guardò e poi si avvicinò a mia mamma.

"Buongiorno. Si ricorda di me? Sono Shoto Todoroki, ex compagno di sua figlia. Scusate se mi sono permesso di restare qua stanotte, io e Momo avevamo litigato e avevo bisogno di stare con lei, sa sua figlia è l'unica in grado di rilassarmi". Shoto parlò tranquillamente, sorrise a mia madre e rimase lì davanti a lei. Non mi aspettavo una cosa del genere, guardai mia madre, la quale alzò un sopracciglio.

"Ah, tu sei il figlio di Enji Todoroki. Proprietario di quella grande azienda di investimenti giusto..." guardai male mia madre. Sta pensando solo che fosse di una buona famiglia con i soldi e che quindi fosse un buon partito. "Non c'è problema Shoto. Quando vuoi sei il benvenuto". Gli fece uno dei suoi sorrisi falsi e languidi, io cercai di non sbraitarle contro e presi per mano Shoto portandolo all'ingresso.

"Scusami...mia madre..." mi toccai nervosamente le mani guardando in basso, a causa dell'imbarazzo. Lui mise una mano sulla mia guancia e mi alzò il viso, mi lasciò un piccolo bacio sulle labbra e mi guardò negli occhi.

"A me interessa solo di te" mi sorrise dolcemente e dopo avermi detto che ci saremmo visti dopo se ne andò. Io chiusi la porta e andai in cucina e vidi mia mamma aspettarmi con sguardo entusiasta.

"Momo, potevi dirmi con chi ti stessi frequentando. Ottima famiglia, ricca, buon partito. Vedi di non fare cazzate e non perdere questa occasione. Magari finalmente qualcuno ti sopporterà". Io strinsi i pungi, la guardai arrabbiata ma decisi di non controbattere. Sarebbe stata una conversazione inutile. Senza dire nulla mi versai del succo in un bicchiere, presi dei biscotti e me ne tornai in camera mia. Non sopportavo mia madre, lo sapevate già, ve lo dissi in qualche capitolo più indietro. Per lei ero solo un oggetto, un qualcosa di cui disfarsi. Mi sedetti nella scrivania e per non pensare a mia madre e a tutto il resto mi misi al pc.

quadrifoglio || todomomoLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora