Dopo che entrambi ci ricomponemmo, scendemmo al piano di sotto. Shoto non aveva nessuna intenzione di andarsene a casa, non che a me dispiacesse assolutamente.
"Vuoi rimanere a pranzo qui, vero?" chiesi, scendendo l'ultimo gradino delle scale e girandomi verso di lui il quale scese dopo di me.
"Se a te non dà fastidio si. So per certo che mio padre è ancora a casa, inizia a lavorare nel pomeriggio e quindi non vorrei incontrarlo." Si mise una mano dietro la testa e se la strofinò con fare nervoso. Io gli dedicai un sorriso dolce e gli accarezzai la guancia.
"Nessun problema. Così ci organizziamo su cosa fare e dove andare". Lo presi per mano e lo portai nel soggiorno. Ancora era presto per pranzare, allora optammo per rilassarci e chiacchierare un po'.
"Potremmo andare in quel ristornate in centro, quello dove i tavoli sono su una terrazza alta, con le luci della città" proposi sedendomi sul divano con le gambe incrociate verso di lui, e lui si sedette normalmente allungando un po' le gambe. Prima che Shoto aggiungesse altro, sentì il mio telefono suonare. Mi alzai e lo andai a prendere in cucina. "Pronto?"
"Heiii, senti mi hanno chiamata Bakugou e Kirishima e ci hanno chiesto se ci andasse di andare con loro ad un pub stasera. Fanno karaoke e in più si può anche ballare. Hanno detto che ci offrono un giro di alcolici, daiiii ti prego, chiedilo anche a Shoto, dovrebbero esserci anche Izuku e gli altri". Jirou era stranamente entusiasta al telefono, forse aveva voglia di uscire un po'. Io ritornai sul divano e misi una mano sul microfono rivolgendomi a Shoto.
"Jirou chiede se stasera andiamo con lei e gli altri, tra cui Izuku, ad un pub" chiesi non alzando troppo la voce. Lui ci pensò e poi annuì.
"Ok ok, veniamo anche noi"
"Ma Shoto è a casa tua?"
"Ci vediamo alle 21 Jirou, mandami l'indirizzo"
"Momo, ma io voglio sapere tut—" Non le feci terminare la frase che riattaccai la telefonata ridacchiando.
"Sicuro che ti va bene? In realtà offrono anche da bere, ma tu... non berrai giusto?" lo guardai con occhi di rimprovero e lui ridacchiò tirandomi a se e accarezzandomi i capelli.
"Non berrò, forse...scherzo scherzo" disse subito vedendomi che fossi pronta a pizzicarlo.
Nel pomeriggio Shoto andò via, io rimasi sola a casa. Mi riposai un poco e stetti un po' da sola. Aspettando con ansia quella sera.
Volevo mettermi qualcosa di particolare, di sexy, volevo uscire dai miei soliti capi da ragazzina perfettina. Osare un po'. Shoto, vedendolo bramoso del mio corpo, mi diede una carica in più per credere di più in me stessa. Volevo vedere la sua reazione, ad un mio abbigliamento particolare. Lo ammetto, avevo intenzione di provocarlo quella sera.
Verso le 19 iniziai a prepararmi, mi feci una doccia lunga e calda. Asciugai i capelli e con ancora addosso l'accappatoio aprì l'armadio in cerca di qualcosa. Andavo avanti e indietro con i vestiti senza trovare niente di particolare, alzai gli occhi per vedere il ripiano alto e intravidi un qualcosa di rosso. Presi una sedia e la posizionai davanti l'armadio, ci salì sopra e presi quello che era un vestito rosso, abbastanza corto, che lasciava la schiena scoperta e si legava al collo. Lo comprai una volta in un negozio per una festa, ma poi non lo misi mai perché non mi sentivo abbastanza bella per quel vestito. Ma quella sera, era la sera giusta. Mi finì di preparare legando i capelli, truccandomi appena, mettendo un litro di profumo addosso e sistemandomi il vestito indossando anche dei tacchi neri. Controllai l'orario ed erano le 20.15. Suonarono e andai ad aprire, pensai ci fosse Shoto invece erano Jirou e Denki. Appena aprì la porta loro mi squadrarono dalla testa ai piedi, io mi imbarazzai appena e li feci entrare.
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quadrifoglio || todomomo
FanfictionTodomomo. Se non ti piace la ship allora non leggere. Momo Yaoyorozu, 21 anni, studentessa di Lettere. Ri-incontrerà il suo vecchio compagno delle superiori, Shoto Todoroki. -No Quirk. -Possibili capitoli Smut (avviserò). La storia è strutturata...
