Dopo che l'appuntamento fu un fiasco e a Denki venne la brillante idea di organizzare una cena con tutti i nostri compagni delle superiori me ne andai a casa mia.
Come vi avevo anticipato, vivo una vita abbastanza agiata, dove i soldi non sono un problema. Tanto che appunto casa mia fosse leggermente grande. 3 piani, e una piscina esterna con un gazebo con sedie e tavolini. La mia camera stava al secondo piano e possedevo un bagno tutto per me e una cabina armadio grande quanto la mia stanza. Ora voi pensereste: oddio, sarà super felice, una vita invidiabile. Ed è qui che vi sbagliate, perché preferirei vivere in una casa minuscola ma felice con i miei genitori, invece non li sopporto. Considerate che il tavolo dove mangiamo è molto grande e lungo, i miei genitori si siedono nei corrispettivi capotavola ed io nel mezzo, ma siamo tipo super distanziati l'un l'altro. Non parliamo mai, e se parliamo mi recano qualche tipo di critica.
"vestiti meglio che sembri una sgualdrina" ..." stai studiando? O sei indietro? Vedi di combinare qualcosa" ..." ancora non hai trovato un ragazzo con cui sposarti? Siamo sicuri che il problema non sia tu? Troppe pretese? Accontentati, come ho fatto io con tuo padre. Possibilmente trovatelo con i soldi..." e cose così.
"Ciao Momo. Sei tornata finalmente. Dove sei stata? E in più vestita così, la prossima volta esci direttamente nuda". La simpaticona di mia madre era seduta sul divano subito a destra dell'entrata. Nel soggiorno immenso con due divani immensi e tutte cose immense. Era intenta a leggere un libro e sorseggiare un tè nero pregiato.
"Sono stata ad un appuntamento, con un amico di Jirou. Ma non è andata molto bene" entrai in sala e mi misi davanti a lei sistemando la borsa che tenevo sulla spalla e la strinsi a me. Quella donna mi metteva sempre soggezione.
"Come al solito" mi sbuffò in faccia e tornò a leggere il suo libro. Io sbuffai di conseguenza e salì in camera mia, sbattei la porta alle mie spalle e mi buttai sul letto.
Nonostante i soldi perché non vai a vivere sola. Ve lo sarete chiesti vero? Semplicemente non voglio chiedere soldi in più a questi stronzi che ho in casa. Per questo studio tanto, così da trovare subito un lavoro e non dipendere da loro.
Dopo che mi feci una bella doccia calda, messa il mio pigiama preferito e pettinata i capelli mi misi nel letto. Istintivamente mi misi a pensare all'appuntamento andato male e all'incontro con Shoto. Dopo le superiori non lo vidi più. Lui era rimasto legato ad un altro gruppo di nostri ex-compagni quindi diciamo che le nostre strade si separarono. Ero intenta, con il telefono, ad andare a stalkerarlo un po' ma decisi di non farlo sennò avrei ricominciato a fantasticare su di lui. Spensi tutto e mi misi a dormire.
La mattina seguente mi svegliai abbastanza presto, era sabato, quindi niente lezione e niente studio ma giornata di relax. Presi il telefono e chiamai Jirou.
"P-Pronto? Momo? Ma sono le 8.00 perché non dormi mai?" mi disse la mia amica con la voce roca.
"Dai è una bella giornata, perché non andiamo a farci una passeggiata e poi al centro commerciale?" dissi con voce invece già attiva e squillante.
"Se ti presenti qui con cornetti e cappuccino allora ci stiamo. Anzi avvisa anche gli altri due...a dopo" mi chiuse la chiamata ed io ridacchiai.
Mi preparai in fretta, mettendo una gonna e una maglia blu. Legai i capelli in una alta coda e presi la borsa. Scesi in cucina e c'erano i miei, in silenzio che facevano colazione. Io non li saluti, loro non lo fecero neanche e uscì di casa. Sospirai di sollievo e iniziai a incamminarmi verso la caffetteria. Quella vicino casa mia.
Entrai e mi avvicinai al bancone. Il barista era davvero sexy, ogni volta gli facevo gli occhioni dolci, lui ricambiava ma non capivo perché non facesse mai un passo verso di me.
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quadrifoglio || todomomo
FanfictionTodomomo. Se non ti piace la ship allora non leggere. Momo Yaoyorozu, 21 anni, studentessa di Lettere. Ri-incontrerà il suo vecchio compagno delle superiori, Shoto Todoroki. -No Quirk. -Possibili capitoli Smut (avviserò). La storia è strutturata...
