Capitolo22

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SHOTO POV'S

"Sumi, che ci fai qui?". Mi tolsi le scarpe non appena entrai in casa e mi avvicinai verso mia sorella e la ragazza bionda, che senza preavviso, si presentò a casa mia.

"Ma come? Non sei contento che sia qua? Fuyu mi ha detto di rimanere a cena" mi sorrise ampiamente facendo ondeggiare i suoi lunghi capelli e poi abbracciare mia sorella. "Vado un attimo in bagno" disse lasciando il salotto e dirigendosi verso il bagno.

"Fuyumi ma che ti passa per la testa?" dissi palesemente arrabbiato avvicinandomi a lei la quale mi guardò con sguardo confuso.

"Pensavo ti facesse piacere. Eravate così belli e felici insieme". Mia sorella ancora non sapeva di Momo, e questo rendeva le cose più difficili.

"Fuyu, Sumi è una squilibrata non hai idea cosa mi abbia fatto pass—" non riuscì a finire la frase che lei tornò in salotto e si legò i capelli in una alta coda...mi ricordò Momo.

"Posso aiutare con la cena?" chiese saltellando appena prendendo mia sorella sottobraccio e andando in cucina. Io rimasi in salotto camminando avanti e indietro. Avere Sumi in casa mi metteva a disagio. Oltre a non andare più d'accordo e il fatto che lei mi non fosse stata vicina in un momento di debolezza, era molto possessiva e gelosa. Lei mi fece chiudere di più in me stesso, qualsiasi cosa io facessi per lei era sbagliato, non era mai contenta. Poche rose, troppe attenzioni, pochi messaggi, troppi silenzi... quindi ero o troppo o troppo poco.

Le sentì ridacchiare in cucina, ma in realtà avrei preferito che ci fosse Momo in quella cucina a ridere con mia sorella, perché ancora non l'ho portata qui? Perché ancora non sono riuscito a dirle cosa provi davvero per lei? Ovvero che l'amo? Ora che è tornata Sumi tra i piedi mi resi conto quanto Momo fosse speciale per me, quanto mi facesse sentire...adatto.

"E' pronto tesoro" mi disse mia sorella entrando in salotto guardandomi ancora fare avanti e indietro. "tutto ok?" io accennai un piccolo sorriso e andai in sala. Ci sedemmo e iniziammo a cenare.

"Hai visto Shotino? Ti ho preparato la Soba calda come piace a te" sorrise soddisfatta ed io presi le bacchette, presi un po' di spaghetti e la guardai con sguardo innervosito.

"A me piace fredda la Soba, non calda. Vedo che prestavi attenzione a ciò che ti dicevo" soffiai sulla soba e iniziai a mangiare. Non vedevo l'ora che la serata finisse. A metà cena mi arrivò un messaggio:

Momo: Ho ancora il tuo odore addosso. Sul mio viso apparve un sorriso, quel semplice messaggio e il ricordo di ciò che facemmo prima mi fece rilassare, mi fece pensare a lei, ai suoi occhi grigi e al suo meraviglioso sorriso.

"Emh, Shotino non essere maleducato. Posa quel telefono". A quelle parole chiusi gli occhi cercando di non sbraitarle contro, misi il telefono in tasca e la fulminai con lo sguardo.

"Sumi, mangia e vattene. Non fai più parte della mia vita". Lanciai le bacchette sul tavolo e mi alzai subito. Misi una mano sulla testa di mia sorella e le accarezzai i capelli. "Scusa". Le lasciai lì e me ne andai in camera. Le sentì parlare e borbottare qualcosa, Sumi scoppiò a piangere ma io feci un ghigno di disgusto ricordandomi quante volte lei mi piagnucolasse in quel modo davanti solo per fare i capricci, solo perché magari non volessi andare al mare quando il sole era troppo alto a causa della cicatrice e lei mi diceva "sei noioso"...noioso, solo perché provavo dolore e fastidio e lei non poteva sfoggiare i suoi costumi al mare per farsi vedere da tutti allora ero io il noioso. Poco dopo Sumi se ne andò, mia sorella bussò alla porta della camera ma le dissi di essere stanco che avremmo parlato domani. Mi buttai sul letto e dopo aver risposto a Momo con un "Ed io non riesco a togliermi l'immagine di te dalla testa", mi girai nel letto e mi addormentai, arrabbiato e irrequieto.

Il giorno dopo.

MOMO POV'S.

Mi svegliai presto poiché avessi molte cose da fare quel giorno, tra cui andare in biblioteca e prendere in presto un libro che mi serviva per un esame e passare a salutare Jirou e Denki considerato che fossero tornati dal viaggio. Dopo aver fatto colazione ed essermi preparata, uscì di casa. Quel giorno presi la macchina poiché la giornata fosse troppo calda per andare a piedi. Uscì dal vialetto e guidai verso la biblioteca, passai davanti casa della sorella di Shoto e sorrisi subito sentendomi così felice nell'averlo accanto. Speravo anche di vederlo oggi. Quando sono con lui, credetemi, mi sento così spensierata, così innamorata...chissà se avrò il coraggio di dirglielo...

Dopo aver ritirato il libro mandai un messaggio a Jirou dicendole che le stessi portando delle granite a lei e Denki e che stessi arrivando. Non appena parcheggiai davanti al palazzo della mia amica, scesi e salì in casa.

"Momoooo" mi venne incontro Jirou spalancando le braccia e abbracciandomi forte.

"Mi sei mancata" le dissi stringendola a me con solo un braccio poiché nell'altro tenessi le granite.

"Sei la nostra salvezza, stavamo morendo di caldo. Una bella granita risolve tutto" mi venne incontro Denki facendomi l'occhiolino e prendendomi dalla mano la busta. Ci sedemmo tutti e tre sul divano e ci godemmo la granita. Io raccontai loro come stessero andando le cose con Shoto e loro della loro vacanza al mare e delle figuracce che Denki face fare alla nostra Jirou timidona. Poi raccontai dell'incontro spiacevole con l'ex.

"Ma che vuole questa ora?" disse Jirou mentre sorseggiava la sua granita leggermente sciolta e guardandomi con sguardo innervosito. Io le feci spallucce e con la cannuccia mescolai la granita.

"Non so, ma credetemi è davvero bella. Però Shoto non mi sembrava così contento nel vederla, magari sono solo paranoie mie..." finito di parlare sentì il mio telefono vibrare. Lo presi da sopra il tavolino difronte al divano e vidi un messaggio privato su un mio social.

Sumi: Ciao Momo. Ho bisogno di parlarti, possiamo incontrarci tra poco al parco di ieri?

Feci leggere il messaggio a Denki e Jirou. "Vacci, magari vuole scusarsi" disse Denki. "Secondo me vuole intimorirti invece" disse Jirou. "Io non andrei fossi in te" continuò con aria di disapprovazione. Io tenni il telefono in mano e lessi più e più volte il messaggio. Di cosa voleva parlarmi? Che magari si sarà pentita del suo comportamento? Che magati Shoto le ha scritto di lasciarci in pace? Forse ho avuto una prima brutta impressione con lei, magari non è così stronza...

"Ci vado. Lo sapete quanto sono curiosa non posso non andarci, voglio sapere cosa ha da dirmi". Jirou scosse la testa a queste mie parole e sprofondò sul divano.

"Ok. Ma stai attenta, state in mezzo alle persone e poi raccontami tutto. Mi raccomando Momo, sei troppo buona tu e ti fidi troppo delle persone". Diedi un bacio sulla guancia ad entrambi ed uscì di casa, rassicurandoli che sarebbe andato tutto bene. Salì nuovamente in macchina e mi diressi verso il parco. Una volta arrivata la vidi seduta nell'esatta panchina dove ieri c'eravamo io e Shoto. Scesi dalla macchina e sentì il telefono squillare, chiamata in arrivo da Shoto. La rifiutai, scrivendogli che fossi al momento impegnata e mi diressi verso Sumi. Appena mi vide arrivare mi guardò con sguardo preoccupato e timido. Io la guardai confusa.

"Momo, sei qua" disse prendendomi le mani e facendomi sedere accanto a lei.

"Che succede Sumi? Perché sei così preoccupata?" le chiesi poggiando la borsa sulla panchina e rivolgendo tutta la mia attenzione su di lei.

"Si tratta di Shoto". A quelle parole mi sentì un nodo in gola, cosa poteva mai essere successo? Qualcosa di grave no perché appunto ci siamo sentiti, anche se comunque stamattina era molto strano, più distaccato del solito...ho una brutta sensazione.

"Dimmi cosa è successo...". 

 

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