Capitolo23

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Sumi si spostò tutti i capelli su una spalla e mi guardò con sguardo innocente e preoccupato. Io presi un bel respiro profondo e aspettai che lei mi dicesse tutto, l'ansia e la curiosità mi stavano divorando.

"Non vorrei essere io a dirti queste cose, ma conosci Shoto com'è che non riesce ad esprimersi bene e a prendere delle decisioni o comunque affrontare i problemi" si schiarì meglio la voce e mi guardò negli occhi prendendomi le mani che tenevo sulle ginocchia. "Ieri, dopo che ci siamo visti, in serata mi ha detto di vederci che aveva bisogno di parlarmi. Io ho accettato, anche perché volevo chiedergli scusa per come mi sono comportata visto che sono risultata stronza quando in realtà non lo sono" sbatté gli occhi più volti come per farmi gli occhi dolci, in segno di scuse. Io al momento ero ancora molto confusa. "Insomma, mi ha invitata a casa sua a cena, insieme a sua sorella, abbiamo mangiato, scherzato, Shoto mi ha anche preparato il nostro piatto preferito" ..."La soba fredda" dissi a bassa voce e lei annuì. "Dopo che cenammo rimanemmo da soli e andammo sul retro, nel giardino, per prendere un po' d'aria e quando eravamo lì, così vicini e di nuovo insieme mi confessò di essere ancora innamorato di me, che non si è dimenticato, è che..." abbassò lo sguardo con aria triste. "In te spera di rivedere me, ma con scarsi risultati" alzò lo sguardo e mi guardò di nuovo negli occhi. Io staccai la presa dalle sue mani.

Cosa sta succedendo...Shoto ha detto questo? Io...

"Sumi perché dovrei crederti?" lei mi guardò come se fosse preparata a questa mia domanda e prese il telefono dalla borsa e mi fece vedere le foto che fece ieri sera a casa di Shoto insieme a sua sorella, c'era pure la Soba sul tavolo, Shoto che mangiava e che sorrideva. In quel momento il mio cuore perse un battito. Mi sentì il mondo crollarmi addosso, non sapevo cosa credere e cosa pensare.

"Ah, infine, mi ha detto che ora che sono tornata io non berrà più, che con me si sente bene". Quelle ultime parole me le disse con più cattiveria, soddisfazione, e purtroppo con tanta sicurezza di sé, quindi mi veniva difficile non crederle. Chiusi gli occhi e presi dei respiri profondi, cercando di non impazzire.

"Dovevi proprio rovinarmi l'unica cosa positiva e speciale per me? Complimenti ci sei riuscita, ottimo lavoro" mi alzai da quella dannata panchina, prendendo la borsa e avviandomi verso la macchina. Entrai e vidi Sumi andarsene via, ancheggiando come se fosse una Dea scesa in terra. Misi le mani sul volante e guardai un punto fisso davanti a me, non riuscì a mettere in moto, non avevo le forze. Non avevo la lucidità mentale per capire se tutto questo fosse vero o no.

Dovrei sentire l'altra campana giusto? Ma ho paura della verità, ho paura di perderlo. Anche perché effettivamente oggi era molto freddo, ieri sera non mi rispondeva ai messaggi...era con lei... ma come biasimarlo se preferisce lei a me? Io, non sono niente di che.

Cercai di non piangere in quella macchina, volevo chiamare Jirou per dirle cosa fosse successo, ma avevo intenzione di parlare prima con Shoto, e dopo di che avrei cercato di capire. Perché se Shoto dovesse negare, allora dovrei capire chi è che mi dice la verità. Misi in moto, e più determinata e incazzata che mai mi diressi verso casa della sorella di Shoto. Dopo circa 15 minuti arrivai. La casa di Shoto non era una villetta come la nostra, quindi le macchine si parcheggiavano nella strada, vicino al marciapiede. Scesi dalla macchina e mi diressi verso la porta. Ma quello che vidi subito fu Sumi con le braccia dietro il collo di Shoto intenti a darsi un bacio. Fu breve, lei saltellò appena e Shoto si accorse della mia presenza. Del mio essere rimasta paralizzata lì nel piccolo vialetto prima di arrivare alla porta di ingresso.

"Momo" disse subito Shoto allontanandosi da Sumi e venendomi incontro. Io non riuscì a muovermi. "Momo, no. Non credere che—" non gli feci terminare la frase.

"Non credere che cosa? Sumi mi ha raccontato tutto, credevo fosse una bugia, credevo che volesse solo fare la stronza per farmi allontanare da te, ma prima mi ha fatto vedere la foto di te ieri sera mentre mangi la Soba tutto sorridente, a me non rispondevi, stamattina eri distaccato ora arrivo qua...e...vi vedo baciare" gli occhi a quel punto mi si riempirono di lacrime, serrai i pugni e guardai in basso, volevo solo andarmene via.

quadrifoglio || todomomoLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora