Capitolo9

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Mi svegliai di scatto quella mattina sentendo un rumore forte da dietro il divano. Mi misi seduta e vidi Denki vicino al frigo con gli occhi dispiaciuti e una mano fra i capelli.

"S-scusa Momo, volevo solo prendere del succo e mi è caduto il bicchiere per terra" iniziò a ridere ed io feci altrettanto stropicciandomi gli occhi con le dita.

"Tranquillo, tanto dovevo svegliarmi. Però mi hai fatto prendere un colpo" ridacchiai ancora e poi vidi Jirou uscire dalla stanza e mettersi seduta accanto a me.

"Denki, me lo fai un caffè? Ti preeego" disse con voce dolce e lui non obiettò. "Come stai?" mi chiese accennandomi un sorriso assonnato. Io le porsi il telefono e le feci leggere il messaggio di Shoto. "Ma che vuol dire -se ti va, resta? -". Io le raccontai la conversazione sul dondolo e anche Denki si mise a sedere ascoltando incuriosito.

"Momo, non conosco molto bene Shoto perché alle superiori passavo tutto il tempo con Kirishima e Bakugou ma ti posso dire che avrà reagito male all'inizio perché lo hai colto di sorpresa con quelle parole. Perché lui ti ha esplicitamente detto che vuole allontanare tutti però tu invece gli vuoi stare accanto" io e Jirou guardammo sorprese Denki per il suo discorso effettivamente sensato. "Che c'è? Perché mi guardate così? Vi pare che sono sempre scemo io?" mise il broncio e Jirou lo baciò sorridendo, io mi avvicinai a loro e li abbracciai forte.

"Vi voglio bene, grazie che mi siete sempre accanto". Dopo aver fatto colazione tutti insieme, li saluti e me ne tornai a casa mia. La giornata era bella quindi andai a piedi, camminare mi faceva stare bene.

Mi avrebbe riscritto? Sinceramente non lo so, stavo pensando di scrivergli io, ma non saprei cosa dirgli. Non sono brava ad intrattenere delle conversazioni, finisco nel dire cose senza senso o mandare delle emoji come una bambina. A volte lo faccio perché ho paura di annoiare o di dire cose sbagliate, quindi preferisco stare zitta. Si lo so, mi faccio troppe paranoie, non a caso Jirou mi chiama la regina del dramma.

Una volta a casa, andai direttamente in bagno a farmi una bella doccia calda. Mi asciugai i capelli e li lasciai liberi, senza legarli, mi faceva male la testa quindi legarli avrebbe peggiorato la situazione. Una volta messa comoda, andai in stanza e mi sedetti sulla sedia della scrivania e mi misi a studiare un po' per gli esami. Però la mia concentrazione, stranamente, non era delle migliori. Pensavo ancora a ieri, mi guardavo spesso il polso ancora rosso e violaceo a causa del livido che si era formato. Stavo lì a sfogliare il libro, leggevo ma non mi concentravo davvero, i miei pensieri si concentravano solo su Shoto. Poggiai disperata la fronte sul libro e sentì il mio telefono vibrare. Un messaggio. Ovviamente, palpitazioni.

Shoto: come va il polso?

Come fa, con un messaggio così semplice, a farmi stampare sul viso un sorriso così grande?

Io: non fa male, però è ancora rosso e viola, sembra un bracciale.

Shoto: ok.

...OK? OK? Io ora cosa diamine dovrei fare? Continuare la conversazione? Mandargli una emoji? Chiedere magari come stesse...però se non ha voglia di fare conversazione? Sbuffai ampiamente e mi alzai per sedermi sul letto, con il telefono poggiato sulle ginocchia davanti a quel messaggio. Ma poi arrivò subito un altro messaggio.

Shoto: ti va di prendere un gelato insieme dopo?

Il mio cuore esplose, quasi letteralmente. Mi alzai in piedi e iniziai a saltellare per tutta la stanza. In quel momento la me delle superiori stava urlando, ma non nego che anche la me di adesso voleva farlo.

Io: si, mi va.

Shoto: alle 17 passo a prenderti, a dopo.

Lo so che sono messaggi così brevi e freddi, ma per me sono i messaggi più belli.

quadrifoglio || todomomoLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora