✼ •• ┈ You're in trouble, baby ┈ •• ✼
«Jungkook—» mormorò appena Taehyung, il fiato corto e la voce tanto densa quanto roca riecheggiò nell'abitacolo come una sorta di soffusa melodia, «Kook— dobbiamo scendere o faremo tar—» cercò di concludere almeno la frase ma, proprio come qualsiasi altro tentativo effettuato nell'ultimo quarto d'ora, le parole persero il loro significato e il tempo sembrò azzerarsi.
Tutto quello che avrebbe voluto dire si infranse contro le labbra di Jungkook che, esigenti e convincenti, si posarono con impeto sulle sue e ne reclamarono la morbidezza; non gli importava davvero sentire ciò che sapeva già. Era a conoscenza di ciò di cui Taehyung stava cercando di avvertirlo, ma se c'era una cosa di cui sentiva l'estrema necessità in quel preciso istante, non era sicuramente scendere dalla sua dannata auto.
Proprio no.
La nota profonda e marcata del verso emesso da Taehyung affondò nelle sue viscere già in subbuglio, la frenesia di non averlo vicino tanto quanto desiderava lo fece mugugnare contro le sue labbra e la necessità impellente di toccare ciò che avrebbe voluto sentire contro la pelle indusse le sue dita a scorrere lungo le sue spalle fino a che non le intrecciò ai suoi capelli. Li strattonò con irruenza e il gemito accennato che scivolò languidamente dalle labbra spalancate di Taehyung fu una sorta di arrendevole certezza al ritardo certo per la cena con Jimin e Yoongi e, al contempo, alla piccola frustrazione nel permettere a Jungkook di rovinare la pettinatura su cui aveva speso ore.
I suoi capelli, poco inclini ai cambiamenti e alle pieghe per loro natura, sembravano essere una sorta di zerbino low cost cucito male sulla fronte per cui, al fine di renderli quantomeno decenti, aveva accantonato tutte le dubbiosità circa la buona riuscita del suo esperimento e aveva dato fondo alla scorta decennale di gel di Yoongi per poterli rendere quantomeno ordinati; si era quasi commosso nel vederli finalmente lisciati sulla nuca e divisi sulla fronte con impeccabile perfezione, ma se la perfezione in persona decideva di scompigliarglieli...chi era lui per impedirlo?
Arresosi all'idea che i suoi progetti avessero una vita più breve di quella di una cicala in inverno, sospirò dalle narici e assecondò i movimenti delle labbra di Jungkook con naturalezza; le mosse con fermezza e decisione ma, al contempo, ne placò l'irruenza carezzandogli i fianchi con i pollici – che si stava godendo come se fossero il suo dessert preferito.
La vita stretta di Jungkook rientrava per sacrosanto diritto divino tra le cose che più gli piacevano di tutta la magnificenza che scolpiva il corpo dell'altro, e il fatto che Jungkook sembrasse apprezzare ampiamente le attenzioni che vi dedicava, lo faceva sentire autorizzato ad approfittarne e ad abusarne fino a sentire i crampi alle dita.
Jungkook scivolò sulle sue cosce e si issò il necessario per potersi sistemare più comodamente sulle sue gambe; infatti, si era seduto a cavalcioni su Taehyung nel momento stesso in cui aveva arrestato l'auto sotto casa di Jimin – appena venti minuti prima – e, dannazione, forse non era stata una buona idea invitarlo a quella cena perché non sentiva di avere fame di cibo.
A dire il vero, non aveva fame di niente se non di Taehyung.
Era una voglia strana, una di quelle che attecchiva alla bocca dello stomaco fino ad impedirgli di sentire altro se non un disdicevole senso di insoddisfazione a non averlo vicino, e una sorta di altrettanto disdicevole stretta che lo faceva trepidare dall'attesa. Non erano sensazioni a lui note, ma aveva capito che per ogni volta che Taehyung gli stringeva i fianchi, gli strizzava i muscoli delle cosce o gli carezzava dolcemente la parte bassa della schiena – in prossimità dei suoi microdermal – si sentiva dannatamente entusiasta di percepire tutta l'ammirazione per le sue fattezze da urlo.

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Meet Me Again [TaeKook]
Fanfiction"«Non me lo stai proponendo davvero! Dimmi che non mi stai proponendo davvero di pagare qualcuno che possa intrattenermi! Un gigolò!» esclamò, incredulo. Jimin arricciò il naso e roteò gli occhi allo slancio di immotivata drammaticità del suo miglio...