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✼ •• Tell me I'm not forgettable as your silence is making me feel •• ✼



«Sei sicuro di aver preso tutto? Non stai dimenticando nulla di importante, vero?» chiese Yoongi con immancabile puntualità, tanto da fare sorridere Taehyung senza un vero motivo. Quella stessa frase gli era stata rivolta almeno quindici volte dal momento stesso in cui aveva iniziato a raccogliere i pochissimi vestiti che avrebbe portato con sé in quel viaggio atto a fargli dimenticare quanto la sua vita fosse una sorta di barzelletta raccontata male per, invece, provare a riacquistare un po' di fiducia in un futuro un po' troppo incerto. 

Il suo migliore amico se ne stava al suo fianco in silenzio, scrutava attentamente le sue mosse e scandagliava con gli occhi ciò che l'altro aveva racimolato con il solo intento di sincerarsi che quella testa vuota di Taehyung non dimenticasse qualcosa di necessario alla sopravvivenza come il carica batterie del telefono o il portafoglio – ma se di quest'ultimo poteva farne a meno, del primo no. 

Yoongi era certo che i suoi nervi non avrebbero retto se avesse vissuto con l'apprensione di non sapere come stesse Taehyung – o con la certezza che quest'ultimo fosse riuscito a non inciampare nel destino ad ogni passo che li avrebbe tenuti lontani quella settimana. 

Accortosi del suo fare poco discreto ed immotivatamente preoccupato, Taehyung roteò giocosamente gli occhi, sghignazzò appena e allungò una mano verso di lui per pizzicargli la guancia con affetto. «Sì, mamma. Ho preso tutto.» lo canzonò bonariamente solo per poi ridere apertamente al dito medio issato da Yoongi come se fosse un trofeo.

Con gli occhi affilati quasi risentiti per quella presa in giro totalmente gratuita, questi storse il muso e voltò il capo con fare oltraggiato. «Mi sto solo assicurando che abbia preso tutto. Non ho voglia di sentirti lamentare per una settimana consecutiva su di un qualcosa di estremamente importante che non ti ho ricordato di prendere "perché troppo impegnato a mugugnare contro il mondo."» citò a memoria le parole che si era sentito rivolgere – senza alcuna esagerazione – almeno un centinaio di volte e fece una smorfia stizzita. 

Adocchiò l'espressione da tonto del suo migliore amico e imprecò a mezza voce contro l'atteggiamento tutto zucchero di Taehyung, il cui sorriso largo e di scuse venne accentuato dall'espressione fintamente innocente ma totalmente devastante per il suo animo segretamente debole. 

«So che mi vuoi bene soprattutto per la mia straordinaria capacità di darti la colpa delle mie dimenticanze,» asserì Taehyung, assestandogli poi una spallata amichevole, «Ma stavolta è un po' impossibile che io dimentichi qualcosa. Non ho molto da prendere, ciò che ho messo nel borsone è più che sufficiente per poter sopravvivere una settimana lontano da qui senza particolari problemi.» annuì con fare lento e scandagliò i suoi averi con espressione assorta e convinta mentre Yoongi si limitò ad arricciare il naso e spostare il peso da un piede all'altro. 

Si sentiva inquieto, agitato ed innervosito dal peso che sentiva gravare sul suo petto da ormai giorni – che si era inevitabilmente aggravato alla notizia della partenza di Taehyung. Non che non volesse che quest'ultimo andasse a trovare suo fratello, ovviamente, ma non era certo di riuscire a lasciarlo andare senza prima aver dato voce ad alcuni dei dubbi che gli vorticavano nell'animo ma che erano così opprimenti da farlo sentire stranamente vulnerabile. 

Odiava sentirsi in quel modo e non biasimava Taehyung per non essersi accorto prima di quanto stesse evitando la solitudine quanto la peste; aveva guardato il suo migliore amico cercare di rimettere insieme i cocci del suo animo distrutto fingendo di stare bene – Yoongi aveva quindi fatto finta di credervi solo per non farlo sentire peggio, ma gli era stato chiaro quanto il cielo estivo che bastasse davvero poco per gettare Taehyung nello sconforto o in un limbo di pianto disperato.

Meet Me Again [TaeKook]Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora