✼ •• ┈ Salt and sugar look the same.┈ •• ✼
Taehyung indietreggiò bruscamente fino a che la schiena non colpì la porta d'ingresso dell'appartamento di Jungkook, le cui mani – le stesse che avevano continuato a torturarlo per il resto della cena e che gli avevano imprigionato i polsi contro lo specchio dell'ascensore pochi attimi prima – si erano adesso spostate velocemente per tastare le tasche posteriori dei suoi pantaloni alla ricerca della tessera magnetica.
Con le labbra ancora costantemente premute contro quelle di Taehyung – il cui respiro affannoso non aveva smesso un solo istante di carezzargli il viso insieme ai grugniti rochi e profondi che l'altro sembrava incapace di trattenere – riuscì a fare scorrere la chiave lungo il lettore automatico e aprire finalmente la dannata porta che, era certo, avrebbe sfondato a calci se non si fosse aperta all'istante.
Il clac della serratura fu musicale solo per ciò che esso implicava, ma divenne presto solo un rumore lontano e poco importante perché, ciò che importava davvero, era succhiare avidamente la lingua di Taehyung come se fosse il suo lollipop preferito ed appropriarsi di qualsiasi cosa l'altro avesse intenzione di donargli quella sera.
Spinse la lingua tra le sue labbra spalancate e la punta di quella di Taehyung gli solleticò appena il palato prima di intrecciarsi e carezzare languidamente la gemella; lo coinvolse in una danza umida e bagnata, dove mormorii fitti e intesi riempivano le loro orecchie e turbinavano tra loro come una melodia affannata e bramosa, scandita dallo strofinio languido dei loro corpi.
L'ansimare pesante di Taehyung era una sorta di combustibile per l'animo ardente e bruciante di Jungkook; la bramosia di non sentire abbastanza si riversava in carezze ferme e sicure lasciate lungo le sue braccia, le sue spalle e la sua vita, arrivando a strattonare appena la camicia indossata dall'altro per il fastidio di averla ancora lì a separarlo dall'obiettivo ultimo della sua ricerca. Le labbra di Taehyung si muovevano sulle sue, l'arrendevole grazia con cui gli permetteva di spintonarlo all'indietro dentro l'appartamento e le mani che lo tenevano stretto per la vita erano tutti dettagli assuefacenti nella loro confusa e caotica perfezione.
Jungkook richiuse la porta con un colpo di tacco che nessuno dei due attenzionò, le dita si intrecciarono saldamente ai capelli di Taehyung e li tirò bruscamente perché oh, voleva così tanto distruggerlo.
Voleva così dannatamente tanto vedere quanto Taehyung potesse essere arrendevole, quanto potesse essere squisitamente delizioso vederlo pregare con la stessa intensità con cui lo avrebbe pregato lui in un momento in cui non era così dannatamente incazzato per quanto fosse stato scorretto nei suoi confronti.
Voleva così tanto spezzarlo nella sua infrangibile e delicata perfezione che quasi il suo animo doleva dalla necessità.
Un gemito roco e graffiante risalì dalla gola di Taehyung in risposta alla stretta tra i suoi capelli, trattenuti nel pugno chiuso di Jungkook, questi allontanò i loro volti lo stretto necessario a respirarsi addosso in un affannato e sconnesso ricercarsi. Un suono umido dovuto al distacco delle loro labbra sancì la loro separazione, il respiro di Taehyung incespicò e si perse in un verso infastidito, gli occhi socchiusi – così tanto liquidi da sembrare una lenta e cheta marea notturna – impattarono contro le barriere spigolose dell'animo di Jungkook, il quale si leccò lentamente il labbro inferiore e assottigliò lo sguardo.
Le dita di Taehyung si contrassero nella presa dei suoi fianchi e le narici si allargarono appena. «Stanza da letto?» domandò in un soffio roco e sottile, a mala pena percepibile.
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Meet Me Again [TaeKook]
Fanfiction"«Non me lo stai proponendo davvero! Dimmi che non mi stai proponendo davvero di pagare qualcuno che possa intrattenermi! Un gigolò!» esclamò, incredulo. Jimin arricciò il naso e roteò gli occhi allo slancio di immotivata drammaticità del suo miglio...
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