Harry sembrava avesse dormito tutta la notte. Louis l'aveva sorvegliato un paio di volte, poi era crollato anche lui.
Erano circa le 10:00 del mattino, quando il più piccolo si alzò dal letto. Louis dormiva ancora.
Si faceva schifo. Si sentiva sporco, sbagliato, usato. Si guardò allo specchio e la vocina nella sua testa si rianimó.
Gli occhi, quelle gemme verdi preziose, si riempirono di lacrime.
Avvertí subito una delle sue solite nausee, così si chinò sul gabinetto, vomitando bile e acqua.
Incominciò a piangere.
Cosa aveva sbagliato? cosa aveva sbagliato col mondo? con le persone? perché non poteva essere come gli altri? voleva essere felice, sentirsi amato, sentire che anche lui era importante, poter mangiare come gli altri, essere vivi, vivere. Ma Harry non voleva vivere, almeno, così credeva lui.
Sentì il respiro affannarsi. Incominció a fare dei respiri profondi. Le gambe iniziarono a tremare. Mise le mani in mezzo ai capelli, strappandosene alcuni. Infilò le unghie nella sua pelle.
Doveva calmarsi.
avanti tagliati! falla finita! tagliati davvero stavolta, tagliati! muori! ucciditi Harry! fallo e sarai felice!
Non aveva una lametta con se.
Prese com fatica un rasoio e lo ruppe, estraendo due lamette all'interno.
Era accasciato a terra. Non pensò nemmeno dove farlo, subito, scoprì il polso sinistro e incominciò ad incidere dei tagli, tanti tagli.
Il sangue scolava sul pavimento, sulla sua felpa, sulla mano, dappertutto.
Nonostante quello però, non riusciva a calmarsi.
Louis. Doveva farsi sentire da Louis.
Iniziò ad urlare e a piangere forte.
Louis avvertì immediatamente le urla e i pianti di Harry. Si svegliò di scatto e si diresse in bagno, aprendo violentemente la porta.
...
Louis: "Harry! dio mio no!" urló, accasciandosi vicino al riccio.
Harry: "L-Louis! a-a-aiutami!" riuscì a dire, per poi ricominciare a piangere e a singhiozzare.
Louis: "amore che succede-guarda-dio!" urló, prendendo il polso insanguinato del riccio.
Harry urlava.
Louis non sapeva cosa fare.
Il liscio, prese dell'acqua ossigenata e delle bende. Harry si lasciò medicare e fasciare.
Louis lo strinse a se, cercando di calmarlo.
Louis: "amore mio, sono qui-sono qui con te."
Harry: "s-sono s-solo L-Louis" pianse.
Louis: "no amore mio, non sei solo." disse prendendo il viso di Harry fra le sue mani.
Harry: "t-tu mi l-lascerai! i-io lo s-so!" urló.
Louis: "non ti lascerò mai Harry, mai!" urló il liscio, con le lacrime agli occhi.
Harry: "si invece!"
Louis: "no Harry! mai! io ti amo!"
Ormai piangevano tutti e due.
Harry si strinse a Louis.
Louis lo tenne stretto, fino a quando non si calmò.
Poi lo prese in braccio e lo portò a letto.
Si sdraiò di fianco a lui.
Lo guardava. Avevo lo sguardo rivolto verso il vuoto. Gli occhi lucidi.
Non parlava, piangeva e basta.
Iniziò a lacrimare. Non riusciva a smettere di piangere.
Louis gli asciugò le lacrime.
Era distrutto.
Louis: "perché piangi, amore mio-sono qui con te." disse, ma il riccio non disse nulla.
Vide la finestra. La finestra era aperta.
Doveva solo aspettare che Louis si staccasse un secondo da lui, e finalmente si sarebbe tolto di mezzo. Sarebbe stato felice.
Restarono nel letto, tutto il pomeriggio.
Harry aveva dormito un po', cullato dalle mani di Louis che lo accarezzavano.
Quando si svegliò, Louis era ancora lì ad osservarlo.
Louis: "amore." sussurrò, baciando le labbra del riccio.
Non rispondeva.
Louis: "amore mio, ti amo tanto lo sai, parlami." disse.
Harry lo guardò negli occhi.
Harry: "ti amerò per sempre, Louis." disse, leggermente, si poteva sentire a malapena.
Louis sorrise.
La finestra.
fallo Harry! starai bene, per sempre.
Louis: "vado un attimo in bagno, aspettami, okay?" disse il liscio, accarezzando il viso di Harry.
Il riccio annuí leggermente.
Il liscio scese al piano di sotto.
Harry si alzò da letto. Non era sicuro di quello che stava per fare.
Si mise in piedi sul davanzale delle finestra. Guardò il cielo scuro e annusó l'aria fresca di Londra.
Abbassò lo sguardo giù, ai suoi piedi.
fallo Harry! sono due passi soli! falli e sarai felice! fallo!
Restò nella stessa posizione.
Il vento gli muoveva i capelli, le gambe erano dritte e le braccia cadevano lungo il bacino.
Louis stava salendo le scale.
Entrò in camera. Harry era lì, sopra la finestra.
Voleva solo fosse un bruttissimo incubo.
Louis: "Harry!" urlò, catapultando dal riccio.
Lo afferrò per le gambe e lo fece ribaltare dal lato opposto, cadendo entrambi sul pavimento freddo.
Harry: "lasciami! lasciami! non ha più senso ormai! lasciami! voglio andarmene Louis!" urlò, cercando di dimenarsi tra le braccia di Louis.
Louis: "amore no, amore sono qui, piccolo! ti prego!" urlò il liscio, lacrimando, cercando di tenere fermo Harry.
Harry: "lasciami Louis! lasciami morire solo!" urlò.
Louis: "no Harry! non ti lascio morire! ho bisogno di te! io ti amo! voglio te! ti voglio Harry! ti voglio per sempre con me!" urlò ancora.
Harry: "nessuno mi ama!" urlò.
Louis: "io! io ti amo! se muori tu, muoio pure io!" urlò ancora.
Harry: "portami via, Louis!" pianse, stringendosi al riccio.
Louis: "ti porto via amore mio..partiamo, andiamo lontano, lontano da tutti, solo noi due, anche adesso o domani! farò di tutto! ti farò felice Harry! staremo sempre insieme, solo noi due! ti aiuterò io, piccolo!"
Harry: "L-Louis-non voglio andare via da te." disse, prendendo più respiri possibili.
Louis: "non andrai via da me! nessuno ti porta via da me! nessuno!" disse, accarezzando il viso del riccio.
Harry: "n-nessuno?" pianse.
Louis: "nessuno, nessuno, nessuno." disse il liscio.
Harry riprese a respirare meglio.
Louis lo teneva incollato al suo petto.
Louis: "sei con me amore mio, sei qui con me." sussurrò, baciando la testa del riccio.
Il liscio, prese il cellulare, tenendo comunque il più piccolo attaccato a se.
Chiamò il pronto soccorso.
X: "pronto soccorso, qual'è la sua emergenza?"
Louis: "il mio ragazzo, sta male-lui-non lo so-ha provato a suicidarsi-si è tagliato-poi voleva gettarsi dalla finestra-perfavore, ha bisogno di aiuto." balbettò il liscio.
X: "lui dov'è adesso?"
Louis: "qui, con me."
X: "un'ambulanza sarà da voi entro cinque minuti."
Louis chiuse la chiamata. Continuò ad accarezzare il riccio.
Harry: "n-non mi portano l-lontano da te, v-vero?"
Louis: "no amore, sono qui con te, tutto il tempo." disse il liscio.
Entrò cinque minuto arrivò un ambulanza.
Louis prese il riccio in braccio, portandolo dagli infermieri, che lo misero sopra una barella.
Louis entrò dentro l'ambulanza. Teneva stretta la mano di Harry.
La sirena suonava, il riccio incominciò ad agitarsi.
Louis vide uno degli infermieri precipitarsi con una siringa vicino al riccio.
La puntò sul braccio e in pochi secondi, il riccio chiuse le palpebre e i battiti si calmarono. Era terribilmente pallido.
Louis: "resisti amore mio, sono qui con te." sussurrò, per poi dare un piccolo bacio sulla mano del riccio.
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Your Skin and Bones || Larry.
FanfictionHarry e Louis. Un disturbo bordeline e un disturbo bipolare. harry: "n-non lasciarmi andare, Lou." louis: "non mi sfuggi, Harry Styles."
