< Lilith > sentii la voce fuori dalla porta mentre ero stesa sul letto
< Lil apri la porta > la sentii bussare
< Lil non puoi stare lì dentro per due giorni senza uscire >
< ti prego apri la porta > la voce di Natasha era dolce, ma avrei evitato di affezionarmi a qualcun'altro.
< sto bene > risposi
< Lil sfondo la porta, Apri > la sua voce si fece più ferma, mi feci coraggio alzandomi dal letto e andai ad aprire quella porta che mi separava dal resto del mondo, permettendo a quella bellissima ragazza di entrare in quella stanza buia e permetterle di vedermi in quello stato
< Lil...> sospirò
< non mangi da due giorni, gli altri sono in missione, siamo solo io e te, se vuoi pranziamo insieme > cercò di sorridere
< non c'è nessuno? > precisai
< No >
Mi chiusi in bagno per darmi una sciacquata e quando uscii indossavo dei pantaloni della tuta e una felpa nera XL
< andiamo? > la mia faccia era una lastra di ghiaccio, un libro chiuso.
Seguii Natasha fino alla sala da pranzo, era tutto così Midgardiano, la casa che tutti sognerebbero, ma non io, la mia anima era rimasta in quel palazzo oro, nero e verde.
< che ti va di mangiare? > mi chiese mentre mi sedevo su uno degli sgabelli dell'isola della cucina
< è uguale > risposi fredda
< pasta? >
Iniziammo a mangiare in silenzio, poi quando il suo piatto fu ormai vuoto mi guardò
< stai dimagrendo e sei pallida Lilith > la sua voce sembrava quasi preoccupata
< perché mi hai lasciata andare la prima volta? > quella domanda mi tormentava dalla prima volta che ci incontrammo,
< perché....perché ti ho guardata negli occhi e ho visto me > sospirò
< cosa volete da me? > chiesi fredda
< niente. Vogliamo solo aiutarti > incrociò i nostri sguardi
< Lil cerca di comportarti bene e vedreai che sarai libera > picchiettò sul bracciale,
< non voglio avere il cognome di Stark > ringhiai
< non lo avrai allora > sorrise e mi porse una birra
< non bevo > risposi
< Thor mi ha parlato dei vini saccheggiati > alzò le sopracciglia
< il vino Asgardiano mi piace, il resto no > le tenni testa
< allora tieni. Vino Asgardiano lasciato da Thor > sorrise versando il liquido scuro in un bicchiere.
Bagnai le mie labbra con quel liquido scuro e appena andò in contatto con le papille gustative un brivido percorse tutta la mia schiena riportandomi immediatamente in quel posto.
Casa.
Mentre eravamo sedute sentii dei passi avvicinarsi e mi si gelò il sangue quando sentii quelle odiose voci,
cercai di alzarmi ma la mano di Nat mi tenne ferma sul divano,
< LASCIAMI > ringhiai
< Lilith almeno provaci > si avvicinò pericolosamente alla mia faccia e mi sentii come bloccata finché quelle voci erano a due passi da me,
< niente distruzioni oggi? > commentò Stark e vidi Natasha lasciargli un occhiataccia, erano tutti lì, TUTTI
< se ti va potremmo conoscerci un po' meglio. Siamo partiti dal piede sbagliato > parlò la strega prendendo una sedia e sedendosi davanti a me, non risposi ma vidi il resto dei presenti seguirla
< io sono Wanda, lui è mio fratello Pietro Maximoff > indicò un ragazzo che mi fece l'occhiolino, ne avevo sentito parlare ma non mi ero mai preoccupata di capire i suoi poteri o chi fosse
< Clint Barton > parlò un uomo a fianco a Wanda, Occhio di Falco
< non rubargli mai i biscotti o diventerà come Hulk > mi bisbigliò all'orecchio Natasha, ma dalla risata di Clint capii che aveva sentito
< Bruce Banner > Hulk
< Steve Rogers > Captain america
< già mi conosci > si intromise Tony
< Sam- > non fece in tempo a finire che il soldato d'inverno gli parlò sopra
< Bucky Barnes piacere bambola > Soldato d'inverno
< Visione >
< manca il bimbo ragno ma lo conoscerai presto > chiuse le presentazioni Tony.
Non parlai per tutto il tempo finché non incrociai lo sguardo di Steve e ringhiai:
< come facevate a sapere il mio nome? >
< se ti comporterai bene potremmo raccontarti cose di te che neanche tu sai > si intromise di nuovo Tony,
< quello che intende dire....> lo guardò male Nat
< è che quando sarai pronta te lo diremo > continuò a fissare storto Tony
< ok io me ne vado è stato un piacere > dissi ironica andando in camera mia.
Fortunatamente non piansi, rimasi a fissare il vuoto fino a che non sentii la porta aprirsi
< si bussa > mi alzai di scatto
< non busso mai scusa > sorrise Pietro entrando in camera come se nulla fosse
< che vuoi? > ringhiai
< oh niente, voglio solo capire chi è a fianco a camera mia > mi irrigidì
< ok ora che hai visto puoi andare > feci dei passi in dietro
< nop, voglio tenerti compagnia > mi sorrise avvicinandosi con un telefono in mano molto familiare
< lo avevi lasciato nella cella, Fury lo ha trovato e lo ha portato qui > me lo porse
< cerca di mettere il blocco a quel telefono, Steve ti deve parlare > sbiancai notando la sua faccia, glielo si leggeva in faccia, avevano guardato il mio telefono. Non mi ero mai preoccupata di mettere una password dato che nessuno mi si avvicinava, ma dopo quel momento, impostare una password fu la prima cosa che feci.
< Torno subito > uscì dalla camera e rientrò subito dopo seguito da tutti gli avengers
< Lilith ti potresti sedere un attimo? > mi chiese Steve ma io non obbedì
< ci puoi spiegare cos'è Wattpad? > continuò e vidi Nat, Pietro e Wanda trattenere le risate,
mi si seccò la gola e ogni volta che provavo ad aprire bocca la chiudevo istantaneamente; mi coprii il volto con le mani e le risate dei tre divennero più forti e li sentii andare via assieme a tutti, tranne stavolta Bucky
< non so cosa sia, ma credo che tu ti diverta molto a leggere >
< ti prego smettila > mugolai con ancora gli occhi coperti e quando gli aprii lui era troppo vicino a me
< ti va di fare un giro? ti faccio vedere la torre > sorrise e stranamente accetai.
In confronto a lui ero una bambina, in confronto a tutti loro ero una bambina, gli unici della mia età erano Pietro e Wanda mentre tutto il resto di loro mi trattavano come una bambina indifesa o come una sorellina da proteggere.
I successivi due giorni passarono normalmente, tra gente che cercava di parlarmi e io che fuggivo ogni volta.
Ero seduta sul divano accanto a Pietro, tutti gli altri erano in missione e il silenzio nella stanza era imbarazzante,
< tu non hai scuola? > chiesi cercando una scusa per andarmene
< No, ho finito il liceo da circa un anno, tu invece? >
< sono al quarto anno > lo vidi fare spallucce e alzarsi dirigendosi alla cucina,
< sai fare i pancakes? >
< si >
< insegnami allora > la sua voce era priva di cattiveria, sembrava innocente come quella di un bambino; mi alzai dal divano e mi misi seduta su una delle sedie dell'isola, dalla parte opposta alla sua, dove mi appoggiai con i gomiti,
< qual' è il tuo potere? > la curiosità era la mia maledizione
< sono veloce > rispose lui prendendo una ciotola,
< in cosa? >
< in tutto....ma a volte posso essere lento..> incrociò i miei occhi con un sorrisetto pervertito e quando capii dove voleva parare diventai bordeaux,
< schifoso > gli lanciai un mestolo che prese in mano prima che potesse colpirgli la faccia
< visto? super velocità > rise
< andiamo smettila con quel muso lungo > girò l'angolo dell'isola per venire dalla mia parte e avvicinarsi pericolosamente alla mia faccia
< dei miei segreti ne parleremo un altra volta ora insegnami a fare i pancakes > mi fece un sorrisetto.
Andò tutto bene finché non iniziò ad usare la sua super velocità per mescolare nella ciotola
< PIETRO COSÌ FAI UN CASINO USA LE FRUSTE ELETTRICHE > gridai vedendo che stava usando una forchetta per girare l'impasto e ogni volta perdere il controllo facendo volare il liquido per i pancakes
< Pietro > gridai notando che non mi stava ascoltando mentre continuando a sporcare tutta la cucina
< Pietro ....> persi la pazienza e gli lanciai un uovo che appena andò in contatto con la sua fronte scoppiò.
Come speravo si fermò ma l'espressione sul suo viso mi fece pentire della mia azione istantaneamente,
< scusa...> sibilai ma non feci in tempo a scappare che con la sua super velocità si mise dietro di me con il sacchetto della farina girato al contrario sopra la mia testa.
Ci fu una battaglia di cibo e presto ci ritrovammo sporchi dalla testa ai piedi, continuammo finché un uovo non finì in faccia a Tony che era appena entrato in sala seguito da tutti gli altri.
Risi, risi dopo tutto quel tempo e vidi l'espressione di Pietro compiaciuta e così quella di tutti gli altri, avevo le orecchie invase dalle risate di tutta quella gente e sentii di nuovo quel calore al petto.
Forse non era tutto perso, forse il ghiaccio nel mio petto si sarebbe potuto sciogliere per sempre.
Forse un giorno sarei stata felice.
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Lilith || Loki Laufeyson
FanfictionLilith una ragazza Newyorchese, orfana, a cui è stato nascosto il suo passato, i suoi genitori e la verità su sé stessa. Una ragazza solitaria, narcisista e introversa che odia tutti e non si fida pressoché di nessuno, si troverà davanti all'opportu...
