La si poteva raggiungere percorrendo una strada lastricata lunga qualche centinaio di metri che si snodava nel centro storico di Camarelli e terminava aprendosi sulla grande piazza, dove si trovavano anche un paio di caffè, un'edicola, un ristorantino e una farmacia.
Beatrice si avvicinò al sagrato dopo aver legato la bicicletta ad un lampione, erano quasi le quattro.
La Cattedrale si mostrava in tutta la sua bellezza.
Corrado non si vedeva così decise di entrare.
Spinse la massiccia porta di legno e si ritrovò in fondo alla navata di sinistra.
I suoi occhi si abituarono presto alla penombra.
Un crampo alla pancia si fece sentire.
"Incenso" pensò. Quell'odore solenne la agitava da sempre, secondo solo a quello del cloro nelle piscine. Cercò di cacciare via quella sensazione spiacevole e si guardò in giro.
L'interno della cattedrale era composto di tre navate, di cinque campate ciascuna che svettavano verso la splendida volta a botte affrescata. Sì, quella era decisamente una volta a botte. Ai lati, su entrambe le navate si aprivano quattro cappelle laterali, ognuna con il proprio altare.
Beatrice si spostò verso il centro finché riuscì a vedere l'altare maggiore, che si stagliava bianco e lucente in cima alla navata centrale lasciando intravedere la curva dell'abside. L'ambiente era sfarzoso, barocco, esagerato. Marmi policromi rivestivano le pareti delle navate e ovunque posasse lo sguardo poteva osservare sculture, dipinti e pale d'altare che raccontavano le vite dei santi.
La luce debole dei candelabri scaldava i marmi freddi e gli arredi di legno scuro.
A metà della navata centrale, sotto l'antico pulpito di marmo drappeggiato di velluto verde, sedeva Corrado in contemplazione della volta. Probabilmente se ne stava lì da un paio d'ore buone.
Beatrice si avvicinò in silenzio e gli si sedette accanto.
"Bella vero?"
Lui si voltò con calma.
"Ehi ciao, non ti ho sentita arrivare".
Bugiardo.
Un leggero rossore gli dipinse le guance.
Beatrice si guardò in giro.
"Erano anni che non entravo qui dentro, ci sono venuta qualche volta da piccola con la nonna, poi non ci ho più messo piede. Me la ricordavo più grande"
"Più grande?"
"Sì".
Corrado le sembrò sulle spine, in effetti quella era la prima volta che parlavano da soli, nonostante fossero nella stessa classe ormai da tre anni. Cos'è che li aveva tenuti così distanti? Perché non aveva legato con lui come era riuscita a fare con altri?
La verità era che non aveva mai provato alcun interesse per lui e con ogni probabilità la cosa era reciproca.
Beatrice abbozzò un sorriso.
"Bene, da dove iniziamo?"
"Direi da quella parte" rispose Corrado andando con lo sguardo oltre la fila di colonne alla sua sinistra.
Attraversarono la navata e si diressero verso la prima cappella laterale. Un paio di persone sedevano in silenzio nei primi banchi.
Raggiunsero la cappella e controllarono dietro l'altare ma non videro porte, c'era solo una grande pala che raffigurava un gruppo di santi in adorazione.
STAI LEGGENDO
Il Passante
FantasíaCOMPLETATA. Corrado e Beatrice. Due ragazzi, due compagni di classe, quasi due perfetti sconosciuti. Finchè a Camarelli, paese perduto tra le nebbie del nord Italia, non accade l'impossibile. Un uomo ha appena attraversato il muro della Cattedrale...
