L'interno della capanna era caldo e accogliente. Nell'aria c'era un buon profumo di erbe cotte e terra.
Sembrava di trovarsi all'interno della tana di qualche animale. Dalle pareti e dal soffitto pendevano piante e fiori essiccati, appesi a testa in giù ad asciugarsi. Diversi scaffali ricoprivano le pareti per tutta la loro lunghezza e ospitavano vasi di vetro colmi di sassi, terre di ogni colore, cortecce polverizzate, semi, bacche e radici. E poi libri che sembravano più antichi del mondo stesso, rotoli di pergamena ingialliti, penne di corvo, artigli di rapaci, zampini pelosi di bestiole conservati sotto spirito.
Ovunque si posasse lo sguardo c'era qualcosa che chiedeva di essere osservato meglio. Su di un tavolo era acceso e funzionante un grosso alambicco di metallo che distillava un liquido scuro.
Al centro della sala un vivace fuoco ardeva illuminando l'ambiente, sopra di esso un intruglio bollente gorgogliava in un paiolo di ferro appeso con una catena al soffitto.
I Passanti posarono finalmente a terra la lettiga e scoprirono il volto di Galeno che aveva un aspetto sempre più malandato.
Sulla parte destra della capanna c'erano dei ceppi disposti in fila lungo il perimetro che facevano da sedie, di fronte ad essi un tavolo ricavato da una sezione di tronco sul quale sette tazze fumanti erano disposte in fila come se qualcuno attendesse ospiti.
Una tenda scura su un lato della stanza si aprì all'improvviso e un'anziana signora piuttosto esile ne uscì. Si portò al centro della stanza in prossimità del braciere con passo lento e leggero.
"Ben arrivati" disse con un lieve cenno del capo e il sorriso mostrò una fila di sinistri denti d'argento. Fece qualche passo verso il gruppo che sostava all'ingresso appena sotto la breve scalinata di legno. Portava una lunga veste blu legata in vita e in testa una fascia di tessuto annodata alla nuca che scivolava lungo la schiena.
Aveva la pelle rugosa, piuttosto scura e sul viso che sembrava di corteccia, erano tracciati alcuni disegni proprio sotto gli occhi. A guardar bene parevano due mezzi soli, uno per ogni lato della faccia e il raggio centrale, quello più lungo si allungava fino a raggiungere il mento. Anche le mani e le braccia erano completamente ricoperte di strani segni scuri.
La donna squadrò Malia dalla testa ai piedi e dopo averlo fatto si diresse immediatamente verso la lettiga dove giaceva Galeno.
Si chinò a terra e tirò via la coperta, scoprendo il suo corpo per intero.
"Non toccarlo!" disse Malia precipitandosi su di lui.
"Se volete che gli tolga quegli affari, dovrò toccarlo per forza" rispose la donna con estrema calma, indicando i due frangiluce ai polsi di Galeno.
"Non siete forse venuti per questo?".
Iano si avvicinò e scostò Malia posandole una mano sulla spalla. Malia si fece indietro riluttante ad affidare Galeno alle mani di una strega, ma si rese conto di non avere alternative. E guardando il viso di Galeno sempre più pallido si convinse a lasciarla fare.
In quel momento la porta della capanna si aprì con un cigolio e una delle due bambine che li avevano guidati all'interno del bosco, quella più grande, comparì portando fra le mani una cesta piena di terra.
"Silla, vieni avanti" disse la donna. "Ora vedrai qualcosa di davvero speciale".
"Eccomi sorella Tucca" rispose la bambina attraversando scalza la sala. I suoi lunghi capelli toccavano il pavimento di legno. Raggiunse la lettiga sotto gli occhi ansiosi dei presenti e posò il recipiente con la terra proprio a fianco di Galeno.
"Brava, proprio quello che ti avevo chiesto" la ringraziò Tucca.
Carlo allungò il collo per sbirciare meglio dato che non aveva osato farsi più avanti. Tucca si voltò di scatto come se si fosse resa conto solo in quel momento della sua presenza nella stanza. Incrociò il suo sguardo e rimase immobile a fissarlo per qualche secondo, un tempo sufficiente a gelare il sangue nelle vene di Carlo.
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Il Passante
FantasyCOMPLETATA. Corrado e Beatrice. Due ragazzi, due compagni di classe, quasi due perfetti sconosciuti. Finchè a Camarelli, paese perduto tra le nebbie del nord Italia, non accade l'impossibile. Un uomo ha appena attraversato il muro della Cattedrale...
