Winter lynx
Nora si trovava nel tetto del palazzo davanti alla banca, aspettando il segnale di Sharon.
Il suo compito sarebbe stato distrarre: dove pensavano si sarebbe svolto il colpo, in realtà era una simulazione per lasciare spazio e tempo a chi si occupava del furto grosso.
"Incominceremo da cose piccole, per prepararci. Poi arriveremo ai furti più seri, tipo armi atomiche nascoste all'interno dei cavour del governo", aveva detto, sorridendo entusiasta.
Nora capì che Sharon era arrabbiata contro qualuno ed era sicura che il suo obiettivo, più che rubare, era vendicarsi.
Le aveva spiegato alla perfezione il piano: doveva aspettare le volanti della polizia nascosta sul palazzo più vicino alla banca. Al loro arrivo, avrebbe dovuto bucare le ruote delle loro macchine e in caso di resistenza, avrebbe dovuto disarmarli e legare i loro polsi con le manette e costringerli a stendersi a terra, con la faccia sull'asfalto.
In caso di complicazioni, avrebbero comunicato con l'auricolare sul da farsi.
Le sirene delle auto incominciarono a conquistare il calmo (e insolito) silenzio che circondava New York.
- Si va in scena, lince - La voce si Sharon giunse alle sue orecchie, facendola sorridere debolmente.
Nora si lanciò dal palazzo, atterrando sull'asfalto con una capriola. Indossò i tacchi che teneva con la mano destra e nascose il suo viso dietro alla maschera che le aveva dato Sharon: una lince nera con delle striature rosse che le copriva tutto il viso rendendola irriconoscibile anche davanti all'occhio più attento.
Camminò sino a raggiungere la linea traversale che divideva le due corsie stradali e impugnò il suo arco.
Mirò alle ruote della prima macchina in arrivo e così in successione mise fuori uso tutte e sei le volanti della polizia.
- In arrivo altre cinque volanti. Continua così, lince - Sharon parlò nell'auricolare.
- Capo, siamo in difficoltà: è arrivato Capitan America e il suo compagno e - La voce dell'uomo s'interruppe per urlare di puro dolore.
- Intervengo o continuo a seguire il piano? - Nora abbassò l'arco, aspettando una risposta da parte di Sharon.
- Intervieni, subito! - Il suo tono di voce era talmente alto da riuscire a infastidire il delicato udito di Nora.
Winter Soldier
Bucky era coricato nel suo letto, osservando le lenzuola blu che coprivano il suo corpo: aveva letto in qualche rivista che quel colore era solitamente il preferito dei serial killer. Era un ragionamento che non faceva una piega, dato il suo tumultoso passato da macchina omicida russa.
Inoltre, in quel momento più che in tutta la sua intera vita, desiderava qualcuno con cui passare la notte a parlare del suo passato e dei suoi incubi, qualcuno che gli tenesse la mano dopo aver sognato il suo terribile passato.
Sbuffò e si girò dall'altro lato del letto, chiudendo gli occhi e imponendo a sé stesso di dormire: erano ormai le quattro e mezzo del mattino e la sua sveglia sarebbe suonata alle otto per l'appuntamento con la dottoressa Raynold.
Qualcuno bussò freneticamente alla porta del suo appartamento, facendogli aprire gli occhi di scatto.
Per un attimo s'irrigì e pensò al peggio: chi mai poteva essere alle quattro e mezza del mattino se non qualcuno che voleva creargli problemi?
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The winter lynx
Fanfic《 Dalla storia: [...] Bucky si avvicinò a lei velocemente, puntandole l'indice contro. Dito che Nora afferrò senza battere ciglio, lo girò e piegò il braccio di Bucky dietro la sua schiena, costringendolo a coricarsi sul pavimento con la guancia sc...
