Winter lynx
"Vediamoci tra dieci minuti nella terrazza del tuo palazzo", recitava così il messaggio che le era arrivato dopo che Bucky se n'era andato.
Non sapeva se portarsi dietro un'arma o salire in terrazza con felpa e fiducia, certa che non sarebbe stato nessuno di tanto pericoloso da farla sentire in difficoltà nonostante le sue doti da super-soldato.
Erano passati nove minuti e lei era già in terrazza a osservare la grande mela illuminata solo dalle luci notturne e da una luna lontana e luminosa da sembrare spaventosamente vicino per via dei piccoli crateri visibili nonostante la grossa distanza.
- Ti do un consiglio, piccola lince: non ubriacarti se non sai tenere a freno la lingua -
Nora s'irrigidì e si voltò lentamente per vedere chi c'era alle sue spalle: un uomo dalle grandi ali dietro la schiena e un'espressione seria e severa sul volto incrociò le braccia al petto, osservando la ragazza davanti a lui con diffidente attenzione.
- Sam - mormorò lei a mo' di saluto.
Le sue ali si chiusero e lui si avvicinò a Nora, osservando con attenzione i suoi particolari lineamenti del viso.
- Ieri notte hai detto troppo, qualcosa tipo "se non fossi stata un programma, la mia vita sarebbe stata molto più facile", oppure "maledetto Zola, non aveva altro da fare che uccidere delle linci?" -
Nora deglutì e abbassò il cappuccio della felpa.
- Cos'hai intenzione di fare, adesso, Sam? Dirlo a Bucky? Dirlo a tutto il mondo? - Nora era esasperata: odiava quando qualcuno sapeva della sua vera vita, solitamente usavano queste informazioni contro di lei per minacciarla e costringerla a uccidere qualcuno.
- Ho intenzione di proteggerti, Nora. Nient'altro - Si avvicinò a lei e le appoggiò due dita sul mento, alzando il suo viso in modo che lo guardasse negli occhi.
- Mia sorella ha sempre ragione: vedeva qualcosa di strano in Sharon e pensava tu stessi nascondendo qualcosa -
- Ti offro un caffè, Capitan America, dobbiamo parlare di alcune cose -
Sam la seguì in silenzio all'interno del palazzo e salirono in ascensore.
In pochi secondi raggiunsero il suo piano ed entrarono a casa sua.
Nora lo invitò a sedersi in uno degli sgabelli della cucina e preparò il caffè, sistemando le tazzine sul bancone.
- La prima cosa che voglio sapere è cosa ti ha detto Sharon in bagno -
Non poteva confessare a Sam di essere stata lei ad attaccarli quella notte e soprattutto non poteva dire qualcosa sulle sue missioni: la vita di Nora sarebbe finita e con lei il suo rapporto con Bucky.
- Quando le hai chiesto di fare ricerche su di me, lei le ha fatte, per bene - Lei gli porse il caffè e si accomodò al suo fianco.
- Sa ogni cosa di me e sa momenti della mia vita che io ignoro e ho dimenticato per colpa del siero -
Sam continuava a fissarla negli occhi.
- Mi ha minacciato, che se non mi fossi allontanata da Bucky gli avrebbe detto tutto e alla tua festa, in bagno, me l'ha ricordato in modi non gentili -
- Perché non vuoi che Bucky sappia niente del tuo passato? -
Nora sospirò e sbattè le unghie sul tavolo.
- Perché lui è guarito Sam, io non ancora. Lo trascinerei di nuovo nel vortice tossico dove mi ha rinchiuso l'Unione Sovietica -
Sam sospirò.
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The winter lynx
Fanfiction《 Dalla storia: [...] Bucky si avvicinò a lei velocemente, puntandole l'indice contro. Dito che Nora afferrò senza battere ciglio, lo girò e piegò il braccio di Bucky dietro la sua schiena, costringendolo a coricarsi sul pavimento con la guancia sc...
