Winter lynx
Nora, durante il tragitto verso la torre, rimpianse fortemente il suo arco: se lo avesse avuto, Sam non sarebbe stato ferito a una spalla e Zemo non avrebbe il naso spaccato.
Aveva disarcionato e ucciso tre quarti degli uomini che gli erano piombati addosso, ma l'altra parte era riuscita ad arrivare a Sam e Zemo che, nonostante avessero combattuto divinamente, avevano subito dei danni.
- Questo è successo perché non ho il mio arco - ripetè per l'ennesima volta, nascondendosi in un palazzo buio e abbandonato.
Tamponò il naso a Zemo sotto il suo sguardo adorante e fasciò la spalla a Sam.
- Sei una formidabile macchina da guerra - mormorò il primo, tirando su col naso e sputando sangue.
- Hai amici che vendono armi da queste parti? -
Zemo sorrise e afferrò il telefono, digitando velocemente qualcosa.
Dopo qualche minuto, davanti ai loro occhi si presentarono tre uomini con delle grosse valigie tra le mani. Le aprirono e Nora passò in rassegna a tutto ciò che offrivano: granate, mitragliatrici, fucili di precisione, pistole e semplici coltelli.
Afferrò tutto ciò di cui avevo bisogno e Zemo le propose di pagare tutto ciò che aveva scelto, ma Nora si slacciò leggermente la tuta e tolse dal reggiseno un grosso gruzzolo di soldi, contando le banconote e porgendole agli uomini, prendendone alcune in più come mancia.
- Ora possiamo andare - Nora sistemò le due pistole nella cintura e i coltelli all'interno degli stivali, aspettando che Zemo e Sam smettessero di fissarla adoranti.
Entrambi si risvegliarono dallo stato di trance in cui si trovarono e la seguirono all'esterno del lugubre palazzo.
Durante la seconda ondata di uomini omicidi, Sam e Zemo rimasero a guardare Nora che li faceva tutti fuori con una semplicità disarmante: chi periva con la sua pistola, chi con la giugulare a metà per via di uno dei suoi coltelli.
- Potevi mandare anche solamente lei in missione - constatò Sam.
- Sono costretto a darti ragione, ma servivano gli agganci che ho qua a Madripoor per proseguire -
Dopo aver visto l'ultimo uomo cadere a terra con una pallottola nella fronte, notarono di essere davanti all'entrata della grande torre.
- Chi entra per primo? - domandò lei. Zemo, in risposta, avanzò e aprì il grosso portone nero, facendo passare gli altri due e controllando infine che nessuno li stesse seguendo: stavano entrando nella tana del lupo e Zemo fu più che sicuro che la probabilità di morte era salita al novantacinque per cento.
- Fermi - Nora bloccò i loro corpi con il braccio sinistro e osservò con attenzione l'aria.
Rubò il fazzoletto pieno di sangue dalla tasca di Zemo e lo lanciò in aria, sperando che il suo istinto si sbagliasse.
Per loro sfortuna, Nora ci aveva azzeccato: la stanza era attraversata in verticale, orizzontale e obliquo da grossi laser rossi, gli stessi che avevano reso a brandelli il fazzoletto.
- Da qua non si passa, è chiaro -, mormorò Sam, - potremo provare a entrare dall'esterno -
Zemo lo guardò con un fastidioso ghigno divertito sul volto.
- Ti sembra che io abbia un grosso cappuccio in testa o una lama che fuoriesce dalla manica del mio giubbotto? Non siamo in Assassin's Creed, Sam -
Nora uscì all'esterno, osservando con attenzione le finestre e i vari appigli in cui poteva tenersi.
STAI LEGGENDO
The winter lynx
Hayran Kurgu《 Dalla storia: [...] Bucky si avvicinò a lei velocemente, puntandole l'indice contro. Dito che Nora afferrò senza battere ciglio, lo girò e piegò il braccio di Bucky dietro la sua schiena, costringendolo a coricarsi sul pavimento con la guancia sc...
