Continuo a fissarlo intensamente, mentre sempre di più si riducono i millimetri che ci separano.
Ho il cuore che mi esplode nel petto.
<< mamma!>> la voce di Alice mi richiama e credo che mi salvi da un bacio che poteva presto diventare un errore.
Jorge mi fa svincolare per andare da mia figlia e lui sparisce in camera sua per un po'.
Quando riappare cerca di fare in modo di corrompere Alice per farla restare e dopo quello che stava per succedere tra noi c'è un certo imbarazzo.
<< Ali, mi aiuti a prendere la roba per fare l'albero?>>
Gli occhi della piccola si illuminano e si aggrappa alla manica del mio maglione per alzarsi in piedi e correre verso Jorge che ha aperto una delle tante porte della casa e inizia a tirare fuori scatoloni pieni di addobbi.
Io li raggiungo e aiuto a scendere tutte le scatole in salotto per poi metterci a fare l'albero di Natale e appendere le calze al camino.
Jorge è molto preso dall'atmosfera che si crea.
Una cosa intima, confortevole mentre fuori i fiocchi di neve continuano a coprire il territorio circostante.
Prende in braccio Alice per farle mettere il puntale in cima all'albero e poi passiamo alle luci.
Lei è sbalordita e presa da tutto quello che vede e che Jorge le propone di fare.
Mentre li guardo penso ai miei ricordi di Natale, quei ricordi che restano indelebili nella tua mente per tutta la tua vita e di certo non sono belli come quelli che sta vivendo lei adesso grazie a questo splendido ragazzo dagli occhi verdi.
*** flashback ***
Mia mamma anche questo Natale ha portato a cada uno dei suoi compagni sporadici che annuncia essere ogni volta come ' l'uomo della sua vita'.
Mi sembra una scena vista e rivista.
Lei inebriata dall'alcol, lui che la venera e io seduta al tavolo con loro.
Tutto mi sembra, tranne che la vigilia di Natale. Non una luce, un regalo, una cena in famiglia. Assolutamente niente.
Salgo in camera e mi perdo a guardare dalla finestra la casa accanto.
Mechi, la mia migliore amica ha la finestra di fronte alla mia e riesco a intravedere cosa succede da lei.
Ha una famiglia molto numerosa e festeggiano tutti insieme.
La invidio.
Io in sedici anni non ho fatto che adattarmi alle follie di mia madre, alle sue stranezze.
***
<< cosa vuoi che ti porti Babbo Natale?>> chiede Jorge alla piccola mentre la porta sulle spalle fino al divano.
<< Babbo Natale?>> ripete lei con tono strano.
<< non lo conosci? È un signore vecchio e grosso e guida una slitta che vola nel cielo e porta dei giocattoli a tutti i bambini, ogni anno.>>
Alice è a bocca aperta. Jorge riesce ad incantare anche lei...eh già.
<< allora? C'è qualcosa che vorresti?>> richiede lui.
<< no amore, non c'è bisogno di chiedere.>> mi intrometto io.
<< lascia stare la mamma e parla con me. Vuoi chiedere qualcosa al vecchio Babbo Natale?>> la bambina di avvicina all'orecchio di Jorge e gli dice qualcosa.
<< hey, ma voglio sentire anche io! >> protesto avvicinandomi.
<< no, è un segreto tra me e Alice. Tu non lo puoi sapere!>> controbatte.
<< ufff.>> faccio il finto muso mentre loro due battono il cinque. << questa alleanza non mi piace per niente!>>
Jorge si avvicina all'orecchio di Alice per qualche secondo, si guardano con complicità e iniziano a farmi il solletico facendomi contorcere sul tappeto.
Vedo davanti ai miei occhi i loro sguardi felici e sento le loro risate e tutto il male, per un attimo sembra sparire.
<< che succede qui?>> ci fermiamo di colpo quando ci accorgiamo che non siamo soli.
È Stephanie.
È tornata.
Jorge si alza e io cerco di ricompormi.
<< Stephie, che ci fai qui?Avevi detto che non saresti tornata.>> prova ad accoglierla.
<< penso che sia tu a dovermi dare delle spiegazioni.>> getta il borsone per terra e guarda me e Alice con disprezzo.
<< che intendi?>>
<< sei con la donna delle pulizie e con una bambina in casa nostra come se le conoscessi da sempre. Ecco cosa intendo.>> sta a braccia incrociate e spaventata dalla situazione Alice inizia a piangere a dirotto.
<< forse è meglio che andiamo...>> dico io prendendo il giubbotto.
<< Martina aspetta.>> mi ferma dal polso Jorge. << sta nevicando fuori. Come penso di tornare a casa?>>
<< non passa qualche pullman?>>
<< sono impraticabili le strade.>>
<< accompagnale con il pick-up. Semplice.>> dice Stephie come se fosse la cosa più ovvia del mondo.
Jorge esita un attimo. So bene a cosa sta pensando. Ci voleva lì con lui.
<< allora? Che aspetti?>> incalza ancora la moglie.
<< si dai, andiamo.>> stacca il cappotto dall'appendiabiti e apre la porta.
Io cerco di imbacuccare Alice per non farle prendere freddo mentre lei continua a singhiozzare.
Jorge non dice nulla saliti in macchina e nemmeno io ho intenzione di parlare.
A riempire il silenzio ci pensa mia figlia e il suo pianto che non cessa.
Mi metto dietro con lei per cercare di calmarla.
<< Ali, dai non piangere. Guarda quanta neve!!>> a parlare adesso è Jorge che la guarda attraverso lo specchietto e porta una mano verso dietro per sfiorarle la gamba.
<< casa?>> chiede lei spaventata.
<< si, piccola, ora Jorge ci porta a casa.>>
<< paura.>> dice ancora.
Piccola, vorrei dirti che ho paura anche io.
<< ma no, c'è la mamma con te.>>
<< e ci sono anche io.>> dice lui.
È cambiato di colpo appena lei è rientrata.
Che arpia quella.
<< Martina mi dai l'indirizzo?>>
Ecco il momento tragico.
Come gli dico che sto negli alloggi popolari?
Spero tanto non mi giudichi.
Arriviamo a 'casa' e Jorge ci accompagna dentro visto che è Alice a chiederglielo.
Lui si guarda intorno spaesato.
<< siamo qui da qualche giorno. Da quando sono scappata. >> dico senza pensarci due volte.
Angolo autrice.
Velocità da record, dai!
Ok confesso, questo capitolo era già pronto e ora eccolo qui disponibile per voi 😂❤️
Spero vi piaccia e grazie per continuare a seguire questa storia!
Jortini033 dici che nelle tue ultime vacanze di Natale da liceale potrai inserire uno di quei capitoli meravigliosi che scrivi di solito? 😌
Vedi che puoi fare e...sappi che mi manchi! ❤️
Alezamp aspetto con ansia anche qualche tua novità. Che fine hai fattoooo? 🤪
RossellaMallardo0 scrivi chica. Aspettiamo i tuoi aggiornamenti 💕
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Portami via. [Jortini]
FanfictionLa nostra voglia di scappare, di cambiare città, da dove nasce? Cos'è che ci fa pensare di poter trovare luoghi migliori oltre i confini delle nostre case? Sappiamo bene che non cambierà niente; non si scappa da un posto, si scappa dal passato! Si...
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